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Venerdì 13 settembre 2019 ti svegliasti incredulo, stordito, meravigliato.

Ma che mi succede?” ti sarai chiesto.

E da quella domanda ci siamo trovati proiettati in una nuova dimensione, un nuovo mondo, una nuova vita.

Una nuova dimensione fatta di rumori: rumori di lettighe che si muovono; rumori di altoparlanti che chiamano pazienti; rumori di infermieri che di corsa vanno in soccorso dei pazienti.

Un nuovo mondo fatto di strade e autostrade; un mondo fatto di lettini di fortuna; un mondo fatto di fast-food; un mondo fatto di ospedali.

Una nuova vita di speranza; una nuova vita di dolori; una nuova vita di notizie, spesso orrende; una nuova vita di fede e preghiera.

Spesso dormivi: dormivi per riprendere le forze che ancora il tuo corpo di concedevano.

Dormivi per sognare: così in quei sogni ricevevi messaggi, messaggi d’amore.

Dormivi per pregare: nel silenzio e nell’io del sonno la preghiera diventa più intensa ed è più facile entrare in comunione.

Dormivi affinché ti potessimo ammirare, nella tua bellezza, nella tua grandezza, nella tua aurea d’amore.

Eugenio dorme sul divano
Eugenio dorme sul divano – 31 agosto 2020

Malgrado tutto, ridevi.

Ridevi sempre, ed il tuo sorriso ci contagiava. Contagiava tutti coloro che erano vicino a te.

E con il tuo sorriso compiacevi Dio, che ti attendeva alle porte del paradiso.

E con il tuo sorriso sbeffeggiavi la malattia, te ne prendevi gioco.

E con quel sorriso, ne sono certo, hai salutato la morte e hai proseguito il tuo cammino, verso la Luce, che ti attendeva con il suo sorriso.

Eugenio sorride davanti alla sua torta
Eugenio sorride davanti alla sua torta – 31 agosto 2020
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