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Leggi e ascolta la nostra preghierina del 9 dicembre 2023

I figli crescono e sono educati da quel che vedono, da quel che respirano. I nostri figli ci guardano!

Franco Nembrini da Un cuore a misura di oceano

Stanco ma in pace

commento al Vangelo di oggi di Mt 9,35 – 10,1.6-8, a cura di Marco Ruggiero

Entro nel testo (Mt 9,35 – 10,1.6-8)

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Mi lascio ispirare

Gesù, tu hai compassione di me. Ti affido la mia debolezza e la mia piccolezza, sia fisica che spirituale. Ti affido la mia semplicità. Il tuo sguardo amorevole mi dona pace e serenità.

Ero stanco e arrabbiato, perché sentivo che il mio tempo mi era stato rubato senza il mio consenso, mi era stato sottratto da attività che non volevo fare. Tu mi hai capito e mi hai sorriso. Anche se ancora non sono pienamente guarito, tu mi fai sentire il tuo abbraccio e, in più, mi chiedi di portare quello che da te ho ricevuto ai fratelli e alle sorelle che incontro ogni giorno.

Tu sei il Maestro e chiedi a me di insegnare, tu sei il Guaritore e chiedi a me di guarire, tu sei il Salvatore e chiedi a me di portare la tua salvezza nel mondo. Con la mia vita, se ti dico sì, potrò essere testimone della tua consolazione, che io stesso ho ricevuto da te. È una grande responsabilità, non mi sento degno, ma lo farò con serenità perché sei tu a guidarmi. Con questa preghiera affido me e tutte le persone che incontrerò a te, perché voglio appartenerti totalmente.

Solo così a fine giornata – interamente donata rispondendo alla vocazione di lodare, riverire e servire te, nostro Signore – posso riposare tranquillo perché stanco ma in pace.

Marco Ruggiero

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