Martedì della XXXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Martino di Tours vescovo (316/317-397)
- B. Vincenza Maria Poloni vergine e cofondatrice (1802-1855)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Agli occhi degli stolti parve che morissero, ma essi sono nella pace.
Dal libro della Sapienza
Sap 2,23–3,9
Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento li toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero,
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi,
la loro speranza resta piena d’immortalità.
In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé;
li ha saggiati come oro nel crogiolo
e li ha graditi come l’offerta di un olocausto.
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno,
come scintille nella stoppia correranno qua e là.
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli
e il Signore regnerà per sempre su di loro.
Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità,
i fedeli nell’amore rimarranno presso di lui,
perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 33 (34)
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo. R.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 11 novembre 2025
Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17,7-10
In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Parola del Signore.
Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179)
badessa benedettina e dottore della Chiesa
Il libro delle opere divine, le vie di Dio, cap. 4 (trad. cb@evangelizo)
Beato chi comincia e compie in Dio le sue opere!
Sarebbe meglio per te che ti senta inutile e peccatore piuttosto che restare nella tiepidezza… se tu capissi che sei peccatore, eviteresti le cattive azioni… Invece sei come un vento tiepido che non porta umidità ai frutti né dà loro calore. Sei colui che comincia e non giunge a compiere, sfiori il bene all’inizio, ma non te ne nutri fino alla fine, simile a un vento che accarezza il viso, ma non nutre la pancia. Cosa vale di più, un vano parlare o un’opera portata a compimento? … Perciò, agisci nel silenzio dell’umiltà e non ti inorgoglire, poiché sarà considerato nulla chi si sforza di ottenere con orgoglio di fuoco ciò che disprezza di compiere con abbandono d’amore. Vani e sciocchi coloro che confidano in se stessi… Coloro che nel lor orgoglio confidano in se stessi desiderano apparire più saggi dei loro padri e non vogliono camminare secondo il loro patto, ma, nella loro grande instabilità, si danno leggi secondo i loro capricci… Poiché ciò che appare talvolta buono agli uomini per errore, quando non vogliono fissare intensamente lo sguardo a Dio, finirà per morire se non è stato riscaldato dal soffio dello Spirito Santo, perché sgorgato da vana gloria. Beato chi, confidando in me, mette la sua speranza, l’inizio e la fine delle sue opere, non in lui, ma in me. Costui non cadrà. Ma chi vorrà fare senza di me andrà in rovina.
Le Parole dei Papi
Gesù ci fa prendere coscienza che, di fronte a Dio, ci troviamo in una situazione simile: siamo servi di Dio; non siamo creditori nei suoi confronti, ma siamo sempre debitori, perché dobbiamo a Lui tutto, perché tutto è suo dono. Accettare e fare la sua volontà è l’atteggiamento da avere ogni giorno, in ogni momento della nostra vita. Davanti a Dio non dobbiamo mai presentarci come chi crede di aver reso un servizio e di meritare una grande ricompensa. Questa è un’illusione che può nascere in tutti, anche nelle persone che lavorano molto al servizio del Signore, nella Chiesa. Dobbiamo, invece, essere consapevoli che, in realtà, non facciamo mai abbastanza per Dio. Dobbiamo dire, come ci suggerisce Gesù: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17,10). Questo è un atteggiamento di umiltà che ci mette veramente al nostro posto e permette al Signore di essere molto generoso con noi. Infatti, in un altro brano del Vangelo egli ci promette che «si cingerà le sue vesti, ci farà mettere a tavola e passerà a servirci» (cfr Lc 12,37). Cari amici, se faremo ogni giorno la volontà di Dio, con umiltà, senza pretendere nulla da Lui, sarà Gesù stesso a servirci, ad aiutarci, ad incoraggiarci, a donarci forza e serenità. (Benedetto XVI, Messa nel Foro Italico di Palermo, 3 ottobre 2010)





