Ed eccoci qua, di nuovo in viaggio verso Roma OPBG.

Previdenti come sempre, puntiamo la sveglia alle 7.00. Come sempre, siamo noi a dare la sveglia alla sveglia!

Alle 7.00 siamo già a fare colazione. Eugenio ha la sua agitazione “pre-visita al Bambino Gesù”, ormai la riconosciamo subito. Si tranquillizza solo con le nostre battutine in dialetto e inizia a ridere.

Sempre più determinato a recuperare la sua autonomia, Eugenio si lava da e si cambia da solo. Come sempre, ha curato tutti i dettagli del suo abbonamento, jeans macchiato “fatto da lui”, t-shirt con le maniche corte (testardo!), felpa col cappuccio blu, calzini con gli animaletti e immancabili scarpette bianche.

Bene, siamo pronti!

OPBG non ti temiamo!

Zaini pronti, giubbotti, acqua, alle 8.15 ci avviamo.

Partenza tranquilla, battute, risate… Messaggini con Francesca che è a casa (e aspetta zia Teresa oggi), tempo ottimo, poco traffico.

Eugenio è sereno apparentemente, mangia una caramella. Ed ecco che all’improvviso si zittisce, colpetti di tosse e qualche conato di vomito arriva. Ci fermiamo nella piazzola, ma ripartiamo subito, si è già ripreso.

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Molto probabilmente la sveglia presto, l’agitazione, la caramella, tutto si è concentrato in qualche contrazione dello stomaco.

Continuiamo il nostro viaggio, alle 10.55 siamo al Terminal Gianicolo, lasciamo la macchina e ci avviamo verso l’ospedale. A Roma la giornata è bella, c’è sole, Eugenio preferisce lasciare in macchina il cappellino. “che bello il sole sulla testa!”.

Saluto alla statua della Madonna all’ingresso dell’ospedale e saliamo al terzo piano del padiglione Giovanni Paolo II.

Accoglienza, ricette, prelievi (stavolta anche a me e Remigio, per fare la mappa genetica) e ora, attesa.

Siamo qui ad aspettare che ci chiamino, abbiamo la visita di controllo con il Neurochirurgo e la visita per la terapia con l’Oncologa.

Attendiamo.

Alle 13 circa decidiamo di andare a pranzo, ormai abituati ai tempi piuttosto lunghi per la preparazione degli esiti delle analisi. Alla mensa dell’OPBD una dolcissima e affettuosa inserviente, visto lo stato piuttosto smagrito di Eugenio, gli propina una maxi porzione di pasta al forno. Il secondo sono ottime salsicce. Bevande open bar. Io solo primo uguale ad Eugenio e Giuseppina prende anche uno sformato di pasta di ceci.

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Anche la mensa è fantastica: ambiente confortevole e rilassante, considerato che è una mensa. Nessuno strilla, nessuno urla, anche le inservienti sono tranquille, serene e infondono pace.

Entriamo dalla dottoressa Milena Paiano alle 14.30 circa. Le analisi di Eugenio sono buone, deve bere tanto di più. Da lunedì inizia il Temodal, la capsula che distruggerà la sua malattia. Ritorneremo a Roma il 12 marzo, così perché vogliono tenerlo sotto controllo

Attendiamo poi l’arrivo del neurochirurgo di turno (il dott. Carai oggi è fuori per un convegno).

La ferita dell’intervento è a posto, non ci sono problemi, può tenerla scoperta e la disinfettiamo ogni due giorni per la prossima settimana.

Facebook mi ricorda con una bellissima foto di 7 anni fa stralci di vita vissuta, meravigliosa sempre!

Alle 16.15 siamo fuori dall’ospedale. L’aria è frizzante, siamo tutti e tre stanchi. Prendiamo la macchina al Terminal e ci avventuriamo nelle strade di Roma, consigliate dal navigatore. Il traffico è quello di ogni venerdì pomeriggio che si rispetti, ma finalmente alle 17 circa siamo in autostrada.

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Intanto, Francesca impasta con zia Teresa. Cosa troveremo?

Francesca e zia Teresa

Finalmente, alle 19.30 siamo a casa. Eugenio ha dormito in macchina, noi siamo stati in silenzio così da permettergli il giusto riposo. Nonna Tetta ci accoglie con seppie al forno e piselli. Eugenio ne mangia un pochino, con mezza banana. È stanco.

Dopo un po’ rientra anche Francesca, accompagnata da zia Teresa e Anna, con le frittelle che hanno preparato. Ci raccontiamo qualche dettaglio della giornata. Remigio, leggermente febbricitante e molto stanco, saluta e va a nanna. Idem Eugenio. La serata si conclude così, in serenità, per tutti.

Grazie come sempre a chi c’è vicino, ci sostiene con una parola di conforto e aiutandoci materialmente ❤️

A domani ❤️

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