Leggiamo e meditiamo insieme sulla preghierina del 17 febbraio 2026
Il 17: una data che non dimenticheremo mai!
Il 17 ottobre 2020 volavi via, libero come un uccellino che si deve librare nell’aria per potersi esprimere liberamente, come una piuma che va dove il vento la porta, come un petalo che aspetta solo di potersi donare all’amato!

Non è un fotomontaggio, non è arte dell’intelligenza artificiale: è solo l’umile mano di Dio che disegna questi spettacoli, solo per i nostri occhi puri e sinceri.
Come puro e sincero è stato l’abbraccio con il nostro carissimo amico, amico dal legame speciale, Alessandro Gisotti, ospite ieri sera 16 febbraio 2026 della XVII edizione del Premio Buone Notizie, presso la biblioteca del seminario Vescovile in Caserta.
Ogni volta che abbracciamo Alessandro è come abbracciare un fratello, ed ogni volta che i nostri sguardi si incrociano sentiamo nelle vene scorrere lo stesso amore per Eugenio che ci ha fatto conoscere.

17 Ottobre: Il Giorno in cui il Cielo ha rubato un Angelo
Ci sono date che si imprimono nell’anima come solchi indelebili. Per me, quel sabato 17 ottobre 2020 rimarrà per sempre il giorno del grande distacco, ma anche il giorno della grande nascita. Mentre il mondo fuori continuava a correre, ignaro, nella nostra casa il tempo si fermava. Eugenio, dopo aver lottato con una forza che solo Dio può donare, apriva le sue ali e volava verso la “casetta eterna”.
Il peso dell’assenza e la forza della presenza
Spesso mi siedo nel silenzio e ripenso a quei momenti. La tristezza, a volte, prova ancora ad assalirci, specialmente quando incrociamo lo sguardo di Francesca o quando il vuoto intorno al tavolo si fa più rumoroso. Ma la fede ci ha tenuti in piedi, saldi nella speranza, forti nel dolore. Abbiamo imparato che l’amore non muore con il corpo; si trasforma, diventa un legame invisibile ma più solido dell’acciaio.
Eugenio non è un ricordo del passato. È una presenza costante. Lo sento nei sorrisi che riusciamo ancora a donare, nelle preghiere che scrivo ogni sera, nel coraggio di chi affronta la malattia oncologica pediatrica portando quel nastro giallo della speranza che ci unisce tutti. La sua vita, breve ma intensissima, è stata come un sasso lanciato in uno stagno: i cerchi che ha creato continuano a espandersi, toccando cuori che non lo hanno mai conosciuto fisicamente, ma che lo amano attraverso queste pagine.
Una luce che non si spegne
In questi anni ho capito che la santità non è fare cose straordinarie, ma fare cose ordinarie con un amore straordinario. Eugenio ha reso straordinaria la sua sofferenza perché l’ha vissuta con il sorriso. Ricordare il 17 ottobre non significa solo piangere una perdita, ma celebrare una vittoria: la vittoria della vita sulla morte, della luce sul buio.
Come diceva il Vangelo che abbiamo meditato in questi giorni, siamo chiamati a essere sale e luce. Eugenio è stato il sale che ha dato sapore alla nostra fede e la luce che ha illuminato i corridoi bui degli ospedali. Stasera, guardando il cielo, non vedo solo stelle, ma vedo il riflesso del suo spirito che ci guida.

La Mia Preghierina della Sera
Signore Gesù, stasera il mio cuore torna a quel 17 ottobre. Ti porto il dolore di quel giorno, ma anche la gratitudine infinita per averci donato Eugenio per quattordici anni meravigliosi. Grazie perché, anche nel buio di quella perdita, non ci hai mai lasciato la mano.
Ti prego, Signore, per tutte le famiglie che oggi vivono il loro “17 ottobre”. Per quei genitori che hanno appena visto il proprio figlio volare in cielo, per chi non riesce a trovare pace, per chi si sente soffocare dal vuoto. Manda loro la Tua carezza e la forza che hai dato a noi. Proteggi Francesca, dalle la gioia di sentire suo fratello sempre accanto, come un custode fedele.
In questa sera di memoria, scelgo una preghiera tra quelle che Eugenio amava o che leggiamo sul sito:
“Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace. Dove è odio, fa’ che io porti l’amore. Dove è offesa, che io porti il perdono. Dove è disperazione, che io porti la speranza.”
Eugenio, figlio mio, oggi sono io che parlo a te, ma so che tu mi ascolti già nel profondo. Tu che sei volato in cielo nel cuore dell’autunno, portando con te il calore del sole, aiutaci a non stancarci mai di testimoniare il Bene. Insegnaci a trasformare la nostra nostalgia in carità operosa.
Ti preghiamo insieme per i medici, per i ricercatori e per tutti i piccoli guerrieri che lottano contro il tumore. Che il giallo della nostra speranza non sbiadisca mai. Resta con noi in questa notte, Signore, e donaci di sognare il Tuo Regno, dove non c’è più pianto, né lutto, né dolore, ma solo la gioia eterna di riabbracciarci.
Amen.





