panoramica piazza San Pietro

Dedicazione delle Basiliche Pietro e Paolo

Calendario
Oggi è il giorno:
Martedì 13 gennaio 2026

Dedicazione delle Basiliche Pietro e Paolo (memoria facoltativa)

Verso il 330 Costantino fece edificare, sull’area di un antico cimitero sul colle Vaticano, la Basilica dedicata a san Pietro, consacrata nel 1626. Quella dedicata a san Paolo fu decisa dall’Imperatore Valentiniano nel 286: ricostruita nel 1823 dopo un incendio, fu consacrata nel 1854 da Pio IX.   

Significato della Dedicazione

Il rito della Dedicazione ha inizio a partire dal VII secolo con l’obiettivo di valorizzare e “dedicare” uno spazio particolare a Dio, come richiama la preghiera di Salomone per il tempio di Gerusalemme: “Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te…Ora, Signore, Dio d’Israele…Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito! Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!” (1Re 8,22ss). Testo che va compreso alla luce della I lettera di Pietro: “Avvicinandovi a lui, pietra viva…pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali” (1Pt 2,3ss).

Dalla casa alla chiesa

Cristo è il Tempio santo per eccellenza: glorificato nel suo corpo risorto, Egli è il luogo in cui si manifesta la presenza di Dio: “E’ giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” (Gv 4,23). Rimanendo in Lui, si fa esperienza di Cristo stesso nella Comunità dei credenti: “Siete tempio di Dio, e lo Spirito di Dio abita in voi; il tempio di Dio è santo, e questo tempio siete voi” (1Cor 3,16ss): quanti sono uniti nella fede e nell’amore sono uniti a Cristo formano il suo Corpo mistico (1Cor 10,17). Questo spiega perché all’inizio delle comunità cristiane non ci sono luoghi particolari, ma i fedeli si radunavano presso le case per ascoltare la Parola e celebrare l’eucaristia. Solo quando il numero dei cristiani divenne più grande, si rese necessario trovare spazi più ampi, e da qui “domus ecclesiae”, cioè la “casa delle chiesa”, della comunità dei credenti. Uno spazio “dedicato” al culto a Dio, ma senza dimenticare che le pietre più importanti sono e restano le persone che si radunano, le pietre vive.

Da non perdere:Gesù oltre la tempesta Oltre la tempestabimbo arrabbiato Non ci sono bambini difficili

Le pietre e la pietra, in san Giovanni Crisostomo

E’ sempre importante essere attenti alla verità dei segni, come ricorda san Giovanni Crisostomo: “Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità.

Colui che ha detto: «Questo è il mio corpo», confermando il fatto con la parola, ha detto anche: Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare (cfr. Mt 25, 42), e: Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l’avete fatto neppure a me (cfr. Mt 25, 45). Il corpo di Cristo che sta sull’altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura. Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole…Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l’elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri. Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo invece anche chi riceve”.

Le Basiliche dei santi Pietro e Paolo

Pio IX scelse di riunire in una sola celebrazione l’anniversario delle basiliche dedicate ai due grandi apostoli, luoghi che ancora oggi accolgono milioni di pellegrini che si recano alle tombe dei due grandi Santi. “Pietro, che per primo confessò la fede nel Cristo, Paolo, che illuminò le profondità del mistero; il pescatore di Galilea, che costituì la Chiesa delle origini con i giusti d’Israele, il maestro e il dottore, che annunciò la salvezza a tutte le genti” (dal Prefazio dei santi Pietro e Paolo). Di loro le due Basiliche custodiscono le reliquie, la memoria, la profezia. 

fonte © Vatican News – Dicasterium pro Communicatione

Dopo la Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore (05 agosto) e quella della Basilica Lateranense (09 novembre), la Chiesa celebra in un medesimo giorno la Dedicazione delle Basiliche dei SS. Pietro e Paolo a Roma.

