Il tempo scorre come il fiume della vita
Cinque anni. Cinque anni fa è stato deciso che il tuo pellegrinaggio terreno dovesse andare oltre, in alto, raggiungere la meta, ambita.
Cinque anni è la distanza temporale che divide la metà del mio cuore, cioè tu, e l’altra metà, cioè Francesca.
Cinque anni sembrano pochi, ma sono tanti. Ma sempre pochi, paragonati all’eternità, di cui già godi.
Cinque anni fa eri un ragazzo, un adolescente: Francesca solo una bambina.
Con grande coraggio, amore, fiducia e fede ti ha lasciato andare, dove era scritto, dove c’era il posto prenotato per te, per tutti.
Accompagnato dalla mano che unisce cielo e terra, quella di Don Davide, ti ha accarezzato, ti ha baciato dolcemente sulla guancia, in un caldo “arrivederci, fratello mio“, caldo come il calore che ti stava abbandonando.
Ogni giorno della sua vita, adesso adolescente, è un ricordo di quell’arrivederci: ogni giorno sogna, spera, vive e divora la vita che è la sua ed è la tua.
Vive per due: per lei e per te. Vivete entrambi nella stesso corpo, nella stessa anima, nello stesso cuore, con lo stesso amore.
Lei vive per te, e tu preghi per lei, la guidi, le sussurri, le indichi le vie più luminose, la accompagni nella sua e tua vita.
Cinque anni e sei ancora vivo, nei nostri occhi, nei nostri gesti quotidiani. Cinque anni e l’eternità sono la stessa dimensione per chi ama.
No: l’amore non è un gioco a perdere. Anche se è quello che dice la stella del cielo Amy Winehouse nella sua vibrante melodia “Love is a losing game“, l’amore vince sempre, anche nella sconfitta, che sembra momentanea, ma si trasforma in una vittoria, eterna.
Arrivederci a presto, amore.







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