Perché si festeggia Maria, Immacolata Concezione? che significato ha questa festa?

Reminiscenze del Catechismo di Pio X mi ricordano che “tra i figli di Adamo fu preservata dal peccato originale solo Maria Santissima, la quale, perché
eletta Madre di Dio, fu “piena di grazia” *, e quindi senza peccato fin dal primo istante; perciò la Chiesa ne celebra l’Immacolata Concezione.

Quindi, Maria nasce già predestinata ad essere senza peccato, in quanto prescelta da Dio ad essere la madre di Gesù.

Questo dogma, fu proclamato da papa Pio IX nel 1854. Il dogma dell’Immacolata Concezione riguarda il peccato originale: per la Chiesa cattolica infatti ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente: in vista della venuta e della missione sulla Terra del Messia, a Dio dunque piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo.

Il dogma non afferma solamente che Maria è l’unica creatura a essere nata priva del peccato originale – e ciò fin da 40 settimane prima della sua nascita, e cioè dal momento del suo concepimento da parte dei genitori, Anna e Gioacchino – ma aggiunge altresì che Maria, in quanto ritenuta madre di Dio, per speciale privilegio non ha commesso nessun peccato, né mortale né veniale, in tutta la sua vita.

La festa di oggi è la festa del si, il si incondizionato; come diceva Don David durante l’omelia, Maria ha detto si, senza porre domande, condizioni, senza chiedere dettagli su quanto le sarebbe accaduto. No, ha dato il suo consenso ad essere prescelta per essere la mamma di Gesù. Se si considera che il tutto è accaduto più di duemila anni fa in un territorio poco felice, in un villaggio dove vivevano più o meno trecento anime e lei, si è affidata ad una voce, e si è fatta carico di una volontà che va ben oltre quanto umanamente era comprensibile all’epoca. Se ancora oggi, nelle nostre realtà, crea scalpore un figlio concepito al di fuori del matrimonio, figuriamoci allora quali saranno stati i pensieri e quali le considerazioni di cui è stata fatta oggetto.

Ma lei, forte del suo si, forte della fiducia in Dio ha accettato tutto. In silenzio. Già, questo è un altro aspetto importante che mi ha sempre colpito della figura di Maria. Il silenzio. Mica si è messa a litigare con le pettegole de villaggio, mica ha minacciato denunce a chi osava diffamarla… no, ha taciuto, si è ritirata in preghiera, si è affidata a Dio ed ha vissuto la sua vita di donna, moglie e madre. Di Giuseppe, di Dio, di Gesù.

Ci sono delle parole del Vangelo, riguardo a Maria, che ho fatto mie in questi mesi di lotta e di dolore al fianco di Eugenio. “…serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Tutte le notizie, belle e brutte, tutti gli eventi, tutto quanto accadeva intorno a Eugenio, intorno a noi, tutto ho custodito nel cuore, tutto ho fatto filtrare dal silenzio. E credo che sia l’insegnamento più grande che ogni mamma debba prendere da Maria, serbare tutto nel silenzio.

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