Commento al Vangelo del 27 giugno 2025

27 Giugno 2025

SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ – SOLENNITÀ – ANNO C

Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15,3-7

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:
«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?
Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Parola del Signore.

Pieno di gioia

Roberto Pasolini

La sostanza teologica di questa festa liturgica rende difficile contenere la gioia e lo stupore, per il mistero di amore che cade sotto i nostri occhi. Il cuore del Signore Gesù, rivelatosi già nel Primo Testamento per mezzo dei profeti, è descritto dalle Scritture anzitutto come un luogo di fedele e affettuosa premura.

«Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna […] Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte» 

Gesù, nel vangelo, riprende e radicalizza quest’immagine del buon pastore, dichiarando apertamente quanto grande e unico sia il valore di ciascuna creatura presso il suo cuore paterno. Ma il racconto parabolico sembra diffondersi soprattutto sulla descrizione dei sentimenti che proprio questo cuore arriva a provare, quando anche una singola pecora riesce a tornare sulle spalle del pastore, dopo la dolorosa esperienza dello smarrimento.

«Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione»

Così è il cuore del Signore Gesù: pieno di gioia per noi. E non tanto perché Dio non può che essere buono e generoso, felice per la vita e la felicità delle sue creature. Più profondamente, potremmo dire che è un cuore super contento di quello che noi siamo e della possibilità di essere in relazione con noi. Sì, quello di Gesù è un cuore che esulta quando noi siamo, o torniamo, in relazione con lui. Perché bella, anzi meravigliosa, è la nostra vita davanti ai suoi occhi.

Persino quando, mediante l’uso sbagliato della nostra libertà, arriviamo a svilirla con il peccato. Proprio allora si rivela l’indistruttibile qualità del suo amore per noi. E noi riceviamo la sua stessa natura. Per opera dello Spirito Santo.

Fratelli, l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disponibile a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi

fonte © nellaparola.it

Ascoltiamo insieme

Per gentile concessione © ♥ Padre Gaetano Piccolo SJ

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