Che bello poter raccontare di una giornata normale.

È quella che abbiamo appena vissuto. Normale, come dovrebbe essere per un adolescente di 13 anni.

Iniziamo la giornata con le coccole di papà.

Eugenio e Remigio abbracciati
Eugenio e Remigio abbracciati

Il nostro 2 gennaio 2020 è cominciato di corsa.

Francesca scalpita, oggi inizia lo “scamposcuola” parrocchiale, non vede l’ora di andare. Come darle torto, ha tutto il diritto di vivere le sue esperienze, di giocare e divertirsi con gli amichetti. Ah, se non ci fosse la parrocchia! Deserto cosmico a Dragoni per i bambini, nessuno che pensa a dedicare loro del tempo in modo disinteressato, e a creare degli spazi costruttivi! Vabbe’ questo è un altro discorso..

Che emozione entrare in quel salone dove anche Eugenio è stato protagonista di tante attività… Come mi manca non vederlo con i suoi amici… Ingoio un rospetto, mi stampo un sorriso sul viso e rientro a casa.

Eccolo, il nostro super-eroe, sveglio e svogliatamente pronto per fare colazione. Beve il latte, mangia una merendina e… Vuole uscire!

Lo dice con tale determinazione che gli farei fare una passeggiata in pigiama. Invece, andiamo in bagno, lo guardo lavarsi, lo aiuto a cambiarsi (la scelta dei vestiti da mettere è stato sempre un momento bello e “nostro”) e…

Eugenio e Giuseppina allo specchio
Eugenio e Giuseppina allo specchio
Eugenio nello studio di Remigio
Eugenio nello studio di Remigio

Scendiamo. Passeggiata a piedi per il mini mercato post-festivo (ci facciamo grandi risate confrontando il nostro mercatino al Centro commerciale Campania ?) qualche chiacchiera con amici, conoscenti, tante persone ci fermano per salutare Eugenio, lui è gentile con tutti e risponde sempre “sto molto meglio adesso“.

Drin, telefonata di Remigio per verificare che tutto sia a posto, “si papà, tutto ok, rientriamo e ti racconto“. Di ritorno ci fermiamo dalla cara amica Sandra, telefonata di zia Teresa e, torniamo a casa.

Che bello vedere Remigio al portone ad attenderci, forse più felice ed emozionato di noi.

Oh, ma è quasi mezzogiorno… Tra un po’ Francesca esce dallo scamposcuola. Andiamo insieme a prenderla, lui è però reticente ad entrare, forse gli fa male vedere quei luoghi “suoi”, quegli spazi dove è stato sempre… Non indago troppo, non voglio rovinare questa bella giornata di sole. Francesca è pronta e scalpita per raccontare tutto ciò che ha fatto. Anche qui, amici, genitori, contenti di vedere Eugenio, lo salutano e gli fanno gli auguri con emozione.

Si rientra. Pranzo. Eugenio mangia poco, ma con gusto, il timballo di ieri. Non vuole altro, lo dobbiamo minacciare per far sì che mangi un mandarino.

Eugenio sei stanco? Vuoi riposare?” “No, perché? Voglio uscire“. “Ancora??? E dove andiamo? Tra un po’ inizierà a fare freddo“… Ok, decidiamo, si va al cinema! Difficile fargli superare l’ansia, paura della troppa gente, lo rassicuriamo che al minimo suo problema o tensione, usciamo. Si parte, direzione Piedimonte Matese, Cotton Movie, spettacolo delle 16.30 “Pinocchio” con Benigni.

Il film è bello, molto bello, ed Eugenio se lo gusta fino alla fine. No tremori, no ansie, no paure…

All’uscita del cinema azzardiamo una proposta, andare a salutare zio Enrico e zia Adriana. Tentenna, ma accetta poi con entusiasmo. Andiamo dagli zii, che più emozionati di noi non sanno cosa offrirci, prendono di tutto, sorridono con gli occhi e con le labbra!… Guardandoli, penso ancora una volta a quanto siamo fortunati. Quanto ci amano e ci supportano! Eugenio parla, risponde alle domande, chiacchiera, osserva le foto del matrimonio degli zii di 60 anni fa… Bene, anche questa è andata bene, si rientra!

Tra una battuta, una chiacchiera e tante risate torniamo a casa. Ci fermiamo avanti casa per scendere, io e Francesca scendiamo e mi avvicino alla portiera per far scendere Eugenio, ma lui fa “papà posso scendere con te giù a posare la macchina?”. In quel momento, il mio cuore ha fatto un milione di battiti… Sono 4 mesi che Eugenio non scende giù al garage con Remigio… Quanta gioia, lo abbraccio, lo bacio, lo accarezzo dal finestrino. Gli dico “sei un grande!” e lui “si, lo so”

Scendono in garage, io e Francesca ci avviamo a casa, nonna Tetta ci aspetta. Mettiamo su la padella per cuocere la carne, condiamo insalata, prepariamo la tavola. Rientrano gli uomini di casa e ci sediamo a tavola. Buona cena a tutti!

Eugenio mangia con gusto la fetta di carne e l’insalata, riesce a finire tutto. Mangia anche qualche spicchio di mandarino. Finita la cena, si avvia con Remigio verso il salone per guardare un po’ di TV e… Mi chiede un dolcetto! Gli porto subito quelli che ci ha dato zio Enrico e lui gradisce molto un cioccolatino.

Il film è un po’ demenziale, ma ci sta bene alla fine di una giornata intensa. Non lo vediamo tutto, alle 22,30 siamo a letto. Stanchi ma sereni.

Dopo la preghiera, lo bacio per augurargli buona notte e gli sussurro “Eugenio sai che mi sono emozionata tanto quando sei sceso giù in garage con papà?” “Si mamma, lo so, ti ho visto”. “Eugenio ti adoro” “Si mamma, lo so, ti voglio bene”. “buonanotte Eugenio

Per molti sarà il racconto di una giomata banale, per noi è un grande dono aver vissuto questa normalità.

Grazie sempre a chi ci è vicino; ricevere dei messaggi di conforto prima di dormire, sentire che ci sono amiche che ti stanno pensando… Beh, mi sento serena perché non siamo soli in questa battaglia. Grazie ❤️

Ultimo aggiornamento il 25 Luglio 2022 by Remigio Ruberto

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