Fai un respiro profondo e senti come il tuo letto diventa morbido come una nuvola di panna. Stasera non dobbiamo scoprire nulla, dobbiamo solo lasciarci trasportare in un mondo fatto di morbidezza con la lettura de "Il viaggio del piccolo batuffolo di lana"
Rilassati e chiudi gli occhi con “Il viaggio del piccolo batuffolo di lana”
In un angolo tiepido di una soffitta piena di ricordi, viveva un Piccolo Batuffolo di Lana color azzurro polvere. Non era un guerriero, non era un esploratore e non aveva missioni da compiere. Il suo unico desiderio era trovare il posto più comodo del mondo per fare un pisolino.
Il Batuffolo iniziò a rotolare. Rotolava piano, pacioc-pacioc, sopra un vecchio tappeto di velluto che sembrava un prato di muschio asciutto. Ad ogni giro, il Batuffolo diventava sempre più soffice, raccogliendo piccoli granelli di polvere di luna che brillavano come brillantini invisibili.
Lungo la strada, incontrò una Piuma d’Oca che scendeva dal soffitto dondolando come un’altalena. “Dove vai così adagio?” chiese la Piuma con un filo di voce. “Cerco la Valle della Calma,” rispose il Batuffolo, sentendosi già un po’ assonnato. “Ti accompagno io,” disse la Piuma, appoggiandosi sopra di lui come un cappello leggero.
Insieme, scivolarono fuori dalla finestra aperta, dove l’aria della sera profumava di biancheria pulita e di pini lontani. Non stavano cadendo, stavano galleggiando. Sotto di loro, il mondo era diventato silenzioso: le macchine erano piccoli sassolini immobili e le luci delle case sembravano candele accese per fare compagnia alla notte.
Atterrarono dolcemente su un balcone dove dormiva un Gatto di Stoffa. Il Gatto non si svegliò, ma fece un piccolo “fusa” vibrante che fece solletico al Batuffolo. Quella vibrazione era così regolare, così lenta, che il Batuffolo sentì le sue fibre di lana sciogliersi e rilassarsi completamente.
“Siamo arrivati?” domandò la Piuma con un sospiro. “Quasi,” rispose il Batuffolo.
Si lasciarono trasportare ancora un po’ dal vento, finché non trovarono una finestra socchiusa. Entrarono piano e trovarono un letto con le lenzuola di cotone fresco, che sapevano di sapone buono. Il Batuffolo si rannicchiò proprio nell’angolo del cuscino, lì dove c’è il posto più tiepido.
Sentì il calore di un bambino che dormiva lì vicino, un calore dolce che sapeva di protezione. Il Batuffolo si fermò. Non c’erano più mappe da seguire, né storie da raccontare. C’era solo il silenzio del respiro, il buio morbido della stanza e la sensazione di essere esattamente dove doveva essere.
Il Piccolo Batuffolo chiuse i suoi occhietti immaginari. La Piuma si sistemò accanto a lui. E mentre la notte abbracciava la casa, tutto divenne immobile, calmo e infinitamente sereno.
Buonanotte, piccolo mio.







