Il Valore dell’Insieme: Tra Stelle, Futuro e Servizio. Preghiera della sera 3 marzo 2026
Stasera, mentre mi siedo a scrivere, sento che il cuore batte a un ritmo particolare. C’è un silenzio profondo qui intorno, uno di quei silenzi che invitano a guardare lontano. E proprio guardando lontano, verso l’alto, non posso non pensare a ciò che sta accadendo nel cielo. Proprio in questi giorni si parla molto di un evento che tocca le corde del nostro stupore: l’eclissi totale di Luna. Come leggiamo su Vanity Fair, si tratta di un fenomeno visibile anche dall’Italia, dove l’ombra della Terra avvolge la Luna regalandoci quella sfumatura rosso sangue, carica di mistero e bellezza (Fonte: Vanity Fair).
Questa immagine dell’eclissi mi fa riflettere profondamente. La Luna non brilla di luce propria, ma riflette quella del Sole. Quando la Terra si mette di mezzo, la Luna non scompare, ma cambia colore, diventa più intensa, quasi più vicina. Così è la nostra vita: noi non brilliamo di luce nostra. Noi riflettiamo la luce di Dio e, a volte, le ombre del mondo o della sofferenza si mettono di mezzo. Ma anche in quell’ombra, anche in quell’eclissi di gioia che abbiamo vissuto quando il mio Eugenio è volato in Cielo, non siamo scomparsi. Abbiamo solo cambiato luce. Siamo diventati testimoni di una speranza che brilla anche nel buio.
La Collaborazione: Il Motore dell’Associazione
E qui arrivo al tema che più mi sta a cuore stasera: il valore della collaborazione nelle associazioni come la nostra. Il Vangelo di oggi, tratto da Matteo 23,1-12, ci ammonisce duramente. Gesù parla alle folle e ai suoi discepoli mettendo in guardia dagli scribi e dai farisei che “dicono e non fanno”, che caricano pesi insopportabili sulle spalle della gente senza muovere un dito. Ma soprattutto ci dà una regola d’oro: “Il più grande tra voi sia vostro servitore”.
In un’associazione come la nostra, dedicata a Eugenio, la collaborazione non è solo un metodo di lavoro, è un’esigenza dell’anima. Se uno solo decidesse, se uno solo volesse apparire come “maestro” o “guida”, l’associazione morirebbe. Invece, noi siamo un corpo solo. Ognuno mette un tassello. C’è chi mette la preghiera, chi il tempo, chi una donazione, chi un’idea. Nessuno di noi deve cercare i “primi posti”. Il nostro unico “Maestro” è il Cristo, e il nostro unico modello di servizio è quello che ci ha mostrato Eugenio. Lui, nel suo letto di dolore, serviva noi con il suo sorriso. Ci insegnava che la vera grandezza non sta nel comandare, ma nel saper stare accanto.
La Visione del Futuro e il Senso dell’Ignoto
Mi ha colpito molto un articolo di Esquire che parla dei capolavori della fantascienza (Fonte: Esquire). Spesso la fantascienza viene vista come una fuga dalla realtà, ma i grandi libri di questo genere ci interrogano sul destino dell’umanità, sulla tecnologia, sul confine tra l’uomo e l’ignoto. In un certo senso, la nostra missione ha qualcosa di “profetico”, quasi come se stessimo scrivendo una storia che guarda al futuro.
Quando collaboriamo per sostenere la ricerca sui tumori pediatrici, stiamo operando in un campo che oggi sembra difficile, quasi impossibile da vincere del tutto, un po’ come i viaggi interstellari dei libri. Ma è solo attraverso la visione e la collaborazione tra scienza, fede e solidarietà che possiamo trasformare quella “fantascienza” in realtà presente. Ogni bambino che guarisce grazie ai progressi scientifici è un passo verso quel futuro che oggi osiamo solo immaginare.
Segni sulla Pelle e Segni nel Cuore
E parlando di scienza e di legami profondi, ho letto con molta emozione un servizio su National Geographic che parla del legame tra tatuaggi e cancro (Fonte: National Geographic). Si parla di come molte persone scelgano di segnare la propria pelle per ricordare una battaglia, per onorare chi non ce l’ha fatta o per riappropriarsi del proprio corpo dopo la malattia.
Spesso abbiamo bisogno di tatuaggi d’inchiostro, per imprimerne nel nostro corpo e scrivere sulla nostra carne le tracce della nostra storia, come segni indelebili del nostro passato che ci aiutano a capire meglio il futuro. Perché abbiamo segni indelebili nel cuore. Il nastro giallo che promuoviamo con l’Associazione è il nostro “segno”. È il simbolo di un legame che non si spezza. La collaborazione tra noi è come quel pigmento che entra sotto pelle: diventa parte di noi. Non è un accessorio esterno, è la nostra identità. Quando collaboriamo, non stiamo solo “facendo una cosa insieme”, stiamo intrecciando le nostre vite.

