XXII Domenica del Tempo Ordinario
- S. Raimondo Nonnato religioso O.M.D. (1200-1240)
- B. Pere (Pietro) Tarrés i Claret dottore e sac. (1905-1950)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.
Dal libro del Siràcide
Sir 3,19-21.30-31 (NV) [gr. 3,17-20.28-29]
Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 67 (68)
R. Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome. R.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R.
Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio. R.
Seconda Lettura
Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente.
Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,18-19.22-24a
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore. (Mt 11,29ab)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 31 agosto 2025
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,1.7-14
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”.
Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parola del Signore.
Si dice il Credo
San Charles de Foucauld (1858-1916)
eremita e missionario nel Sahara
Ritiro a Nazaret (trad. adv@evangelizo.org)
Dio ha preso l’ultimo posto in tal modo che nessun altro ha potuto prenderlo più in basso di Lui
L’Incarnazione ha la sua sorgente nella bontà di Dio… Ma, una cosa appare prima di tutto, così meravigliosa, così splendente, così sorprendente, da brillare come un segno accecante: è l’umiltà infinita che contiene tale mistero… Dio, l’Essere, l’Infinito, il Perfetto, il Creatore, l’Onnipotente, immenso, sovrano Signore di tutto, si fa uomo, si unisce ad un anima e ad un corpo umano, ed appare sulla terra come un uomo e l’ultimo degli uomini… E la stima del mondo, cos’è? Doveva cercarla Dio?
Guardando il mondo dall’alto della divinità, tutto è uguale ai Suoi occhi: il grande, il piccolo, tutto è ugualmente formica, verme della terra… Ha disdegnato tutta la falsa grandezza che in verità è estrema piccolezza, e non ha voluto rivestirSene… E dato che veniva sulla terra per riscattarci e insegnarci e farSi conoscere ed amare, ha tenuto a darci, fin dall’entrata nel mondo e durante tutta la vita, questa lezione del disprezzo per le grandezze umane, del distacco completo dalla stima degli uomini…
E’ nato, ha vissuto, è morto nella più profonda bassezza e gli estremi orrori, ha preso l’ultimo posto in tal modo che nessun altro ha potuto prenderlo più in basso di Lui… E se ha occupato con tanta costanza, tanta cura quest’ultimo posto, è per insegnarci, farci capire che gli uomini e la stima degli uomini sono nulla, non valgono nulla; (…) è per farci capire che non essendo la nostra lingua di questo mondo, non dobbiamo far alcun caso alla figura di questo mondo…, piuttosto vivere solo per il quel regno dei cieli che Dio-Uomo vedeva fin da quaggiù per la visione beatifica, e che noi dobbiamo considerare sempre con gli occhi della fede, camminando in questo mondo come non fossimo di questo mondo, senza preoccuparci delle cose esteriori, occupandoci solo di una cosa: guardare, amare il Padre Celeste e fare la Sua volontà.
LE PAROLE DEI PAPI
Gesù, (…) partecipando a un pranzo in casa di uno dei capi dei farisei, coglie l’occasione per insegnare ad essere umili. Ci dice di scegliere l’ultimo posto, di accontentarci del poco, di cercare non l’appariscenza del sembrare, ma la realtà dell’essere. Davanti a Dio siamo nulla; e anche davanti agli uomini siamo ben poco, anzi diventiamo ridicoli, persino miserevoli se prendiamo pose e atteggiamenti di autosufficienza, di vanagloria.
Gesù, però, non vuole soltanto suggerire delle indicazioni di buona educazione e di comportamento avveduto; egli vuole soprattutto quadrare la mente, e dare idee grandi e luminose per la nostra vita. Egli infatti soggiunge: “Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 14, 11). Questo talvolta può già avvenire su questa terra, in questa nostra vita; ma ciò è secondario.
Essenziale è che l’umile sarà esaltato in cielo da Dio stesso. “Vuoi essere grande?”, chiedeva sant’Agostino; e rispondeva: “Comincia dalle cose più piccole. Vuoi innalzare una costruzione di grande altezza? Prima pensa al fondamento della bassezza” (S. Augustini Sermo 69, 1,2). Se vogliamo veramente costruire l’edificio della nostra santificazione, bisogna fondarlo sull’umiltà. (San Giovanni Paolo II – Omelia nella celebrazione eucaristica in Piazza Innocenzo III ad Anagni, 31 agosto 1986)
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