Preghiamo insieme

Commento al Vangelo del 29 settembre 2025

Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,47-51
 
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

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Accompagnati

Roberto Pasolini

Ascoltando le Scritture scelte per la festa liturgica dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, potremmo sentirci forse un po’ lontani, magari anche estranei, dal linguaggio e dalle immagini di cui sono intessute le parole profetiche del libro di Daniele e dell’Apocalisse di san Giovanni. I riferimenti a draghi, serpenti, cieli aperti e sconvolti da battaglie tra angeli e diavoli (cf. Ap 12,7-10) sembrano appartenere più alla sceneggiatura di qualche film fantastico, che non alla cronaca dei nostri giorni e delle ordinarie difficoltà in cui siamo immersi. L’incontro tra Gesù e Natanaèle descritto dal quarto Vangelo ci consente, però, di recuperare una prospettiva importante per mettere a fuoco il valore di queste figure celesti a cui Dio ha assegnato il compito di agevolare l’ingresso del suo Verbo nel mondo e nella storia.
Dopo aver annunciato al futuro apostolo le «cose grandi» destinate a chi si lascia incontrare dall’opera e dalla rivelazione di Dio, il Signore Gesù annuncia a Natanaèle un’ulteriore possibilità di accesso al mistero della sua persona e alle conseguenze di una possibile sequela:

«In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo»

I messaggeri di Dio vengono introdotti e presentati dalla voce stessa di Gesù come accompagnatori solenni e ufficiali di tutto quello che il Figlio dell’uomo è in grado di offrire all’uomo, in quanto mediatore definitivo tra il cielo e la terra. Il Cristo è l’immagine visibile di colui su cui scende la rivelazione del mistero di Dio e da cui sale la manifestazione della nostra umanità, finalmente libera di presentarsi e offrirsi senza alcuna – e inutile – vergogna davanti al volto del Padre.
Gli arcangeli che oggi festeggiamo e preghiamo non sono altro che messaggeri attraverso cui Dio sceglie di comunicare all’uomo le cose più importanti e indispensabili perché il suo cammino possa compiersi e giungere alla meta desiderata. Non vanno intesi perciò come immaginarie presenze che agiscono dentro la nostra vita sospendendo o annullando l’esercizio della nostra libertà, ma come preziosi compagni di viaggio che ci aiutano a restare in dialogo con quel Dio che sempre intende comunicarci la sua forza e la sua volontà:

«… il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto»

Ridestando in noi il bisogno di essere soccorsi nel faticoso processo di ascolto della parola di Dio, la festa dei Santi arcangeli ci riconsegna la speranza di poter essere continuamente in cammino verso quel traguardo di umanizzazione che la vita divina incessantemente realizza in noi, attraverso la silenziosa azione dello Spirito.
Se non vogliamo essere ingenui, dobbiamo però riconoscere che in questo percorso di libera trasfigurazione verso il disegno di Dio, abbiamo bisogno di essere aiutati e curati, attraverso doni specifici. Il nome dei santi Arcangeli ci ricorda di quanti e quali aiuti necessitiamo: ci occorrono stupore e senso della presenza di Dio (Michele, «Chi è come Dio?»), grande libertà interiore per aderire alla sua volontà (Gabriele, «Fortezza di Dio»), sincera umiltà per non farsi condizionare dalle paure e dalle paralisi che bloccano il nostro agire (Raffaele, «Medicina di Dio»). Il nome degli Arcangeli svela quel particolare sostegno che il Signore offre con generosità dal suo «cielo aperto» (Gv 1,51) a ogni uomo chiamato a entrare in un rapporto libero e dialogico con il suo santo volto. Soprattutto ora che la sua Parola è stata definitivamente proclamata, nel tempo in cui «si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo» (Ap 12,10). Con precisione e discrezione, i santi arcangeli accompagnano il nostro viaggio in questo mondo, affinché la realtà diventi — sempre più e sempre meglio — il luogo dove la parola di salvezza ancora oggi si compie.

fonte © nellaparola.it

Ascoltiamo insieme

Per gentile concessione © ♥ Padre Gaetano Piccolo SJ

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