Leggiamo insieme e meditazione la preghierina del 8 febbraio 2026
Essere luce nel buio della “casetta eterna”
Ciao Eugenio, oggi siamo venuti a casetta tua. Abbiamo anche incontrato la mamma e il papà di un giovane amico, tuo vicino di casetta eterna, anch’egli scomparso a 12 anni, qualche anno fa. La tristezza mi assaliva, ci assaliva, perché c’era anche tua sorella Francesca con me. Ma la fede ci ha tenuti in piedi, saldi nella speranza, forti nel dolore.
Proprio oggi il Vangelo (Mt 5,13-16) ci dice che siamo il “sale della terra” e la “luce del mondo”. In quel luogo dove il cuore vorrebbe solo piangere, ho capito che essere luce significa proprio questo: non lasciare che il buio della morte spenga il sorriso di chi resta. Tu, Eugenio, sei quella città posta sopra il monte che non può restare nascosta. La tua testimonianza è la nostra lampada che, messa sul candelabro, dà luce a tutta la nostra casa e a chiunque incrocia il nostro cammino, anche in un pomeriggio così difficile.
La mia preghiera della sera
Signore Gesù, stasera ti porto il peso di quegli sguardi scambiati tra genitori che conoscono lo stesso vuoto. Ti prego per la mamma e il papà del giovane amico di Eugenio: che la Tua luce possa riscaldare il loro cuore come ha fatto con il nostro.
Aiutami, Signore, a non far mai mancare il “sale” della fede nella mia vita, specialmente quando la tristezza prova a togliere sapore a ogni cosa. Proteggi Francesca, dalle la forza di guardare a quella casetta eterna non come a una fine, ma come a una finestra aperta sul Tuo cielo.
Eugenio, figlio mio, continua a splendere davanti a noi. Fa’ che le nostre opere buone, nate anche attraverso il dolore, possano dare gloria al Padre che è nei cieli. Insegnaci a trasformare ogni lacrima in una goccia di olio per la nostra lampada, perché non restiamo mai al buio.
Amen.






