Leggi e ascolta il Vangelo e la Parola del 26 maggio 2025
Lunedì della VI settimana di Pasqua
- S. Filippo Neri sacerdote e fondatore (1515-1595)
- S. Mariana de Paredes y Flores vergine (1628-1645)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Il Signore aprì il cuore a Lidia per aderire alle parole di Paolo.
Dagli Atti degli Apostoli
At 16,11-15
Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedònia.
Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite.
Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo.
Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 149
R. Il Signore ama il suo popolo.
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion. R.
Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria. R.
Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca.
Questo è un onore per tutti i suoi fedeli. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore,
e anche voi date testimonianza. (Cf. Gv 15,26b.27a)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 26 maggio 2025
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,26–16,4a
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Parola del Signore.
San Gregorio Magno (ca 540-604)
papa, dottore della Chiesa
Livre XIII, SC 212 (trad. cb© evangelizo)
Elevare lo spirito fino alla speranza della gloria
Se la santa Chiesa sopporta le avversità della vita presente è per essere condotta dalla grazia celeste fino alla ricompensa eterna. Deplora la morte della carne perché aspira alla gloria della risurrezione. Ma transitorio è ciò che soffre, eterno è ciò che attende. E di questi beni eterni non ha alcun dubbio perché ne possiede già una testimonianza fedele nella gloria del suo Redentore. Vede nello spirito la risurrezione della carne e si eleva con tutte le forze verso la speranza, perché ciò che vede già compiuto nel suo Capo si compirà un giorno anche nel corpo del redentore, cioè in lei stessa: questa è la sua incrollabile speranza. Ed è certo la Chiesa che il salmista considera come promessa di una perfezione eterna quando, per parlare di lei, descrive la luna in questi termini: “La luna è perfetta per l’eternità” (Sal 89,38 Vg). E come la speranza della risurrezione è rafforzata nella Chiesa dalla risurrezione del Signore, il salmista era in diritto di aggiungere: “E lei è nel cielo un testimone fedele”: non tremi per la sua risurrezione, la Chiesa ne ha già per testimone colui che è nei cieli risorto dai morti. Così, quando soffre avversità, quando è spossato per dure tribolazioni, il popolo fedele può elevare lo spirito fino alla speranza della gloria che l’attende e dire con la fiducia nella risurrezione del suo redentore: “Ecco infatti che in cielo è il mio testimone e lassù colui che mi conosce intimamente” (Gb 16,20 Vg). Ed è giusto definirlo ‘colui che mi conosce intimamente’ poiché conosce la nostra natura non solo perché l’ha creata, ma anche assunta. Per lui conoscerla è aver accettato la nostra condizione.
Le Parole dei Papi
Lo Spirito Santo-paraclito sarà l’avvocato difensore degli apostoli, e di tutti coloro che, nei secoli, saranno nella Chiesa gli eredi della loro testimonianza e del loro apostolato, particolarmente nei momenti difficili che impegneranno la loro responsabilità fino all’eroismo. Lo ha predetto e promesso Gesù: “Vi consegneranno ai loro tribunali . . . sarete condotti davanti ai governatori e ai re . . . Quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire . . . non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. (…) Specialmente durante le persecuzioni contro gli apostoli e contro i primi cristiani, ma anche in quelle di tutti i secoli, si avvereranno le parole pronunciate da Gesù nel Cenacolo: “Quando verrà il Paraclito che io vi manderò dal Padre . . . egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me sin dal principio” (Gv 15, 26-27). (San Giovanni Paolo II – Udienza Generale 24 maggio 1989)





