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Meditazione sull’anno che è passato: a cuore aperto

Caro Gesù,

oggi come tu ben sai è l’ultimo giorno del 2021.

Un altro anno è trascorso, tra qualche ora lo considereremo passato.

Un altro anno in cui ho pianto, molto; riso, poco.

Ho pianto per l’amore che non ho ricevuto.

Ho pianto per la lontananza, la freddezza, il disinteresse, di pochi.

Ma quei pochi fanno male.

Ed è questo quello che ha aggiunto dolore al dolore: alla mia tristezza spesso hanno risposto con uno smile; al mio vuoto sovente mi hanno risposto con un frettoloso “ti richiamo”; le mie lacrime sono state terse da un pacca sulla spalla, troppe volte virtuale.

A tutto questo ho sempre risposto con un sorriso, amaro.

Spesso quando parlavo del mio amore volato da adolescente in paradiso, vedevo nel mio interlocutore un interesse morboso per i social e per tutto quello che ci accadeva dentro.

Io continuavo a parlare cercando conforto e partecipazione, e trovavo di fronte a me un dito veloce ed ingordo mentre scrollava le infinite notizie false, inutili e fuorvianti sul web. Ma per la fame di “avere” tutto gli sembrava buono.

Questa è l’umanità? Questo è quello che vogliamo per noi e per gli altri?

No, questo è quanto riserviamo agli altri: per noi stessi vogliamo sempre il meglio, il massimo, il top.

E quindi chi ascolta chi?

Se vogliamo essere ascoltati, dobbiamo ascoltare!

Caro Gesù, ti scrivo a cuore aperto.

Ti scrivo come si scrive ad un amico, ti scrivo come ti scriverebbe un bambino, anche se non lo sono più.

Spero che questo nuovo anno porti tanta serenità negli animi, nei cuori più freddi ed insensibili.

La serenità che porta all’ascolto, alla pazienza, al discernimento.

Solo con la serenità possiamo sederci ad ascoltare, pazienti, tutto il racconto dall’inizio alla fine.

Il racconto della vita non deve essere sminuzzato, compresso e ridotto per adattarlo ad un post social: deve essere raccontato da cima a fondo, nei minimi dettagli, con tutte le sfumature possibili.

Per capirne il senso, per guardarlo da tutte le angolazioni, per entrare nella storia.

Così come è per il Vangelo.

La nostra vita, la vita di chiunque è storia e come tale necessita di capitoli, di volumi, qualche volta di librerie intere.

E così come leggiamo di storie fantastiche, meravigliose e leggendarie, dobbiamo leggere anche storie normali, di gente normale, che nella loro normalità hanno reso la loro storia particolare.

Ogni storia è particolare, e deve essere ascoltata.

Caro Gesù, sconfiggi questo virus e tutti i virus che annientano la vicinanza, la condivisione, gli affetti, l’amore.

Mettiamo al patibolo il covid19, ma di virus in circolazione ce ne sono tanti altri, più subdoli, meno eclatanti, ma che fanno più danni al cervello che ai polmoni.

E ci sono virus che si insediano nel cuore, e lo rendono duro, freddo, incapace di amare.

Caro Gesù: che le tue parole siano virus di speranza, che non serve inoculazione o booster, ma solo fede e amore.

Fede in Te e in tutte le tue opere.

Amore dentro e fuori di me, di tutti.

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