Meditiamo sulla preghiera della sera 21 febbraio 2026
Ciao Domenico: Quando il Cuore si ferma, inizia l’Eternità
Stasera le mie dita tremano sulla tastiera. Ho appena letto la notizia: Domenico non ce l’ha fatta. Mamma Patrizia ha pronunciato quelle parole che nessun genitore dovrebbe mai nemmeno pensare: “È finita“. In quel breve istante, il mondo è crollato un’altra volta, non solo a Napoli, ma in ogni casa dove si prega per la vita dei più piccoli.
Mentre guardo lo schermo, i miei occhi cadono inevitabilmente sulla foto di Eugenio. Sento un groppo alla gola che non riesco a mandare giù. So cosa stanno provando in questo momento i genitori di Domenico. Conosco quel vuoto assordante, quella sensazione di essere stati derubati del futuro. Ma so anche che, proprio in questo buio fitto, la nostra fede è chiamata a non spegnersi, a restare salda, anche se bagnata dalle lacrime.
Il Mistero di un Cuore che non ha ripreso a battere
Si era parlato di un trapianto rivoluzionario, di un “cuore congelato” che avrebbe dovuto ridare la vita. La scienza ha fatto tutto il possibile, ha sfidato i limiti della natura, ma stasera dobbiamo inchinarci davanti al mistero. La vita non è un meccanismo che possiamo sempre aggiustare; è un soffio divino che, a volte, sceglie di tornare al Padre prima di quanto noi siamo pronti ad accettare.
Domenico ha lottato come un leone. Il suo piccolo corpo è stato l’arena di una battaglia epica tra la morte e la speranza. E anche se oggi piangiamo la sua partenza, non possiamo dire che abbia perso. Ha vinto nel momento in cui ha scosso le coscienze di un intero Paese, ha vinto nell’amore infinito di sua madre che non lo ha lasciato un secondo, ha vinto perché stasera migliaia di persone, che non lo hanno mai conosciuto, sono unite in preghiera per lui.
Il Legame Indelebile con Eugenio
Eugenio, figlio mio, stasera la tua “casetta eterna” ha un nuovo inquilino. Immagino il tuo sorriso mentre accogli Domenico, mentre gli spieghi che lì non ci sono più aghi, non ci sono più Ecmo, non c’è più quel freddo delle sale operatorie. Immagino che lo prenderai per mano per portarlo a giocare nei prati del Cielo, anche qualche tiro a basket gli insegnerai, dove ogni bambino ritrova la salute e la gioia piena.
Ricordo bene quel 17 ottobre. Ricordo il dolore di dover dire addio a un figlio di quattordici anni. Domenico ne aveva molti meno, ma il dolore di una madre e di un padre non si misura in anni. È un dolore assoluto. Stasera, il mio blog non è solo un diario di ricordi, ma diventa un ponte tra Dragoni e Napoli, tra il nostro Eugenio e il piccolo Domenico.
La Dignità del Fine Vita e la Speranza Cristiana
Domenico se n’è andato con dignità. La scelta di non staccare subito l’Ecmo, di tentare ogni via possibile fino all’ultimo, è stata una testimonianza di amore immenso. Spesso il mondo ci spinge a considerare la malattia oncologica pediatrica o le gravi insufficienze cardiache come delle “sconfitte” da nascondere. Noi diciamo di no. Ogni giorno vissuto da Domenico è stato un dono, ogni respiro una preghiera.
Come scrivo spesso su queste pagine, la morte non è l’ultima parola. Noi cristiani crediamo nella Risurrezione. Crediamo che Domenico e Eugenio siano vivi, più vivi di noi. La loro vita continua in un modo che noi non possiamo ancora comprendere appieno, ma che sentiamo vibrare nel cuore ogni volta che facciamo un’opera di bene nel loro nome. Il colore giallo della speranza stasera è velato di nero, ma è un nero che prepara l’alba. E la nuova fondazione voluta da mamma Patrizia ne è testimonianza viva, come sono vivi Domenico e Eugenio.
La Mia Preghierina della Sera
Signore Gesù, questa sera non ho grandi parole, ho solo lacrime e silenzio. Ti affido Domenico. Accoglilo tra le Tue braccia misericordiose, stringilo forte e sussurragli che la sua battaglia è finita, che ora è al sicuro, nella pace che supera ogni desiderio umano.
Ti prego con tutto il cuore per mamma Patrizia e per papà. Signore, entra in quel vuoto immenso che sentono stasera. Non lasciarli soli nella disperazione. Manda loro la forza che hai dato a me e a Giuseppina per non soccombere al dolore. Fa’ che sentano la vicinanza di una comunità intera e che, col tempo, possano trasformare questo strazio in una memoria feconda.
Insieme a Eugenio, ti porto il grido di tutti i genitori che hanno perso un figlio. Aiutaci a restare “saldi nella speranza, forti nel dolore”. Benedici i medici che hanno lottato per Domenico: dona loro la pace di sapere che hanno fatto tutto l’umano possibile, e illumina il loro cammino perché continuino a cercare cure per ogni piccolo malato.
Eugenio, angelo mio, stasera ti chiedo una cosa speciale. Vai incontro a Domenico. Sii il suo fratello maggiore. Fagli conoscere la bellezza del Paradiso. E poi, insieme, scendete a carezzare il cuore della sua mamma. Fate sentire loro che siete vivi, che siete felici e che ci aspettate. Insegnaci a guardare il cielo con i vostri occhi puri.
Proteggi la nostra Francesca, proteggi la nostra famiglia e tutte le famiglie che stasera piangono davanti a uno schermo o a un letto vuoto. Resta con noi, Signore, perché la notte è scesa su Napoli, ma la Tua luce non tramonta mai.
Amen.






