Eugenio e Remigio che piange
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Lettera personale a San Giuseppe

Ciao Giuseppe.

Comprendi il mio tono affettuoso, ma mi sento vicino vicino a te, per le nostre comuni esperienze di vita.

Oggi, dopo qualche anno di distanza, capisco il tuo stato d’animo.

L’aver donato tuo Figlio, il tuo unico figlio al Padre.

Anche mio figlio, il mio figlio maggiore, è stato scelto dal Padre.

Aveva solo 14 anni.

Tu in circa 33 anni hai ricevuto tutto l’amore che tuo figlio Gesù ti ha donato.

Io ho ricevuto tutto l’amore di Eugenio in meno della metà degli anni.

L’intensità dell’amore che ci hanno donato i nostri figli è pari, anche se tuo Figlio ha lasciato un’impronta indelebile nell’umanità.

Quella stessa umanità che spesso non ricorda il grande sacrificio da Lui compiuto, e dal gran dolore provato da Te e dalla tua sposa Maria per la prematura dipartita.

Tutto questo dolore si è poi trasformato in gioia, in Luce, in pienezza.

Ed oggi, con Te, mi sento pieno.

Pieno di grazia.

Grazia di Dio.

Eugenio accarezza Remigio
Eugenio accarezza Remigio – 18 dicembre 2019

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