C'è un profumo di mimosa che stasera si incrocia con l'abbraccio più commovente del Vangelo. Mentre Milano-Cortina celebra la forza oltre ogni limite con le Paralimpiadi, noi ci fermiamo a riflettere sul cuore delle donne: guscio forte che protegge una tenerezza infinita. Eugenio ci insegna che non esiste abisso da cui non si possa tornare, se ad aspettarci c'è un amore che sa fare festa
Il Profumo della Mimosa e l’Abbraccio del Ritorno. Preghiera della sera 7 marzo 2026
Stasera, entrando in casa, ho sentito un profumo che sa di primavera e di gratitudine. È l’odore delle mimose, quei piccoli soli gialli che domani fioriranno tra le mani di ogni donna. E proprio in questa vigilia della Festa della Donna, il Vangelo di oggi (Lc 15,1-3.11-32) ci regala la parabola più commovente di sempre: quella del Padre Misericordioso.
Il Cuore di Madre nel Padre
Spesso leggiamo questa parabola concentrandoci sul figlio che scappa o su quello che resta a mormorare. Ma stasera, pensando alle mamme e all’importanza delle donne nella nostra Associazione, vedo in quel Padre un cuore profondamente materno. È un Padre che non giudica, che non chiede spiegazioni, ma che “vede da lontano”, perché non ha mai smesso di scrutare l’orizzonte.
Quante mamme che seguono la nostra Associazione vivono così? Scrutando l’orizzonte della salute dei loro figli, aspettando un segno di miglioramento, un ritorno alla vita normale. Le donne sono le custodi della speranza. Se l’Associazione Eugenio Ruberto ODV cammina, è perché ci sono donne che, come il Padre del Vangelo, sanno trasformare l’attesa in una festa, il dolore in un abbraccio che ricompone ogni frattura.
La Forza oltre il Limite: Le Paralimpiadi di Milano-Cortina
Proprio in queste ore, i riflettori del mondo sono accesi su Verona per l’apertura delle Paralimpiadi invernali (Fonte: La Gazzetta dello Sport). Questi atleti ci insegnano che il corpo può avere dei limiti, ma l’anima no. Mi commuove pensare a quanto coraggio ci sia in chi cade e si rialza, proprio come il figlio prodigo.
Le Paralimpiadi sono la celebrazione di chi non si arrende, di chi trasforma una “piaga” in un punto di forza. È lo stesso spirito che cerchiamo di trasmettere noi: la malattia non ha l’ultima parola. Il mio Eugenio era un atleta del cuore; anche quando il corpo lo tradiva, lui continuava a correre verso la luce. Vedere questi campioni oggi è come vedere tanti piccoli Eugenio che ci dicono: “Guarda cosa può fare l’amore per la vita!”.
La Tradizione che Custodisce: La Manteca e il Sapore di Casa
E parlando di cura e di mani sapienti, mi ha colpito la storia della manteca pugliese, quel burrino che racchiude un cuore morbido dentro una crosta di formaggio (Fonte: CiboToday). È una metafora bellissima della maternità e della tradizione: un guscio solido che protegge un cuore tenerissimo.
Spesso le nostre donne, le nostre mamme, sono così. Devono essere forti come il caciocavallo fuori, per resistere alle tempeste della vita, ma dentro conservano una morbidezza, un “burro” di tenerezza che è quello che ci nutre e ci fa sentire a casa. Collaborare significa anche questo: riscoprire le nostre radici, i sapori semplici che uniscono le generazioni, la capacità di “conservare” il bene anche quando fuori fa freddo.

L’importanza delle Donne nella Missione
Senza le donne, la nostra Associazione sarebbe un guscio vuoto. Sono loro che portano il nastro giallo con una grazia speciale. Sono loro che sanno parlare ai bambini negli ospedali con quel linguaggio che non si impara sui libri. Domani le festeggeremo, ma stasera le ringraziamo davanti a Dio.
Il Vangelo ci dice che il Padre fece festa. Mise l’anello al dito del figlio e i calzari ai piedi. Ecco, le donne sono quelle che preparano la festa. Sono quelle che rimettono l’anello della dignità a chi si sente un fallito. Sono le “mamme” di tutti quei bambini che sosteniamo con la ricerca scientifica.
Conclusione: Il Vestito più Bello
Il Padre del Vangelo ordina: “Portate qui il vestito più bello”. Domani quel vestito avrà i colori della mimosa. Ma il vestito più bello è quello della carità.
Stasera, mentre le Paralimpiadi ci mostrano la gloria del sacrificio e la manteca ci ricorda la dolcezza delle nostre tradizioni, chiediamo a Dio di darci un cuore come quello di quel Padre. Un cuore che sappia correre incontro a chi è stanco, che sappia festeggiare ogni piccolo passo avanti della ricerca, che sappia onorare ogni donna per il miracolo che compie ogni giorno nel silenzio.
Eugenio sorride guardando queste mimose. Lui che amava la sua mamma sopra ogni cosa, stasera abbraccia idealmente tutte le mamme che lottano. Non sentitevi mai come il figlio maggiore, geloso e chiuso: entrate nella festa! Perché ogni bambino guarito, ogni scoperta scientifica, ogni gesto d’amore è un fratello che era morto ed è tornato in vita.
Preghiera della sera 7 Marzo 2026
Signore Gesù, in questa vigilia dedicata alla donna, Ti ringraziamo per il dono della maternità e per la forza instancabile delle nostre compagne di viaggio. Grazie per le loro mani che, come quelle del Padre misericordioso, sono sempre pronte ad abbracciare e mai a respingere.
Ti preghiamo per gli atleti delle Paralimpiadi: la loro determinazione sia per noi uno sprone a non arrenderci mai davanti alle fatiche dell’Associazione. Fa’ che sappiamo vedere oltre il limite fisico, scorgendo la luce divina che brilla in ogni creatura.
Benedici le tradizioni della nostra terra, i frutti del lavoro e della pazienza. Insegnaci a custodire il cuore morbido della fede dentro la costanza del nostro impegno quotidiano contro la malattia. Ti affidiamo la ricerca scientifica: sia essa il “vestito più bello” che restituiamo a ogni bambino ferito.
Eugenio, angelo del sorriso, tu che hai amato con purezza immensa, intercedi per tutte le mamme stasera. Per quelle che gioiscono e per quelle che piangono. Porta loro un rametto di mimosa dal giardino del Cielo e sussurra al loro cuore che l’amore vince tutto, anche la morte.
Dona a noi una notte serena, pronti a svegliarci domani con il desiderio di onorare la vita in ogni sua forma e in ogni volto di donna che incontreremo.
Amen.