Queste sono le quattro basiliche che negli anni giubilari i pellegrini devono visitare per acquisire l’indulgenza plenaria, che i Papi sogliono concedere ogni 25 anni. Ma, per quelli che non possono recarsi nelle magnifiche e auguste Basiliche, ci sono molte altre possibilità e occasioni per beneficiare delle indulgenze plenarie [es. la Benedizione papale “Urbi et Orbi(alla città e al mondo) nelle principali feste liturgiche, nel rispetto delle modalità definite dalla Chiesa].

La Basilica di S. Pietro  

Dopo il martirio, avvenuto con tutta probabilità nel circo di Nerone, i resti di S. Pietro erano stati sepolti lungo il fianco opposto della via Cornelia e più tardi vennero segnalati alla venerazione dei fedeli con una piccola edicola costruita da Papa Anacleto e che, fino al terzo secolo, restò il centro delle sepolture dei Papi.

Concessa la pace alla Chiesa, Costantino fece edificare sulla tomba del principe degli Apostoli una basilica, che fu terminata da Costantino II e poi distrutta dai Saraceni nell’anno 806.   Restaurata e totalmente modificata nel suo aspetto, la basilica esisteva ancora nel secolo XV, ma tanto aveva sofferto per l’assenza dei Papi, durante il soggiorno ad Avignone, che Papa Niccolò  V  (1447-1455) decise di demolirla e di ricostruirla sullo stesso posto.

Papa Giulio II (1503-1513) affidò l’opera al Bramante nel 1505. Morto il Bramante, Michelangelo la continuò ed elevò l’imponente cupola, che domina la basilica e ne costituisce la principale bellezza.

Finalmente il 18 novembre 1626 la basilica fu terminata e Papa  Urbano VIII (1623-1644) la consacrò. Alla fine del Medio Evo i Papi avevano abbandonato il palazzo del Laterano e si erano stabiliti nel palazzo Vaticano, portando in S. Pietro non poche solennità. Il Concilio ecumenico del 1870 rese definitiva questa sostituzione e la basilica Vaticana divenne, per forza di cose, l’effettiva cattedrale dei Papi.

La Basilica di S. Paolo

Il corpo dell’apostolo S. Paolo, dal luogo del martirio, presso le acque Salvie, era stato portato a due miglia circa da Roma, sulla via Ostiense e ivi era stato sepolto. Sul luogo della sepoltura fu prima costruito un oratorio molto simile a quello dell’apostolo Pietro al Vaticano, attribuito generalmente anch’esso a Papa Anacleto.

Costantino eresse sulla tomba una basilica, ma, essendo parsa di dimensioni troppo modeste, l’imperatore Valentiniano, nel 368, la sostituì con una basilica grandiosa a cinque navate. Teodosio proseguì l’opera e suo figlio, Onorio, la terminò. Le incursioni Saracene avvenute sotto san Leone IV (847-855) spinsero Papa Giovanni VIII (872-882) a circondare la basilica ed il convento, che già vi era sorto accanto, di mura e si ebbe così una fortezza che prese il nome di Giovannopoli.

La Basilica conservò il suo primitivo aspetto fino all’incendio che, nella notte tra il 15 e il 16 agosto del 1823, la distrusse. Pervennero, all’appello del Papa, offerte da tutta la cristianità, perfino da dissidenti e da infedeli e, il 5 ottobre 1840, Papa Gregorio XVI (1831-1846) poté consacrare il transetto e l’altare maggiore sotto il quale restò la tomba dell’apostolo.

Quattordici anni dopo, in occasione della definizione dell’Immacolato Concepimento di Maria (8 dicembre 1854), 185 cardinali, arcivescovi e vescovi assistevano, il 10 dicembre, alla dedicazione della nuova basilica di S. Paolo fatta dal Beato Pio IX (1846-1878) che ne fissò il ricordo alla data tradizionale del 18 novembre.

Dedicazione delle Basiliche dei SS. Pietro e Paolo Apostoli
piazza San Pietro © Remigio Ruberto

Fonte principale: axnet.it (“RIV./gpm”). Secondaria: vangelodelgiorno.org

Accendi una Luce per un tuo caro

Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

× Eugenio Ruberto
Torna in alto