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Leggiamo ed ascoltiamo insieme “dove la luce” di Giuseppe Ungaretti

Biografia dell’autore

Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888, è una figura centrale nella letteratura italiana del XX secolo, noto per la sua poesia intensamente lirica e innovativa.

La sua opera “Dove la luce”, scritta nel 1930 e inclusa nella raccolta “Sentimento del tempo”, è un esempio della sua capacità di fondere immagini vivide e un linguaggio essenziale per esplorare temi profondi come l’amore, la memoria e il tempo. Nella poesia, Ungaretti utilizza metafore naturali e un ritmo libero che riflette il movimento e la leggerezza, invitando il lettore a un viaggio emotivo attraverso paesaggi sia fisici che interiori.

La poesia si apre con l’immagine di un’allodola che vola nei prati, simbolo di libertà e leggerezza, e prosegue con un invito a lasciarsi alle spalle le preoccupazioni terrene per raggiungere un luogo dove “non muove foglia più la luce”, un’immagine che suggerisce tranquillità e pace eterna. Ungaretti, attraverso la sua poesia, offre una visione di un’esistenza liberata dai vincoli del tempo e dello spazio, dove l’amore e la bellezza prevalgono sulle difficoltà della vita quotidiana. “Dove la luce” è quindi una celebrazione dell’amore e della promessa di un rifugio dorato lontano dalle tribolazioni del mondo, un tema che risuona con la ricerca di Ungaretti di un linguaggio poetico capace di esprimere l’ineffabile e di toccare l’universale.

Leggiamo insieme

Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del male e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d’ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.

Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov’è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d’oro.

L’ora costante, liberi d’età,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo.

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