Leggiamo e meditiamo sulla preghierina del 4 febbraio 2026
Sotto le ali della Speranza: La vittoria dell’Amore
Cari amici, oggi il mondo ha riflettuto sulla lotta contro il cancro. È una battaglia che conosciamo bene, una sfida che entra nelle case senza bussare, portando con sé tempeste interiori che spesso superano per violenza quelle della natura. Nel Vangelo, Gesù sperimenta lo “scandalo” dei suoi concittadini: non riescono a credere che in una carne così familiare, così umile, possa abitare la potenza di Dio. Anche noi, davanti alla malattia, proviamo spesso lo stesso scandalo: come può la fragilità del corpo ospitare una sofferenza così grande? E dov’è la guarigione quando la preghiera sembra restare inascoltata?
1. Eugenio: Il volto della speranza oltre la cura
Eugenio ha vissuto sulla sua pelle ogni istante di questa giornata mondiale. Per lui, la lotta contro il cancro non è stata una statistica, ma un cammino quotidiano fatto di aghi, attese, speranze e abbandono fiducioso. Se a Nazaret Gesù “non poté operare nessun prodigio” a causa della loro incredulità, nella vita di Eugenio il miracolo è avvenuto in modo diverso: non è stata la guarigione fisica, ma la trasfigurazione del dolore in amore.
Il vero miracolo che Eugenio continua a compiere oggi, attraverso il suo ricordo, è quello di guarire i nostri cuori dall’incredulità. Egli ci insegna che il cancro può colpire il corpo, ma non può toccare l’anima se essa è ancorata a Cristo. La sua luce è la risposta più bella a chi pensa che la malattia sia un buio senza uscita. Eugenio è il “candelabro” su cui Dio ha posto la lampada della fede, affinché nessuno di noi debba mai sentirsi solo nel deserto della terapia.
2. La scienza e la carità: Ricostruire la vita
In questa giornata, il nostro pensiero va ai ricercatori, ai medici e agli infermieri. Essi sono le mani di Dio che cercano di riparare la vita ferita. Il personale sanitario lavora per togliere il “fango” della malattia dalle esistenze umane.
Sostenere la ricerca e la cura significa credere che il bene può vincere, proprio come Gesù che, nonostante il rifiuto a Nazaret, continuava a “percorrere i villaggi d’intorno, insegnando”. Non dobbiamo arrenderci al “si è sempre fatto così” o alla rassegnazione. La ricerca è una forma alta di carità, un modo per mettere la sapienza umana al servizio del miracolo della vita.
3. Un grido di pace per i corpi feriti
Non possiamo dimenticare che oggi, in molte parti del mondo, la lotta contro il cancro è resa impossibile dalle guerre. Chi vive sotto le bombe in Ucraina o in Medio Oriente spesso non ha accesso alle cure, ai farmaci, alla speranza di un ospedale sicuro. La guerra è un cancro sociale che aggrava quello fisico, togliendo dignità a chi è già fragile.
Eugenio, dal cielo, intercede oggi per tutti i malati che vivono nel terrore dei conflitti. Chiede per loro non solo medicine, ma il silenzio delle armi. Perché ogni vita umana è un Nazaret dove Dio vuole abitare, e ogni corpo sofferente è un tempio che merita di essere onorato e protetto, non bombardato. Chiediamo che le ali d’angelo della nostra immagine si spieghino oggi su tutti i reparti oncologici del mondo, specialmente dove la pace è solo un miraggio.
4. La nostra risposta: La vicinanza
Gesù rimase “stupito” dell’incredulità dei suoi contemporanei. Non lasciamo che il Signore rimanga stupito della nostra indifferenza. In questa giornata mondiale, la nostra risposta deve essere la vicinanza. Telefonare a chi sta male, offrire un sorriso, sostenere chi cura.
Eugenio ci ha mostrato che si può essere “guerrieri della luce” anche quando le forze mancano. La sua missione oggi passa attraverso le nostre mani: siamo noi i portatori della sua eredità. Ogni volta che diamo coraggio a un malato, stiamo portando Gesù fuori da quella Nazaret che lo aveva rifiutato, permettendogli di operare di nuovo i suoi prodigi di consolazione.



Preghiera della Sera
Signore Gesù, Principe della Pace e Medico delle anime, in questa Giornata Mondiale contro il Cancro Ti affidiamo tutti i nostri fratelli che portano nella carne il segno della Croce. Dona loro la forza di Eugenio, la sua pazienza e il suo sorriso inestinguibile.
Ti preghiamo per chi combatte questa battaglia sotto le bombe o tra le macerie delle tempeste in Sicilia e Sardegna: sii Tu la loro roccia e il loro riparo. Illumina gli scienziati e i governanti affinché la vita sia sempre protetta e mai scartata.
Eugenio, angelo di speranza, tu che hai vinto la tua sfida trasformandola in gloria, stendi le tue ali su chi oggi ha paura. Sussurra al loro cuore che la notte è breve e che la Luce ha già vinto ogni oscurità. Insegnaci a non stancarci mai di amare.
Amen.
Spero che questo cammino di oggi sia stato di conforto per te che visiti il sito





