Oggi si festeggia S. Ignazio di Loyola (leggi qui la sua storia)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,54-58.

In quel tempo, Gesù venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?
Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?».
E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».
E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.

PAROLE DEL SANTO PADRE

“Non si può conoscere Gesù senza coinvolgersi con Lui, senza scommettere la vita per Lui. Quando tanta gente – anche noi – si fa questa domanda ‘Ma chi è questo?’, la Parola di Dio ci risponde: ‘Tu vuoi conoscere chi sia questo? Leggi quello che la Chiesa ti dice di Lui, parla con Lui nella preghiera e cammina sulla sua strada con Lui. Così, tu conoscerai chi è quest’uomo’. Questa è la strada! Ognuno deve fare la sua scelta!”. (Santa Marta, 26 settembre 2013) (fonte Vatican News)

Leggi anche:  Capodanno

“Non è egli forse il figlio del carpentiere?”

La risposta data dal Signore Gesù Cristo: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,49), non afferma che Dio è suo Padre in modo da non riconoscere come padre Giuseppe. In qual modo lo dimostriamo? Attenendoci alla Scrittura, che dice così: “Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso” (v. 51). Tutti e due erano i suoi genitori. (…) Erano i suoi genitori nel tempo, Dio era suo Padre da tutta l’eternità. Erano genitori del Figlio dell’uomo; il Padre, della Parola, il Verbo, la Sapienza (1Cor 1,24), la potenza con cui ha creato ogni cosa. (…) Non deve dunque turbarci il fatto che le generazioni sono enumerate seguendo la linea genealogica di Giuseppe e non quella di Maria (Mt 1,1; Lc 3,23); come infatti lei è madre senza la concupiscenza carnale, così egli è padre senza l’unione carnale. Quindi le generazioni discendono e ascendono tramite lui. Non dobbiamo quindi metterlo da parte perché mancò la concupiscenza carnale. La maggiore sua purezza confermi la paternità. Maria, sua sposa, volle porre il nome di lui per primo: “ “Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo” (Lc. 2,48). (…) Ciò che lo Spirito Santo effettuò, lo effettuò per ambedue. Dice l’evangelista: “Giuseppe era un uomo giusto” (Mt 1.19). Giusto dunque l’uomo, giusta la donna. Lo Spirito Santo, che riposava nella giustizia di ambedue, diede un figlio ad entrambi.
Sant’Agostino (354-430)
vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso 51, §19.30 (Nuova Biblioteca Agostiniana – riv.)

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