La corsa di Lumo verso la luce è più di un viaggio: è una rivelazione. Questa sera, lasciamoci ispirare dal piccolo riccio che, pur nato cieco, sente la luce e corre verso di essa. Come nel Vangelo di Giovanni, dove Gesù guarisce il cieco nato, anche Lumo scopre che la vera luce non si vede con gli occhi, ma si accoglie con il cuore. Una favola dolce e avventurosa per chi cerca speranza, trasformazione e un raggio di grazia.
La corsa di Lumo verso la luce è una favola serale ispirata al Vangelo di oggi (Gv 9,1-41), dove il piccolo riccio cieco scopre che la vera vista nasce dal cuore e dalla fiducia.
In un villaggio nascosto tra le colline, viveva un piccolo riccio di nome Lumo. Aveva un dono speciale: riusciva a sentire la luce. Non la vedeva, perché era nato cieco, ma la percepiva come un calore gentile che gli accarezzava il muso.
Ogni sera, Lumo si sedeva vicino al ruscello e ascoltava il mondo: il fruscio delle foglie, il canto delle stelle, il battito della terra. Gli altri animali lo rispettavano, ma alcuni lo guardavano con pietà. “Che peccato,” dicevano, “non potrà mai vedere l’alba.”
Un giorno, nel villaggio arrivò un viandante misterioso. Non aveva nome, ma portava con sé una luce che non bruciava e non accecava. Si avvicinò a Lumo e gli disse: “Vuoi vedere il mondo, piccolo amico?”
Lumo esitò. “Io sento già la luce. Ma… sì, vorrei vederla.”
Il viandante sorrise, prese un po’ di terra, la mescolò con l’acqua del ruscello e la posò sugli occhi di Lumo. “Ora corri alla Fonte del Sìloe, e lavati.”
Lumo partì, guidato solo dal suo cuore. Il sentiero era pieno di ostacoli: rami, sassi, dubbi. Alcuni animali lo deridevano: “Dove vai, cieco riccio? Nessuno può cambiare ciò che è nato così.”
Ma Lumo continuò. Sentiva dentro di sé una forza nuova, come se la luce lo stesse chiamando. Quando arrivò alla Fonte, si immerse. L’acqua era fresca, viva. E quando riemerse… vide.
Vide il cielo, le foglie, il suo riflesso tremolante. Ma soprattutto, vide il viandante, che lo guardava con occhi pieni di amore.
“Tu non hai solo aperto gli occhi,” disse il viandante, “hai aperto il cuore. Ora sei luce per chi non crede.”
Lumo tornò al villaggio. Alcuni lo accolsero con gioia, altri con sospetto. Ma lui non cercava approvazione. Ogni sera, si sedeva vicino al ruscello, e raccontava la sua storia. Non per vantarsi, ma per accendere speranza.
E così, nel villaggio tra le colline, la luce non era più solo qualcosa da vedere. Era qualcosa da vivere.







