La Luce di Dio
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Ascoltiamo insieme

Meditiamo insieme sulla preghiera della sera 20 febbraio 2026

Quando la Scienza si ferma: Accompagnare Domenico verso la Luce

Stasera il mio cuore è pesante, ma di una pesantezza diversa. Devo correggere il mio sguardo, perché la realtà è più dura di quanto volessi sperare: per il piccolo Domenico di Napoli non c’è più la prospettiva di un cuore nuovo. Il comitato di esperti è stato chiaro: il suo corpo non sosterrebbe un altro trapianto. Siamo arrivati a quel punto che io e Giuseppina conosciamo fin troppo bene, quel confine dove le macchine continuano a ronzare, ma la speranza umana di una guarigione fisica si spegne definitivamente.

Leggo che non gli sarà staccato l’Ecmo immediatamente, che si proveranno terapie compassionevoli per non farlo soffrire. Questo non è un tempo di vittoria medica, è il tempo del “sacro accompagnamento”. È il tempo in cui la vita non si misura più in possibilità di futuro, ma in dignità del presente.

Ricordo il 21 maggio 2020, quando la dottoressa Cacchione all’OPBG ci diede l’ultimatum: sei mesi di vita!

Preghiera della sera 20 febbraio 2026

Il Rispetto del Limite

Rispettare la vita, stasera, significa per me rispettare il dolore di un “no”. Con Eugenio abbiamo vissuto quel momento in cui i medici, con gli occhi lucidi, ti dicono che non c’è più nulla da fare dal punto di vista terapeutico. In quel momento crolla il mondo, ma è proprio lì che deve nascere una forma d’amore ancora più pura: l’amore che accetta di lasciare andare.

La dignità di Domenico non diminuisce perché il suo cuore non può essere cambiato. La sua dignità risplende nel fatto che non viene “staccato” come un oggetto rotto, ma viene accompagnato con umanità. La vita è sacra anche quando è agli sgoccioli, anche quando la scienza dichiara la resa. Quel bimbo, in questo momento, è il centro dell’universo per i suoi genitori, e lo deve essere anche per la nostra comunità di preghiera.

L’Eco di Eugenio nel Silenzio di Napoli

Guardo la foto di Eugenio e rivedo i suoi ultimi giorni. Rivedo quella forza silenziosa di chi ha capito che il traguardo è vicino. La morte di un bambino è un’ingiustizia che grida al cielo, eppure, nella fede, sappiamo che quel volo non è nel vuoto, ma nelle braccia del Padre.

Domenico non ha perso la sua battaglia. Nessun bambino la perde mai. La perdiamo noi se non sappiamo stare accanto a questo dolore con il silenzio e il rispetto. Stasera non chiediamo a Dio un cuore di carne per Domenico, ma chiediamo per lui un cuore di luce, capace di scivolare dolcemente verso la pace eterna, senza dolore, circondato solo dal calore immenso di chi lo ama.

La Preghiera del “Lasciare Andare”

In questa Quaresima, la cenere ci ricorda che siamo polvere. Ma la polvere di Domenico è polvere preziosa. La sua vita, pur così segnata dalla sofferenza, ha un valore infinito. Preghiamo perché lo Stato, la Sanità e la Società sappiano sempre distinguere tra l’abbandono e l’accompagnamento. Non staccare l’Ecmo a Domenico oggi significa dire: “Tu sei importante per noi fino all’ultimo respiro”.


La Mia Preghierina della Sera

Signore Gesù, stasera le mie parole sono bagnate dalle lacrime per Domenico e per i suoi genitori. Ti chiedo scusa se ho sperato in una guarigione che la scienza ha dichiarato impossibile, ma Tu sai che il cuore di un padre cerca sempre la vita. Ora Ti chiedo la grazia più difficile: la grazia della Pace.

Ti prego per Domenico. Accarezza quel suo cuoricino stanco. Fa’ che non senta dolore, che si senta immerso in un mare di dolcezza. Prendi le mani dei suoi genitori, che in questo momento stanno vivendo il Getsemani più buio. Dona loro la forza di restare accanto a lui, di sussurrargli parole d’amore fino alla fine, senza la disperazione di chi si sente abbandonato da Te.

Signore, benedici i medici di Napoli. Fa’ che il loro “accompagnare” sia fatto di estrema tenerezza. Che sappiano essere non solo tecnici, ma fratelli che sostengono la croce di questa famiglia. Ti preghiamo per tutti i bambini che lottano contro le malattie oncologiche pediatriche e per quelli che, come Domenico, sono arrivati al limitare del bosco. Che il giallo della nostra speranza stasera sia il giallo di un tramonto sereno, che annuncia una nuova alba in Paradiso.

Eugenio, angelo mio, tu che conosci la strada che porta alla casetta eterna, stasera fatti vicino a Domenico. Aspettalo. Prendi la sua mano piccola nella tua. Digli che non deve avere paura, che il Cielo è un posto bellissimo dove si torna a correre e a giocare senza macchinari e senza dolore. Insegnaci, Eugenio, ad accettare la volontà del Padre anche quando ci spezza il cuore.

Resta con noi, Signore, perché la notte è vicina per Domenico e la nostra fede vacilla davanti a tanto mistero. Donaci di restare saldi nella speranza, forti nel dolore, uniti nell’amore.

Amen.

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