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commento di Mc 1,14-20, a cura di Rete Loyola (Bologna)

Le cose più semplici sono le più straordinarie, e soltanto il saggio riesce a vederle.

Paulo Coelho

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore

Entro nel testo (Mc 1,14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Mi lascio ispirare

Gesù inizia la sua predicazione annunciando ciò che anche il Battista aveva già detto: il Regno di Dio è vicino ed è tempo di conversione. Ma Gesù lo fa da una posizione completamente diversa: lui è Dio, eppure ha deciso di farsi uomo per venire ad incontrarci. È lui che si è fatto vicino a noi, nostro prossimo, è lui che ci viene incontro, che viene a cercarci e a chiamarci, prima ancora che noi siamo capaci di volgerci indietro, ritornare (convertirci, appunto).
Lo fa camminando lungo il mare di Galilea, lungo le strade del nostro quotidiano, venendoci ad incontrare lì dove noi siamo, in ciò che viviamo, con semplicità e nelle piccole cose, lasciandoci l’infinita libertà di accoglierlo o meno.
Non sconvolge la vita di chi incontra, non chiede a dei pescatori di diventare falegnami, ma li accompagna a scoprire il senso profondo della loro vocazione attraverso la condivisione del cammino e della vita di ogni giorno. Non aspettiamoci allora grandi miracoli, ma proviamo ad aprire il nostro cuore per cogliere la brezza leggera del suo passaggio nella nostra vita!

Valentina Dovico s.a.

Rete Loyola (Bologna)

Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Rifletto sulle domande

Come il Signore si rende presente nella mia vita?

Che cosa mi impedisce di riconoscerlo o di accoglierlo nel mio quotidiano?

Che cosa vorrei condividere col Signore, perché mi sembra difficile da vivere o bisognoso di conversione?

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

fonte © GET UP AND WALK


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