Giovedì della I settimana di Avvento
- S. Giovanni Damasceno dottore della Chiesa (ca. 676-749)
- S. Giovanni Calabria sacerdote e fondatore (1873-1954)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Entri una nazione giusta che si mantiene fedele.
Dal libro del profeta Isaìa
Is 26,1-6
In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
«Abbiamo una città forte;
mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
Aprite le porte:
entri una nazione giusta,
che si mantiene fedele.
La sua volontà è salda;
tu le assicurerai la pace,
pace perché in te confida.
Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna,
perché egli ha abbattuto
coloro che abitavano in alto,
ha rovesciato la città eccelsa,
l’ha rovesciata fino a terra,
l’ha rasa al suolo.
I piedi la calpestano:
sono i piedi degli oppressi,
i passi dei poveri».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 117 (118)
R. Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. R.
Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.
È questa la porta del Signore:
per essa entrano i giusti.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza. R.
Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino. (Is 55,6)
Alleluia.
Il Vangelo del giorno 4 dicembre 2025
Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7,21.24-27
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Parola del Signore.
Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)
monaca benedettina
L’Araldo del Divino Amore, Libro V, SC 331 (Diario spirituale, trad. adv@evangelizo.org)
Entrare nel Regno facendo la volontà del Padre
Un giorno mentre Gertrude pregava [per la salute della loro Madre] col desiderio di conoscere in che situazione si trovava, il Signore le ha risposto: “E’ con gioia incomparabile che ho atteso questo giorno per portare nella solitudine colei che mi sono scelta, al fine di parlare al suo cuore (cf. Os 2,16). Non sono rimasto deluso dalla mia attesa (cf. Sal 77,30): ella risponde sempre secondo il mio perfetto compiacimento e mi obbedisce in tutto per la mia più dolce gioia.” Il che significa: la malattia è quella solitudine in cui il Signore parla al cuore e non all’orecchio della sua amata. (…) Le parole che il Signore rivolge alla sua eletta riflettono le prove e le ansie del cuore: la malata pensa di essere inutile, di perdere tempo senza ottenere risultati, che altri lavorano per lei e tutto invano, poiché forse non otterrà mai il bene della salute. A tutto questo lei risponde in modo conforme al beneplacito di Dio, conservando la pazienza nel suo cuore, desiderando che la volontà di Dio si compia perfettamente in lei. (…) E il Signore aggiunse: “La mia eletta si sottomette a me con mia somma gioia, quando non cerca di sottrarsi ai disagi della malattia. (…) Ora, più faccio pesare su di lei l’infermità e la fatica, più mi è docile accettando con pazienza e discrezione, per il piacere del mio dolcissimo Cuore, il sollievo e la cura necessari al suo corpo. E questa è una perla in più nella sua corona, perché a volte non lo fa senza fatica. Riprenda coraggio tuttavia, ricordando che grazie alla mia benevolenza e tenerezza “tutto coopera al bene di coloro che amano” (cf. Rm 8,28).
LE PAROLE DEI PAPI
Gesù è la Parola vivente di Dio. Quando insegnava, la gente riconosceva nelle sue parole la stessa autorità divina, sentiva la vicinanza del Signore, il suo amore misericordioso, e rendeva lode a Dio. In ogni epoca e in ogni luogo, chi ha la grazia di conoscere Gesù, specialmente attraverso la lettura del santo Vangelo, ne rimane affascinato, riconoscendo che nella sua predicazione, nei suoi gesti, nella sua Persona Egli ci rivela il vero volto di Dio, e al tempo stesso rivela noi a noi stessi, ci fa sentire la gioia di essere figli del Padre che è nei cieli, indicandoci la base solida su cui edificare la nostra vita. Ma spesso l’uomo non costruisce il suo agire, la sua esistenza, su questa identità, e preferisce le sabbie delle ideologie, del potere, del successo e del denaro, pensando di trovarvi stabilità e la risposta alla insopprimibile domanda di felicità e di pienezza che porta nella propria anima. E noi, su che cosa vogliamo costruire la nostra vita? Chi può rispondere veramente all’inquietudine del nostro cuore? Cristo è la roccia della nostra vita! Egli è la Parola eterna e definitiva che non fa temere ogni sorta di avversità, ogni difficoltà, ogni disagio (cfr Verbum Domini, 10). (Papa Benedetto XVI – Angelus, 6 marzo 2011)