L’Umiltà del Cammino Comune
Il Vangelo di stasera ci dice: “Chi si esalterà sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato“. Queste parole sono il segreto di ogni associazione che voglia durare nel tempo. Se cerchiamo la gloria umana, se cerchiamo i “grazie” o i riconoscimenti, abbiamo già perso. Se invece agiamo nel silenzio, nell’umiltà di chi sa di essere solo un “servo inutile” che fa il suo dovere con amore, allora Dio ci esalta.
Eugenio non cercava mai di essere al centro dell’attenzione, eppure lo era per la sua luce. Oggi, la nostra collaborazione deve avere lo stesso stile. Dobbiamo essere come quell’eclissi di cui parlavo all’inizio: lasciare che l’ombra del nostro “io” si sposti, per permettere alla luce della grazia di riflettersi sulla Luna, che è la nostra missione associativa.
Collaborare significa accettare i limiti dell’altro. Significa capire che se io sono stanco, c’è un fratello che porterà il peso per me. Significa che l’Associazione Eugenio Ruberto ODV non è di Remigio, di Giuseppina o di Francesca, ma è di tutti noi, e soprattutto è di Dio, che ce l’ha ispirata attraverso il sacrificio di un angelo.
Guardiamo allora a questo 3 marzo come a un’occasione per rinnovare il nostro impegno. Non carichiamo pesi sugli altri che noi non vogliamo portare. Siamo i primi a rimboccarci le maniche. Se vogliamo che la ricerca avanzi, siamo i primi a sostenerla. Se vogliamo che il nastro giallo arrivi ovunque, siamo i primi a portarlo con orgoglio.
La fantascienza ci insegna a sognare mondi nuovi; la scienza ci insegna a curare i corpi; l’eclissi ci insegna la bellezza dell’ombra che prelude alla luce. Ma è solo il Vangelo che ci insegna ad amare. E l’amore, vissuto nella collaborazione fraterna, è l’unica forza capace di vincere davvero ogni male, ogni tumore, ogni solitudine.
Stasera, prima di chiudere gli occhi, ringraziamo il Signore per questo cammino comune. Ringraziamolo perché non siamo soli in questa associazione. Siamo una famiglia. Una famiglia che sa servire, che sa sognare e che sa che, lassù, un ragazzo con la maglia numero 33 fa il tifo per ogni nostro piccolo, umile gesto di collaborazione.
Preghiera per questa sera 3 Marzo 2026
Signore Gesù, in questa sera dove il cielo ci parla di eclissi e di misteri lontani, noi ci fermiamo davanti a Te. Grazie per la bellezza del creato e per la mente umana che sa spingersi oltre i confini del visibile, tra scienza e immaginazione.
Ti chiediamo stasera, umilmente, il dono della collaborazione vera. Liberaci, Signore, dalla tentazione dell’orgoglio, dal desiderio di apparire, dalla superbia di crederci maestri. Ricordaci sempre che abbiamo un solo Maestro e che tutti noi siamo fratelli, chiamati a servirci gli uni gli altri.
Benedici la nostra Associazione. Fa’ che tra noi regni sempre la concordia e l’umiltà. Aiutaci a non caricare pesi sulle spalle dei nostri fratelli, ma a essere noi i primi a offrire la spalla per sostenere chi è stanco. Ti preghiamo per i ricercatori, perché la loro collaborazione porti presto a scoperte che possano guarire i bambini malati.
Ti affidiamo i piccoli che portano sulla loro pelle i segni della malattia. Siano quei segni come l’eclissi: un momento di buio che però rivela una luce straordinaria e profonda. Dona loro forza, coraggio e la certezza di essere amati.
Eugenio, angelo mio, tu che hai servito il Signore con la tua pazienza e il tuo sorriso, intercedi per noi. Insegnaci l’arte della collaborazione silenziosa. Aiutaci a far crescere questa associazione non per nostra gloria, ma per dare speranza a chi non ne ha. Tu che corri tra le stelle e conosci i segreti del futuro, resta accanto a noi e rendici strumenti di pace.
Sotto il Tuo sguardo, Signore, ci riposiamo. Fa’ che domani possiamo svegliarci con il desiderio rinnovato di servire, di collaborare e di amare, con la stessa misura “pigiata e traboccante” che Tu hai usato con noi.
Amen.






