Dal Vangelo secondo Luca Lc 13,10-17
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Lunedì della XXX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,12-17

Fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 67 (68)

Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano. 
I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia. R.

Padre degli orfani e difensore delle vedove 
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R.

Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono le porte della morte. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità. (Cf. Gv 17,17b.a)

Alleluia.

Il Vangelo di oggi 27 ottobre 2025

Questa figlia di Abramo non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,10-17
 
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Parola del Signore.

Il Vangelo del giorno
Il Vangelo del giorno
La Parola del 27 ottobre 2025
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Attribuito a Eusebio di Alessandria (fine del V secolo)

Discorsi sulla domenica, 16, 1-2; PG 86, 416-421 (cb©evangelizo.org)

Il sabato diviene il primo giorno della nuova creazione

Sono sette i giorni nella settimana: Dio ce ne ha dati sei per lavorare e ce ne ha dato uno per pregare, riposare e liberarci dai nostri peccati. (…) Ascolta, o figlio, ti esporrò per qual motivo è stato tramandato di osservare la domenica e di astenersi dal lavoro. Quando il Signore affidò il sacramento ai suoi discepoli, preso il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi; allo stesso modo diede loro il calice dicendo: “Bevetene tutti: questo è il mio sangue della nuova alleanza che è sparso per voi e per molti in remissione dei peccati: fate questo in memoria di me” (Mt 26,26; 1 Cor 11,24). Il sacro giorno della domenica è dunque quello in cui si fa memoria del Signore; perciò viene chiamato domenica, cioè “giorno del Signore”. E’ come il signore dei giorni: domenica. Infatti prima della passione del Signore, non si chiamava domenica (“giorno del Signore”), ma primo giorno. In questo giorno il Signore diede inizio alla risurrezione, cioè alla creazione del mondo; in esso diede al mondo le primizie della risurrezione, in questo giorno, come abbiamo detto, comandò di celebrare anche i sacri misteri. Dunque questo giorno è per noi l’inizio di ogni grazia, l’inizio della creazione del mondo, l’inizio della risurrezione, l’inizio della settimana. Questo giorno, che comprende tre inizi, prefigura anche il primato della Santissima Trinità.

Le Parole dei Papi

L’ipocrisia è il pericolo più grave, perché può rovinare anche le realtà più sacre. […] Per accogliere Dio non importa la bravura, ma l’umiltà. Questa è la strada per accogliere Dio, non la bravura: “siamo forti, siamo un popolo grande…”, no, l’umiltà: “sono un peccatore”; ma non in astratto, no, “per questo, questo, questo”, ognuno di noi deve confessare, prima di tutto a sé stesso, i propri peccati, le proprie mancanze, le proprie ipocrisie; bisogna scendere dal piedistallo e immergersi nell’acqua del pentimento.[…] Dimentichiamo che soltanto in un caso è lecito guardare un altro dall’alto in basso: quando è necessario aiutarlo a sollevarsi; […] Così comincia una vita nuova. E la via è una sola, quella dell’umiltà: purificarci dal senso di superiorità, dal formalismo e dall’ipocrisia, per vedere negli altri dei fratelli e delle sorelle, dei peccatori come noi, e in Gesù vedere il Salvatore che viene per noi – non per gli altri, per noi – così come siamo, con le nostre povertà, con le nostre miserie e difetti, soprattutto con il bisogno di essere rialzati, perdonati e salvati. (Papa FrancescoAngelus, 4 dicembre 2022)

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