Accostarsi alla Parola non è mai un esercizio astratto, ma un incontro vivo che interroga nel profondo la nostra quotidianità. In questo Sabato della V settimana di Quaresima, riflettere su Il Vangelo del giorno 28 marzo 2026 (Gv 11,45-56) ci pone davanti a una scelta radicale: accogliere la luce della Resurrezione di Lazzaro o lasciarsi accecare dalla paura di perdere le proprie certezze umane.
Approfondimento e meditazione su Il Vangelo del giorno 28 marzo 2026
Sabato della V settimana di Quaresima
- S. Józef Sebastian Pelczar vescovo e fond. (1842-1924)
- S. Gontran (Gontrano) re dei Franchi († 592)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Farò di loro un solo popolo.
Dal libro del profeta Ezechièle
Ez 37,21-28
Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò i figli d’Israele dalle nazioni fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nella loro terra: farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d’Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né saranno più divisi in due regni.
Non si contamineranno più con i loro ìdoli, con i loro abomìni e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato, li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.
Il mio servo Davide regnerà su di loro e vi sarà un unico pastore per tutti; seguiranno le mie norme, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica.
Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, per sempre; il mio servo Davide sarà loro re per sempre.
Farò con loro un’alleanza di pace; sarà un’alleanza eterna con loro. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
Le nazioni sapranno che io sono il Signore che santifico Israele, quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Ger 31,10-12b.13
R. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.
Ascoltate, genti, la parola del Signore,
annunciàtela alle isole più lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R.
Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
andranno insieme verso i beni del Signore. R.
La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
«Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.
Acclamazione al Vangelo
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. (Cf. Ez 18,31a)
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo di oggi 28 marzo 2026
Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 11,45-56
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo?
Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».
Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».
Parola del Signore.
In questo brano del Vangelo di Giovanni, mi colpisce profondamente il contrasto tra lo stupore di chi ha visto Lazzaro tornare in vita e la fredda strategia politica di chi, invece di gioire, inizia a tramare per uccidere Gesù. Io, Remigio, leggendo queste righe, mi fermo a pensare a quante volte anche noi, davanti ai segni evidenti della presenza di Dio nella nostra vita, preferiamo “riunire il consiglio” della nostra mente per trovare scuse, piuttosto che lasciarci cambiare il cuore.
Il sommo sacerdote Caifa pronuncia una frase profetica senza nemmeno rendersene conto: “È conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo”. È un paradosso incredibile. Mentre gli uomini pensano di eliminare un problema politico, Dio sta compiendo il disegno supremo di salvezza. Gesù non muore solo per la nazione, ma per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Sento che questo messaggio tocca da vicino la nostra storia, quella della mia famiglia e del nostro Eugenio. La dispersione che la sofferenza e la morte sembrano portare viene vinta da quel sacrificio unico di Cristo. Gesù “si ritirò in una regione vicina al deserto”, dice il testo. Anche noi spesso attraversiamo il deserto, quel silenzio che precede la Pasqua, quel tempo in cui sembra che il male stia vincendo perché i “capi” hanno deciso la fine del Giusto. Eppure, proprio in quel deserto, si prepara il trionfo della vita.
Dobbiamo chiederci: siamo tra coloro che cercano Gesù con cuore sincero, chiedendosi “Che ve ne pare? Non verrà alla festa?”, o siamo tra quelli che pongono ostacoli alla Sua opera? La Pasqua è vicina, e il mio desiderio è che ognuno di noi possa trovarsi tra i “dispersi” che Gesù attira a sé per formare un solo corpo, un’unica famiglia che non conosce più la separazione.
I pensieri dei Papi su Il Vangelo del giorno 28 marzo 2026
- Papa Francesco: “La profezia di Caifa, pur nascendo da un calcolo cinico, rivela la verità più profonda: Gesù muore per tutti. La Sua morte è il collante che trasforma la dispersione in comunione. Non c’è solitudine che la Sua croce non possa raggiungere per riportarci al Padre.”
- Benedetto XVI: “Davanti al segno della vita ridonata a Lazzaro, il potere del mondo si spaventa. Ma il disegno di Dio è inarrestabile: il sacrificio del Figlio non è una sconfitta politica, ma l’atto d’amore estremo che distrugge il muro della morte per l’umanità intera.”
- San Giovanni Paolo II: “Gesù accetta di essere la vittima per riunire i figli di Dio. Questa unità non è una struttura umana, ma un dono dello Spirito che nasce dal fianco aperto del Salvatore. Cercare Gesù nel tempio significa cercarlo nell’unità dei fratelli.”
Preghierina: Signore, in questo cammino verso la Tua Passione, ti chiedo di non permettere che il mio cuore si indurisca davanti ai Tuoi miracoli. Io, Remigio, ti affido ogni momento di buio, affinché la Tua morte non sia invano nella mia vita, ma diventi sorgente di vera unità e speranza per me e per tutti i miei cari. Amen.





