Cronaca di un giorno ordinario: un soffio di dolcezza tra le corsie, Eugenio torna al Bambino Gesù
Roma, 24 Marzo 2026 – Ci sono luoghi che restano impressi nell’anima, corridoi che conosciamo a memoria e stanze dove il tempo sembra fermarsi. Tornare all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) per noi non è mai “una visita”, ma un ritorno a casa, un abbraccio a una famiglia allargata che lotta ogni giorno.
In questo clima pasquale, segnato purtroppo dalle ombre delle guerre e dalle fatiche che tutti conosciamo, abbiamo voluto portare un raggio di luce vera, quella che nasce dai piccoli gesti.
Porta a porta, cuore a cuore
Questa volta non ci siamo fermati all’ingresso, nella scuola in ospedale. Grazie alla disponibilità del personale sanitario, alla insostituibile caposala Elsa Bianchini, all’unica ed inimitabile dottoressa Antonella Cacchione, che ringraziamo con tutto il cuore, siamo entrati direttamente nelle camere del DH di Oncoematologia. Abbiamo bussato piano, con il rispetto di chi sa cosa significa abitare quelle stanze, e abbiamo incontrato i “piccoli guerrieri” e i loro genitori.
Nelle nostre mani c’era il carico d’amore di tutti voi che sostenete l’Associazione Eugenio Ruberto ODV:
- Le Uova di Pasqua donate da Strega Alberti di Benevento. Abbiamo trovato in questa grande Azienda dal grande cuore una disponibilità unica. Un contatto telefonico di Remigio, una mail, il credere in un progetto vero, reale, abbracciare una causa ci ha permesso di ricevere direttamente a casa un bancale di uova di Pasqua da consegnare in reparto come simbolo di rinascita e dolcezza che rompe il rigore delle terapie.
- Dolciumi e caramelle, ricevute in dono da Dell’Ungaro Food; un ringraziamento davvero speciale va alla cara Roberta Cocozza, dolcissima amica; è bastata una telefonata di Giuseppina per mettersi a disposizione: tutto il pensabile e l’impensabile ci hanno consegnato direttamente a casa, e udite udite, ci hanno ringraziato (Roberta e Marco) perché li abbiamo coinvolti in questo progetto. Caramelle, biscotti, cioccolato, lecca-lecca dei personaggi Disney, giochini luminosi, kit per scrivere e colorare, veramente ci hanno donato tanto, e tutto per rubare un sorriso e regalare un momento di “normalità”. 4 scatoloni pieni di magia, leccornie e gioie!
- Spray togli-cerotto: il prodotto tanto caro alle infermiere del reparto, e soprattutto tanto utile per alleviare il dolore dello strappo del cerotto ai piccoli pazienti. Sembra nulla… I nostri guerrieri, per interventi, per terapie, hanno braccia e altre parti del corpo con aghi delle flebo, picc, punti di sutura, coperti da garze, cerotti. Rimuovere quei cerotti è fastidioso, soprattutto doloroso. Quanto più sono piccoli i bimbi, più doloroso è toglierli. Con la nostra donazione di spray proviamo ad alleviare un pochino le operazioni di medicazione. La gratitudine delle infermiere (è difficile anche per loro…), il sollievo negli occhi dei genitori, la gioia dei piccoli… nulla riempie di più il cuore di gioia. Questi spray sono frutto della nostra attività “la pasta del cuore”, in collaborazione con Loris Mastrangelo di Mastrangelo Pasta. Gli spray vengono consegnati ai bambini per le terapie a casa, non solo in ospedale.
- Nelle confezioni di dolciumi, abbiamo messo anche dei piccoli gadget dell’Associazione (braccialetti e fischietti). Quanta emozione sentire i bimbi emettere suoni con quei fischietti! Sentire quel reparto pieno di suoni, di allegria, è qualcosa che rende leggero il cuore!
Il sorriso di Eugenio nei loro occhi
Vedere gli occhi dei bambini illuminarsi davanti a un uovo colorato o a un piccolo gioco è stato come rivedere il sorriso di Eugenio. In ogni camera che abbiamo visitato, abbiamo sentito che lui era con noi. Non stavamo portando solo oggetti, stavamo portando un messaggio: “Non siete soli. Noi sappiamo cosa provate, e siamo qui per voi”.

