Vangelo del giorno 5 aprile 2026
Il Vangelo del giorno
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Vangelo del giorno 5 aprile 2026
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5 Aprile 2026
"Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto". Inizia con lo smarrimento di Maria di Màgdala Il Vangelo del giorno 5 aprile 2026 (Gv 20,1-9), per poi trasformarsi nella corsa frenetica di Pietro e Giovanni verso la verità. È l'alba della Pasqua, il momento in cui l'umanità scopre che la morte non è un muro, ma una porta spalancata sull'eternità.

La tomba vuota e la vittoria della vita ne Il Vangelo del giorno 5 aprile 2026

Domenica di Pasqua : Risurrezione del Signore

Prima Lettura

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34a.37-43

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.

E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 117 (118)

R. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. R.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R.

Seconda Lettura

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 3,1-4

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio.

Vangelo del giorno 5 aprile 2026

SEQUENZA
Solo oggi è obbligatoria; nei giorni fra l’ottava è facoltativa.

Víctimae pascháli laudes
ímmolent christiáni.
Agnus redémit oves:
Christus ínnocens 
Patri reconciliávit peccatóres.
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.
  
Mors et vita
duéllo conflixére mirándo:
dux vitae mórtuus regnat vivus.
Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
  
Dic nobis, María,
quid vidísti in via?
Sepúlcrum Christi vivéntis:
et glóriam vidi resurgéntis.
Angélicos testes,                         
sudárium et vestes.
Surréxit Christus spes mea:
praecédet suos in Galilaéam.
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
 «La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».
  
Scimus Christum 
surrexísse a mórtuis vere:
tu nobis, victor Rex,
miserére. 
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.       

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore. (Cf. 1Cor 5,7-8)

Alleluia.

Vangelo di oggi 5 aprile 2026

Egli doveva risuscitare dai morti.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore.

Riflessione e Meditazione

La mattina di Pasqua è caratterizzata dalla fretta. Maria corre a dare l’annuncio, Pietro e Giovanni corrono al sepolcro. Io, Remigio, sento in questa corsa il battito accelerato di chi ha il cuore colmo di una speranza che non osa ancora pronunciare. Giovanni, il discepolo più giovane, arriva per primo, ma aspetta Pietro: un segno di rispetto e di comunione che ci insegna quanto sia importante camminare insieme nella Chiesa.

Entrando nel sepolcro, non trovano il corpo, ma i teli posati là e il sudario avvolto in un luogo a parte. È un dettaglio che Giovanni sottolinea con forza: non è stato un furto, perché un ladro non avrebbe ripiegato le bende con cura. È l’ordine di Dio che vince il caos della morte.

Vide e credette. Queste parole sono il cuore del Vangelo di oggi. Giovanni non vede Gesù risorto in questo momento, vede solo i segni della Sua assenza fisica, eppure crede. Questa è la fede che ci viene chiesta: saper scorgere la presenza del Vivente anche quando attorno a noi vediamo solo “sepolcri” o segni di dolore.

Nella nostra vita con Eugenio, la Pasqua non è solo una ricorrenza, ma la ragione stessa del nostro respiro. Se Cristo non fosse risorto, il nostro dolore sarebbe senza fine e la nostra speranza un’illusione. Invece, quella tomba vuota ci dice che Eugenio è nel giardino della vita vera, e che un giorno correremo anche noi verso di lui, senza più lacrime né affanno.

Pasqua è l’invito a non cercare tra i morti Colui che è vivo. È la chiamata a rotolare via le pietre del nostro pessimismo e della nostra stanchezza. Cristo è risorto: tutto è nuovo, tutto è possibile, l’amore ha vinto per sempre.


I pensieri dei Papi su Il Vangelo del giorno 5 aprile 2026

  • Papa Francesco: “La Pasqua è la festa della rimozione delle pietre. Dio rimuove le pietre più dure contro cui si infrangono speranze e aspettative: la morte, il peccato, la paura, la mondanità. Non seppelliamo la speranza! Gesù è vivo e vuole che risorgiamo con Lui.”
  • Benedetto XVI: “La Resurrezione è il ‘salto qualitativo’ più decisivo nella storia dell’umanità. Non è il ritorno alla vita biologica di prima, ma l’irruzione di una vita nuova, che ci apre al futuro di Dio. La tomba vuota è il segno che l’amore è più forte della morte.”
  • San Giovanni Paolo II: “Non abbandonatevi alla disperazione. Noi siamo il popolo della Pasqua e ‘Alleluia’ è la nostra canzone. La vittoria di Cristo sulla morte sia la forza che vi sostiene nelle prove e la luce che illumina il vostro cammino verso l’eternità.”

Preghierina: Signore Gesù, oggi la mia anima canta di gioia perché Tu sei vivo! Io, Remigio, Ti chiedo di donarmi lo sguardo di Giovanni per saper vedere la Tua presenza anche nei segni più umili della vita quotidiana. Fa’ che la luce della Tua Pasqua arrivi in ogni cuore ferito e che la certezza della Resurrezione sia il farmaco per ogni nostra sofferenza. Alleluia! Amen.

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