Leggiamo e meditiamo insieme la preghierina del 6 febbraio 2026:
Oggi la liturgia ci propone un brano molto intenso e drammatico, la morte di Giovanni Battista (Mc 6, 14-29).
È un Vangelo che parla di verità scomode, di un re (Erode) tormentato dalla coscienza e della luce di un profeta che non si spegne nemmeno con la morte.
La Voce che grida nel deserto: tra traguardi terreni e verità eterne
Cari amici, il Vangelo di oggi ci porta nel palazzo di Erode, un luogo di potere, banchetti e intrighi. Eppure, in mezzo a quel lusso, regna la paura. Erode sente parlare di Gesù e pensa subito a Giovanni Battista, che lui stesso aveva fatto uccidere: “Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!”. Questa è la forza della Verità: puoi provare a metterla a tacere, a chiuderla in una prigione o a soffocarla sotto il fango, ma essa torna sempre a splendere.
1. Giovanni ed Eugenio: Testimoni della Luce
Giovanni Battista non ha cercato il consenso, ha cercato la Verità. Anche la vita di Eugenio è stata una testimonianza “profetica”. In un mondo che spesso idolatra il successo e il corpo perfetto, Eugenio ha gridato con la sua stessa esistenza che la vera gioia non dipende dalla salute esteriore, ma dalla pace interiore.
Erode era libero fisicamente ma prigioniero della sua colpa; Eugenio era limitato dalla malattia ma profondamente libero nello spirito. Come Giovanni, Eugenio ci insegna che non dobbiamo aver paura di chi può colpire il corpo, perché la nostra vita è custodita in Dio. La sua storia non è un ricordo del passato, ma una presenza “risorta” che continua a parlarci, proprio come la voce di Giovanni tormentava i sogni di Erode.
2. Olimpiadi Milano-Cortina: La gara per la Vita
Mentre oggi celebriamo l’inizio dei Giochi Invernali, vediamo atleti pronti a dare tutto per un momento di gloria. Ma il Vangelo di oggi ci ricorda che esiste una “gara” più profonda. Giovanni Battista ha corso la sua maratona fino al martirio.
Gli atleti che sfilano a Milano e Cortina rappresentano la bellezza dell’impegno umano. Ma la nostra preghiera va agli “atleti dello spirito”: a chi lotta contro il cancro, a chi ricostruisce la propria casa dopo le tempeste, a chi non si arrende all’odio. Eugenio è per noi la fiamma olimpica che non si spegne: ci ricorda che il traguardo più importante non è una medaglia di metallo, ma la corona della vita eterna.
3. Il banchetto di Erode e il grido della Pace
Il banchetto di Erode finisce nel sangue a causa di un capriccio e di un giuramento avventato. È un’immagine terribile che purtroppo somiglia a certe dinamiche di potere del nostro mondo attuale. Quante guerre iniziano per orgoglio, per non voler ammettere un errore, o per soddisfare gli interessi di pochi, sacrificando la vita di migliaia di “Giovanni Battista” innocenti?
In questa giornata olimpica, che dovrebbe essere un inno alla fratellanza, chiediamo che il sacrificio dei giusti metta fine alla crudeltà dei conflitti. Che le ali d’angelo di Eugenio si posino su tutti coloro che oggi sono vittime di decisioni spietate, portando il balsamo della consolazione dove regna la violenza.
Preghiera della Sera
Signore Gesù, che hai esaltato la testimonianza di Giovanni Battista, Ti affidiamo tutti i martiri dei nostri tempi: coloro che muoiono per la giustizia, per la pace e per la fede. In questo giorno in cui l’Italia accoglie il mondo per le Olimpiadi, fa’ che lo sport sia strumento di incontro e non di divisione.
Ti preghiamo per chi soffre nel corpo e nello spirito: che la luce di Eugenio risplenda come una stella nelle loro notti. Proteggi i fratelli che lottano contro le e dona forza ai medici che combattono contro il male del secolo.
Eugenio, voce pura che canta le lodi di Dio, aiutaci a essere coraggiosi come te. Insegnaci che la vera vittoria è restare fedeli all’Amore, anche quando il mondo sembra darci torto.
Amen.