Per noi fantastici 4, perchè siamo sempre noi quattro, Eugenio è ancora in quel lettino, insieme ai suoi amici guerrieri e principesse a combattere insieme. Per il futuro di tutti!
In un mondo che attraversa una profonda crisi di valori, dove la vita umana sembra a volte contare poco di fronte ai grandi conflitti, entrare in quelle stanze ci ha ricordato la verità più profonda: la vita è sacra, sempre, e merita di essere onorata con la massima tenerezza.
Abbiamo incontrato bimbi, ma anche genitori! Tante mamme e tanti papà che, da sopra la mascherina, ci hanno sorriso con gli occhi. Mani strette con infinito amore, pacche sulle spalle, abbracci… tante storie sussurrate a mezza voce. Chi vive quel vortice è molto spesso da solo, non ha con chi condividere il tempo (se non con compagni di camera che hanno gli stessi pensieri e tormenti), pensare alla normalità di una vita che fuori scorre, che si avvicendano le stagioni e anche le festività!
In quelle camere abbiamo raccolto sogni, passioni, segreti, e anche silenzi che urlavano tutto il dolore e l’angoscia verso un futuro incerto e un presente tribolato.
Per nessuno è semplice, facile… Abbiamo assistito ad una metamorfosi della nostra Francesca, è rimasta silenziosa tutto il tempo. I suoi occhi si soffermavano su ciascun bambino con rispetto e timore, ha consegnato i doni con la smania di vedere i sorrisi dei bimbi. Sicuramente ha rivissuto la storia di suo fratello maggiore Eugenio (che è la nostra), ora con consapevolezza diversa; ha ancora tanto da “digerire”, ma siamo certi che questa occasione ha fortificato ancora di più il suo carattere e tirato fuori tutta la sua dolcezza.







Grazie a chi rende tutto questo possibile
Ogni uovo consegnato, ogni caramella scartata è merito vostro. Grazie a chi sostiene il sito e l’Associazione, permettendoci di trasformare il dolore per la perdita di Eugenio in un motore di solidarietà inarrestabile.
Uscendo dall’ospedale, guardando il Gianicolo, abbiamo portato con noi i nomi e i volti di quei bambini. Preghiamo per loro, per la loro guarigione e perché la Pasqua porti nelle loro vite il miracolo della salute.





Roma, città eterna
Non poteva mancare, nella nostra giornata romana una passeggiata per Piazza San Pietro e un saluto alle amiche ed amici di Vatican News.
Dopo aver distribuito tutto quanto avevamo portato, esserci salutati con Elsa, siamo usciti dall’Ospedale con una tale ricchezza nel cuore, che a parole risulta difficile da spiegare. Eravamo così pieni, sazi di tanti abbracci e sorrisi sinceri che non ci eravamo resi conto che fossero passate da un pezzo le 14.00. Abbiamo lasciato la macchina al Terminal Gianicolo e a piedi attraversato Piazza San Pietro; una piazza gremita di gente, una fila per accedere in Basilica che girava tutto intorno al Colonnato. Sembrava un giorno di festa e, abbiamo pensato che da un momento all’altro avremmo visto Papa Leone XIV affacciarsi dalla finestra!

















Ci siamo incamminati oltre il Colonnato, nelle stradine di Borgo Pio e abbiamo pranzato all’aperto in uno dei ristorantini tipici. Cucina tipica romana e arietta primaverile! Signore quante grazie in questa giornata!
Dopo la pausa rifocillante, siamo andati a Palazzo Pio, sede dei Media Vaticani, dove ad attenderci c’era la cara Marina Tomarro; una bellissima chiacchierata, tante storie familiari e di lavoro. Aneddoti di vita vissuta, di esperienze fatte, di viaggi, di incontri. E sempre un bell’incontrarsi. In redazione c’era solo lei oggi, gli altri amici erano impegnati all’esterno. Troppo presto è arrivato il momento di salutarci, con la promessa di rivederci presto (magari a maggio a Napoli, con Papa Leone XIV).
Lasciare Roma non è mai facile, ci sono tanti angoli della città che ci sono ancora sconosciuti, ma l’indomani è ancora giorno lavorativo e per Francesca c’è scuola. Riprendiamo la macchina, ora troppo grande e troppo vuota, e partiamo per il rientro.
Tragitto tranquillo fino a casa, dove si è conclusa la nostra giornata. Noi abbiamo vissuto così la nostra Pasqua!
Il nostro racconto termina qui, ma non il nostro impegno. Le uova di Pasqua e i doni che abbiamo appena consegnato nelle camere dei piccoli guerrieri dell’Ospedale Bambino Gesù sono stati possibili solo grazie a chi, come te, ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Perché donare oggi all’Associazione Eugenio Ruberto?
- Per la trasparenza: Ogni centesimo si trasforma in sorrisi reali, ausili per gli ospedali e sostegno diretto alle famiglie che lottano contro la malattia.
- Per sconfiggere l’indifferenza: In un mondo che sembra svalutare la vita, donare è un atto di ribellione positiva. È dire: “La vita di questo bambino conta”.
- Per dare continuità al sogno di Eugenio: Aiutaci a finanziare la ricerca sui tumori cerebrali e a rendere meno amara la degenza nei reparti di oncologia pediatrica.
Anche una piccola goccia fa l’oceano. Non serve una grande cifra per fare la differenza. Il costo di una colazione o di un caffè può diventare un giochino, un libro o un minuto di sollievo per un genitore che non lascia quel letto d’ospedale da settimane. Grazie di cuore. Perché, come diceva Eugenio, “il disegno di Dio è perfetto”, ma ha bisogno delle nostre mani per compiersi qui in terra.
Eugenio è vivo, e ha sorriso attraverso le mani di chi ha ricevuto un dono.




