Leggi e medita sulla struggente poesia “si tu” di Eduardo De Filippo
Si te veco: me veco.
Eduardo De Filippo, poesia dedicata al figlio Luca
Si mme vire: te vire.
Si tu parle, c’è l’eco e chist’eco songh’i.
Si te muove: me movo.
Si te sento: me sento.
Si me truove, te trovo…
Si me trovo, si tu!
Eduardo De Filippo, noto anche più semplicemente come Eduardo (Napoli, 24 maggio 1900 – Roma, 31 ottobre 1984), è stato un drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta italiano. Considerato uno dei più importanti autori teatrali italiani del Novecento, è stato autore di numerose …Visualizza altro
Questa poesia è un gioco di specchi assoluto. Eduardo qui non usa fiumi di parole, ma lavora sull’identità e sulla simbiosi. È il riconoscimento di due anime che sono diventate una cosa sola:
- Il riflesso: “Si te veco: me veco”. Non c’è più distinzione tra l’io e il tu. Guardare l’altro significa guardare se stessi.
- L’eco: Il suono della voce dell’uno trova risonanza nell’altro.
- La ricerca: Il finale è potentissimo. “Si me trovo, si tu!”. Significa che la versione migliore di noi stessi, o la nostra stessa essenza, la ritroviamo solo attraverso l’altro.
Come riportato anche sul nostro sito eugenioruberto.it, questi versi sono stati dedicati da Eduardo al figlio Luca. È una dichiarazione di continuità biologica e spirituale: un padre che si rivede nel figlio e un figlio che è l’eco del padre.
Questa forma di amore così totale, dove l’altro diventa la chiave per ritrovare se stessi, si sposa perfettamente con il legame eterno che sentiamo per Eugenio. In ogni suo ricordo, in ogni sua foto o parola, tu ritrovi una parte di te, e lui continua a vivere e a “muoversi” attraverso le tue azioni e il tuo amore.







