Leggi e ascolta il Vangelo e la Parola del 5 giugno 2025
Giovedì della VII settimana di Pasqua
- S. Bonifacio vescovo e martire (673/680-754)
- B. Małgorzata Łucja Szewczyk fondatrice (1828-1905)
- Santo del giorno
Prima Lettura
È necessario che tu dia testimonianza anche a Roma.
Dagli Atti degli Apostoli
At 22,30; 23,6-11
In quei giorni, [il comandante della coorte,] volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui Paolo veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.
Paolo, sapendo che una parte era di sadducèi e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti».
Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l’assemblea si divise. I sadducèi infatti affermano che non c’è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest’uomo. Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato».
La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza.
La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 15 (16)
R. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli ìnferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Siano tutti una cosa sola,
come tu, Padre, sei in me e io in te,
perché il mondo creda che tu mi hai mandato. (Gv 17,21)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 5 giugno 2025
Siano perfetti nell’unità.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 17,20-26
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Parola del Signore.
Beato Guerrico d’Igny (ca 1080-1157)
abate cistercense
Discorso per l’Ascensione, 1-2 : PL 185, 153-155 (trad. cb©evangelizo)
“Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io” (Gv 17,24)
Questa preghiera si riassume in tre punti che costituiscono la somma della salvezza ed anche della perfezione, tanto che non si può aggiungervi nulla: i discepoli siano custoditi dal male, santificati nella verità e con lui glorificati. “Padre, dice, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato” (Gv 17,24). Beati quelli per cui prega il giudice stesso: intercede per loro e deve essere adorato con tanto onore quanto colui a cui è rivolta la sua preghiera. Il Padre non gli rifiuterà il desiderio espresso dalle sue labbra, poiché condivide con lui una sola volontà e un solo potere, perché c’è un solo Dio. Tutto quanto chiede si compirà necessariamente, poiché la sua parola è potente e la sua volontà efficace. Per tutto quanto esiste, “egli parlò e tutto fu creato, comandò e tutto fu compiuto” (Sal 33,9). “Voglio che siano anch’essi con me dove sono io”. Quale certezza per i credenti! Purché almeno non respingano la grazia ricevuta. Poiché questa certezza non è data solo agli apostoli, o ai loro compagni, ma a tutti coloro che per la loro parola crederanno alla Parola di Dio: “Non prego solo per questi, dice, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola” (Gv 17,20).
Le Parole dei Papi
La richiesta centrale della preghiera sacerdotale di Gesù dedicata ai suoi discepoli di tutti i tempi è quella della futura unità di quanti crederanno in Lui. (…) L’unità dei cristiani da una parte è una realtà segreta che sta nel cuore delle persone credenti. Ma, al tempo stesso, essa deve apparire con tutta la chiarezza nella storia, deve apparire perché il mondo creda, ha uno scopo molto pratico e concreto deve apparire perchè tutti siano realmente una sola cosa. L’unità dei futuri discepoli, essendo unità con Gesù – che il Padre ha mandato nel mondo -, è anche la fonte originaria dell’efficacia della missione cristiana nel mondo.
«Possiamo dire che nella preghiera sacerdotale di Gesù si compie l’istituzione della Chiesa … Proprio qui, nell’atto dell’ultima cena, Gesù crea la Chiesa. Perché, che altro è la Chiesa se non la comunità dei discepoli che, mediante la fede in Gesù Cristo come inviato del Padre, riceve la sua unità ed è coinvolta nella missione di Gesù di salvare il mondo conducendolo alla conoscenza di Dio? Qui troviamo realmente una vera definizione della Chiesa. La Chiesa nasce dalla preghiera di Gesù. E questa preghiera non è soltanto parola: è l’atto in cui egli «consacra» se stesso e cioè «si sacrifica» per la vita del mondo. (Benedetto XVI – Udienza Generale, mercoledì, 25 gennaio 2012)
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