Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15,1-10
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Parola del Signore.
Conversione
Roberto Pasolini

Abbiamo bisogno di conversione. Di voltarci verso la tenerezza del Padre, verso il suo continuo, folle amore per noi. Altrimenti facciamo fatica a vedere gli altri senza il filtro del giudizio. La loro povertà evoca infatti la nostra che non sappiamo ancora accettare. L’apostolo Paolo, rivolgendosi a coloro che non riescono ad accogliere la fede debole di alcuni fratelli dentro la comunità, invita alla riflessione.
È una parola di grande consolazione, che ci riporta al cuore del vangelo. La possibilità di rimanere uniti a Dio non è legata unicamente ai momenti belli e piacevoli, nei quali abbiamo l’impressione — magari anche la conferma — di condurre una vita buona e coerente. Pure le zone d’ombra, quei segmenti lunghi o brevi di esistenza nei quali ci sembra di non essere o di morire appartengono a Dio. Ne siamo sicuri, perché egli ce lo ha voluto dire.
Forse però non ci basta sapere che Dio ha fatto cose grandi per noi. Il nostro cuore ha bisogno di capire il motivo di questa santa iniziativa su di noi. Deve aver intuito proprio questo bisogno il Maestro Gesù quel giorno, quando ha raccontato due parabole a quelle persone che brontolavano vedendolo banchettare insieme ad alcuni peccatori. Attraverso l’immagine di un uomo che abbandona novantanove pecore nel deserto per correre a cercare l’unica perduta, e di una donna che mette a soqquadro la casa nel cuore della notte, pur di ritrovare la moneta smarrita, il Signore tenta di aprire il sipario sulla compassione di Dio, che è maschile e femminile, proprio come noi. Ci introduce in uno sguardo impossibile per noi da immaginare, difficilissimo da credere. Perché ci mancano le categorie del cuore per poter intuire cosa voglia dire amare qualcuno così tanto, al punto da essere disposti a lasciare tutto per lui.
Per questo abbiamo bisogno di conversione. Di ascoltare ancora la voce di Dio. Perché le cose stanno proprio così. Così immenso è l’amore che Dio ha per noi, per ogni uomo, per ogni donna che vive e muore sotto il cielo. E, sebbene facilmente lo dimentichiamo, senza lo sguardo di Dio la nostra vita è davvero persa. Le manca la cosa più importante: la «gioia». Non quella che qualche volta viene e più spesso se ne va. Quella vera, che niente e nessuno può portarci via.
fonte © nellaparola.it
Ascoltiamo insieme
Per gentile concessione © ♥ Padre Gaetano Piccolo SJ






