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Leggiamo ed ascoltiamo insieme la storia “Andrea”

Grazie alla nostra carissima amica scrittrice, autrice e dolcissima Elena Rossi per averci donato un altri suo stupendo racconto. Letto da Francesca Ruberto.

Leggiamo insieme:

“Hai visto anche tu che si muove?” Il piccolo si gira, alle sue spalle c’è l’anziana custode del museo antico.

“Quella tela incorniciata rappresenta l’avventuroso viaggio in mezzo al mare, intrapreso dal coraggioso Andrea. È talmente forte la sua volontà di continuare a viaggiare con la sua zattera che, ogni tanto, riesce a far muovere il disegno di quella tela che lo rappresenta. Tutti credono che io sia una pazza, ma da come la osservavi sbalordito, ho capito che lo hai visto anche tu ”.

Andrea è nato migliaia di anni fa in un villaggio di pescatori su un’isola in mezzo al mare, ai tempi in cui Madre Terra era arrabbiata con il Dio del Mare perché più vasto di lei. E’ un bambino molto agile e velocissimo. Si arrampica  fino alla punta degli alberi per prendere i frutti più buoni, insegue gli scoiattoli e riesce a prenderli. Si tuffa nel mare e cattura i pesci senza l’uso della canna da pesca.

Dalla cima del monte, la posizione del sole poco prima del tramonto, illumina per qualche minuto all’orizzonte, una terra lontana, la foresta di Guapà. Gli anziani del villaggio la descrivono come un luogo terrificante, dove Madre Terra ha dato vita a degli animali grandi, forti e molto pericolosi, per sfogare la sua rabbia con il mare. I loro antenati sono fuggiti e si sono trasferiti sull’isola, dove quelle creature non possono arrivare.

Andrea ha un caro amico, un serpentello tutto giallo con gli occhi sporgenti, che tutti prendono in giro perché un pò imbranato. E’ con lui che Andrea fantastica di raggiungere la foresta, per andare a cercare il temibile bufalo nero che con le sue grandi corna non risparmia nessuno. Chiunque tenti di avvicinarsi a lui o al suo branco, non ha scampo.

In cuor suo Andrea sente che il mare è li per essere navigato e serve per collegare la sua isola alla foresta di Guapà, non per tenerla lontana.

Un mattino parte per la pesca con la zattera, in compagnia del suo fidato amico. Il cielo è coperto di grossi nuvoloni grigi e soffia un tiepido venticello che spettina i suoi biondi capelli
a spazzola. Si è spinto un po’ oltre la costa, dove il mare inizia ad essere mosso, ma questa mattina è molto calmo. Improvvisamente la sua vela si gonfia e la zattera inizia a muoversi a grande velocità verso sud. Andrea si aggrappa all’albero per non cadere e cerca di chiudere la vela, ma non ci riesce. La zattera non si ferma, l’isola non si vede più all’orizzonte, solo la vastità del mare a perdita d’occhio.

La sua volontà di navigare è stata aiutata da una forza misteriosa che lo sta spingendo proprio in direzione della foresta di Guapà. La sua missione di diventare amico degli animali, presto potrebbe essere una realtà.

Il vento soffia più forte, la spinta iniziale ora è nelle mani di Andrea che riesce a diminuire l’andatura della zattera. Il serpentello vorrebbe tornare indietro, ha paura del mare e si attorciglia più stretto che può all’albero maestro. E’ quasi buio, le stelle lo aiutano ad orientarsi, e la scia della luna gli indica la via da seguire.

Sono tre giorni e tre notti che Andrea naviga, la fame e la stanchezza iniziano a farsi sentire. Sta facendo un pisolino quando il cielo inizia a fare rumore. Il temporale si scatena in un attimo, Andrea cerca di chiudere la vela ma il vento è troppo forte, allora tenta di tenerla abbassata con le sue braccia. Aggrappato con tutte le sue forze all’albero, stringe i denti per non essere spazzato via dalla furia del vento e della pioggia. Le onde inghiottono la sua zattera per poi farla riemergere. Sembra non finire mai, della zattera rimane poco ma l’albero resiste, e con lui Andrea che non molla mai la presa. Stravolto dalla fatica, spera solo che passi in fretta.

“Andrea” qualcuno chiama, forse è un sogno.

“Andrea svegliati, sei arrivato”.

Non è un sogno, Andrea è sdraiato a pancia in giù, sopra a della morbida sabbia bianca.
“Chi è? Lasciatemi in pace, voglio la mia mamma.” “Sono qui, guardami. Non avere paura, è tutto finito”. E’ una voce dolce come quella della sua mamma. Alza la testa, poco lontano da lui c’è una bellissima stella marina, tutta rossa e lucente.

“Andrea, Andrea non temere di cadere. Prosegui nel tuo viaggio, non è un miraggio. Se credi in quello che fai lo otterrai, e grandi cambiamenti porterai. Hai un grande potenziale, non ti spaventare”.

Andrea si alza, raccoglie Bran, il suo amico serpentello, che ha ancora gli occhi che girano e la lingua penzoloni per lo spavento, e se lo mette sulla spalla. Si allontana dalla spiaggia, e inizia un prato grandissimo di un bel verde brillante, delimitato dagli arbusti della foresta. Sta mangiando un ananas quando alle sue spalle sente un veloce galoppare.

E’ proprio lui, il bufalo nero, e sta puntando dritto verso Andrea con il capo chino in avanti. Le sue lunghe corna bianche sono pronte per colpirlo. Andrea, preso alla sprovvista inizia a correre verso la foresta, il bufalo continua a seguirlo. Si arrampica su un albero altissimo, dove è al sicuro. Il bufalo torna indietro, non può credere che un esserino tanto piccolo, sia fuggito al suo assalto sparendo nel nulla, non era mai successo.

