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Via Crucis 2026

L’esercizio della Via Crucis ha delle radici molto profonde. Il ricordo, durante il periodo di Quaresima, del cammino di Gesù verso la Croce vuole essere un momento di riflessione e di penitenza per riportarci alla Fede vera. Siamo Cristiani e dobbiamo trarre forza e Amore da Lui.

La tradizione della Via Crucis ci permette di camminare accanto a Gesù, ritrovando in ogni stazione i volti di chi soffre oggi. La nostra Via Crucis non è un pio esercizio del passato, ma la cronaca di quello che accade oggi nelle strade del mondo. Ogni caduta di Gesù è una ferita del nostro tempo.

La nostra piccola meditazione non vuole sostituirsi a quelle classiche offerte dalla Chiesa Cattolica, preparate da teologi e esperti, ma vuole essere solo uno spunto in più di riflessione su quanto ancora oggi è presente in mezzo a noi, e vissuta in tanti modi, la Via della Croce. Noi abbiamo riportato la nostra esperienza, abbiamo ricordato il cammino di Eugenio, ma ciascuno di voi può leggerci la propria storia, il proprio dolore e la propria Resurrezione.


Signore Gesù, in questo venerdì di Quaresima, aiutaci a camminare con Te. Ti offriamo ogni nostra fatica, ogni dubbio e ogni lacrima. Ti preghiamo per tutti i malati che oggi vivono la loro Via Crucis personale nei reparti oncologici: manda Eugenio a essere il loro Cireneo, a sostenere il peso della loro croce.

Insegnaci a vivere questo giorno con dignità e fede, certi che nessuna stazione del dolore è l’ultima, perché Tu ci aspetti all’alba della Risurrezione.

Amen.


I Stazione: Gesù è condannato a morte

Pensiero: Gesù accetta una sentenza ingiusta. Quante volte una diagnosi medica o una notizia terribile (come quella del bimbo di Napoli) sembrano una condanna senza appello?

Con Eugenio: Anche per Eugenio è arrivata una sentenza umana durissima. Ma lui non ha risposto con l’odio, ha risposto con l’offerta.

Signore, aiuta chi oggi riceve una “sentenza” di dolore a non sentirsi condannato da Te.

II Stazione: Gesù è caricato della croce

Pensiero: La croce è pesante perché è fatta di tutti i mali del mondo. È la croce dei disastri climatici, di una terra che soffre e si ribella perché non l’abbiamo custodita. È il peso che grava sulle spalle delle future generazioni.

Con Eugenio: Eugenio ha preso la sua croce senza lamentarsi del peso.

Signore, aiutaci a prenderci cura della nostra “Casa Comune” per non lasciare ai nostri figli un fardello insopportabile.

III Stazione: Gesù cade per la prima volta

Pensiero: La caduta è lo scoraggiamento. È il grido di chi perde il lavoro o la speranza.

Con Eugenio: Anche Eugenio ha avuto momenti di estrema stanchezza fisica.

Signore, rialza chi oggi cade sotto il peso di una depressione o di un fallimento.

IV Stazione: Gesù incontra sua Madre

Pensiero: Uno sguardo che dice tutto. È l’amore che non ha bisogno di parole.

Con Eugenio: Lo sguardo tra Eugenio e la sua mamma era un ponte di luce.

Signore, sostieni tutte le madri che oggi vedono i loro figli partire per la guerra o perdersi nelle dipendenze. Sii Tu il loro coraggio.

V Stazione: Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce

Pensiero: Il Cireneo è chiunque non si volta dall’altra parte. È il medico, il ricercatore, il volontario.

Con Eugenio: Quanti Cirenei hanno aiutato Eugenio!

Signore, moltiplica le persone che lottano contro il cancro infantile e chi si batte per i diritti dei più piccoli.

VI Stazione: Veronica asciuga il volto di Gesù

Pensiero: Un gesto di tenerezza in mezzo alla violenza. È il contrasto ai femminicidi: mani che invece di colpire, accarezzano; uomini che invece di distruggere, proteggono.

Con Eugenio: Il volto di Eugenio, pur segnato, splendeva di purezza.

Signore, guarisci i cuori violenti e insegna al mondo la dolcezza del rispetto.

VII Stazione: Gesù cade per la seconda volta

Pensiero: La ricaduta. Quando pensavi di avercela fatta e il male ritorna.

Con Eugenio: Eugenio ha conosciuto la lotta infinita delle cure.

Signore, dà forza a chi sta affrontando una recidiva o a chi vede la propria terra devastata da guerre che sembrano non finire mai.

VIII Stazione: Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Pensiero: Gesù dice: “Non piangete su di me, ma sui vostri figli”. Il pianto delle madri è il pianto più vicino a quello di Dio.

Con Eugenio: Pensiamo a tutte le mamme che hanno vissuto, stanno vivendo la sofferenza dei propri figli e assistono impotenti a quello che la vita offre.

Gesù consola chi piange per un figlio malato o perduto. Maria, raccogli ogni lacrima di queste madri e trasformala in perla di speranza.

XI Stazione: Gesù è inchiodato sulla croce

Pensiero: L’immobilità assoluta. Le mani e i piedi fermi.

Con Eugenio: Eugenio ha conosciuto l’immobilità del letto d’ospedale. Eppure, da fermo, ha corso la maratona più bella.

Signore, Ti preghiamo per chi è bloccato in un letto o in una sedia a rotelle: che la loro anima possa volare libera come quella di Eugenio.

XII Stazione: Gesù muore in croce

Pensiero: Tutto sembra finito. Il buio copre la terra.

Con Eugenio: Quando Eugenio ha esalato l’ultimo respiro, non è stata la fine, ma l’inizio del suo eterno volo.

Ti affidiamo, Signore, i bambini che muoiono oggi per il cancro o per la violenza: che il loro ultimo respiro quaggiù sia il primo abbraccio tra le Tue braccia.

XIII Stazione: Gesù è deposto dalla croce

Pensiero: Il momento del silenzio e dell’abbraccio straziante.

Con Eugenio: Nelle braccia di Maria, e nelle nostre braccia, Eugenio ha trovato l’ultimo rifugio terreno.

Signore, accogli nelle Tue braccia le vittime di ogni violenza e disastro, e dona consolazione a chi rimane nel vuoto dell’assenza.

XIV Stazione: Gesù è deposto nel sepolcro

Pensiero: Il silenzio dell’attesa.

Con Eugenio: Il seme è sotto terra, ma sta per germogliare. La tomba non è un muro, ma una porta. Eugenio ci sorride da oltre quella porta, ricordandoci che la Pasqua è vicina.


Preghiera Conclusiva della Via Crucis

Signore Gesù, abbiamo camminato con Te. In ogni stazione abbiamo visto un pezzo della nostra vita e della storia di Eugenio. Ti abbiamo visto nei bambini malati, nelle donne ferite, nella terra che grida e nelle madri che donano vita.

Non lasciarci fermi al venerdì santo. Fa’ che il sacrificio di Eugenio e di tanti piccoli innocenti non sia stato vano, ma diventi seme di un mondo nuovo, dove la guerra tace, la terra rifiorisce e ogni lacrima viene asciugata dal Tuo amore.

Eugenio, tu che ora percorri i sentieri del Cielo, facci da guida. Insegnaci che la Croce è l’unica scala per toccare le stelle.

Amen.

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