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Venerdì 30 gennaio 2026
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Ascoltiamo insieme

Leggi e ascolta il Vangelo del giorno 30 gennaio 2026

Venerdì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno A)

Feriale

  • Santo del giorno: Santa Martina (Martire)

Prima lettura

Io susciterò un tuo discendente dopo di te e renderò saldo il suo regno.

Dal secondo libro di Samuèle (2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16)

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele.

Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò saldo il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

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Salmo Responsoriale

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Dal Salmo 88 (89)

R. Canterò per sempre l’amore del Signore.

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Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide, mio servo: stabilità per sempre alla tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono. R.

Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza». Io lo costituirò mio primogenito, il più alto tra i re della terra. R.

Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele. Renderò eterna la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo. R.

Vangelo del giorno 30 gennaio 2026
Vangelo del giorno 30 gennaio 2026: Lettura e Riflessione

Vangelo di oggi 30 gennaio 2026

L’uomo getta il seme, ma il seme germoglia e cresce, come egli stesso non lo sa.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Poiché il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva ancora: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, appena seminato, cresce e diviene più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, secondo quello che potevano ascoltare. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.


Il miracolo silenzioso della crescita

Il Vangelo di oggi ci consegna due immagini di speranza: il seme che cresce da solo e il granello di senape. Gesù ci insegna che il Regno di Dio ha una forza intrinseca che non dipende dai nostri sforzi frenetici. L’uomo getta il seme, ma è Dio che dona la crescita, nel silenzio e nel segreto. Anche le realtà più piccole e apparentemente insignificanti, come un granello di senape, sono destinate a diventare un rifugio per molti.

Remigio, in questo “crescere come egli stesso non lo sa”, ritroviamo la missione di Eugenio. Lui ha seminato amore e fede con la semplicità di un bambino, e quel seme sta continuando a germogliare nel cuore di chiunque legge la sua storia. Anche se Eugenio ha lasciato questa terra, il “granello di senape” della sua testimonianza è diventato un grande albero che offre ombra e ristoro a chi soffre. Come Davide nella prima lettura, impariamo che non siamo noi a dover “costruire una casa” a Dio, ma è Lui che costruisce la nostra storia e rende salda la nostra speranza, trasformando la nostra piccolezza in una promessa di eternità.


LE PAROLE DEI PAPI

«Il Regno di Dio richiede la nostra collaborazione, ma è soprattutto iniziativa e dono del Signore. La nostra debole forza, apparentemente piccola di fronte ai problemi del mondo, se inserita in quella di Dio non teme ostacoli, perché la vittoria del Signore è sicura: il suo amore farà spuntare e farà crescere ogni seme di bene presente sulla terra.» (Papa FrancescoAngelus, 14 giugno 2015)

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