“Chi sei? Cosa fai qui? Questa è la mia terra, non puoi rimanere qui. Ovunque tu sia, ti troverò, non hai scampo!” Nascosto tra le foglie, Andrea dice: “io sono venuto dall’isola Faisian per conoscerti. Mi hanno parlato molto di te, perchè vuoi farmi del male?”

“Madre Terra mi ha creato per proteggerla da chiunque arrivi dal mare, il suo più grande nemico. Tu arrivi dal mare e sei uguale a quegli esseri che sono riuscito a mandare via più volte. Ho cacciato tribù intere, non avrò certo problemi a mandarne via uno solo”.

Nel frattempo l’intera mandria aveva raggiunto il suo capo. “Prima o poi scenderai da quell’albero, io non ho fretta, qui sotto ho cibo in abbondanza”.

“Ma come potete vedere il mare come un nemico?
Come potrebbe questa terra essere così rigogliosa se non fosse bagnata dalle sue acque? Certo non ci
sarebbe tutta quell’erba fresca da mangiare, e non potreste bere ne farvi bagni. Ci avete mai pensato? E poi anch’io ho le mie armi di difesa, e potrei usarle da quassù”.

Andrea scende sui rami più bassi, il bufalo lo vede e si avvicina aggressivamente. “Lo vedi questo serpente?” prosegue Andrea, “è velenoso.

E’ molto più piccolo di te ma, con un suo morso, anche un animale grosso come te non avrebbe scampo. Ma io e lui siamo amici, potremmo diventarlo anche noi.” Dal cielo arriva a grande velocità un aquila reale dalle folte ali dorate, che si avvicina e dice “Adesso basta, prendi quel piccoletto e liberati di lui.

Non vorrai credere a tutto quello che ti dice.
Io ti ho creato bufalo, ed è a me che devi obbedire”.

Il bufalo inizia a scuotere il tronco dell’albero.
Andrea perde l’equilibrio e precipita sul dorso dell’animale che si divincola per farlo cadere. Ma Andrea si aggrappa alle sue corna e nonostante la furia del bufalo, non molla la presa. Inizia a galoppare a gran velocità per liberarsi di lui, ma non ci riesce.

Intanto la sua compagna lo ha raggiunto e cerca di calmarlo. “Fermati, fermati, è solo un cucciolo, che male ti può fare? Se lo guardassi un attimo come ho fatto io prima, vedresti la luce che emanano i suoi occhi. Hanno il colore del mare, io non ne ho mai visti così, prima d’ora.

Ma non capisci, è il suo messaggero, e ha detto cose vere prima, sulle quali nemmeno io avevo mai riflettuto. In realtà il mare non ci ha mai fatto del male”. Madre Terra sta perdendo il suo potere sul bufalo, e da aquila si trasforma in un drago volante.

“Scappiamo, scappiamo” grida Andrea ai bufali, che non si sono accorti che li sta raggiungendo. Il drago inizia a sputare fuoco per colpire il bufalo nero e Andrea, che corrono a grande velocità.

Accecata dalla sua rabbia, Madre Terra trasforma una montagna in un vulcano con lingue di lava e di fuoco.
I bufali sono in pericolo, e così tutti gli animali della foresta. La vegetazione inizia a bruciare. “Ma cosa hai fatto?” grida il bufalo al drago, che è rimasto come pietrificato quando si rende conto del disastro che ha provocato a se stesso. “Corriamo, corriamo verso il mare, l’acqua ci salverà”, grida Andrea. Drago, tu chiedi aiuto al Dio del Mare”.

Andrea ha ragione. La lava e le fiamme che toccano il mare si spengono subito, i bufali sono in salvo.

Madre Terra, per porre fine alla sua stessa distruzione, invoca l’aiuto sincero al Dio del Mare, che con una gigantesca onda spegne il fuoco nella foresta. “Ero talmente in collera con te per la tua vastità, che ti ho messo contro tutti gli animali della foresta. Non mi rendevo conto della tua importanza, perdonami!”

Andrea di Elena Rossi
Andrea 3

La lucente stella marina che Andrea aveva visto sulla spiaggia, si alza nel cielo. “Madre Terra cos’è la vastità a confronto della tua bellezza? Guarda i tuoi alberi, le tue montagne e gli animali che hai creato, sono meravigliosi.

Perché guardi a quello che non puoi avere, quando hai tutto questo?” In un attimo, da drago, Madre Terra si trasforma in una bellissima farfalla, che abbraccia la stella marina.
Il bufalo lascia accarezzare il suo musone a Andrea, e lo ringrazia per avere salvato lui e la sua mandria dalle fiamme. Il piccolo Andrea ha un altro sogno, ed è quello di portare alcuni bufali con se sulla sua isola, per aiutare il suo popolo a coltivare la terra.

Tre giovani esemplari partono con lui a bordo della nuova zattera, costruita da Madre Terra per loro.

Spinti dalle onde del mare, Andrea e Bran, fanno ritorno alla loro isola. I suoi genitori e la sua gente, non pensavano che il mare gli avrebbe restituito Andrea sano e salvo.

E invece eccolo tornare, a bordo di una zattera, forte come il suo coraggio di navigatore, che lo accompagnerà nelle future terre che raggiungerà. Ma anche per lui, la sua mamma ha in serbo una sorpresa. Andrea la segue nella loro casa.

Avvolta in un caldo panno, due occhi azzurri come i suoi, lo osservano divertiti. E’ Giulia, la sua sorellina, e lui certo non poteva perdersi questo incontro.

Ascoltiamo insieme:

mamma legge la fiaba
Le favole della buonanotte
Andrea
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fonte © Elena Rossi – bimbiestorie.it


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