Oggi festeggiamo Santa Caterina Labourè Vergine delle Figlie della Carità, Veggente

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 22,1-7
 
L’angelo del Signore mostrò a me, Giovanni, un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.
 
E non vi sarà più maledizione.
Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello:
i suoi servi lo adoreranno;
vedranno il suo volto
e porteranno il suo nome sulla fronte.
Non vi sarà più notte,
e non avranno più bisogno
di luce di lampada né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà.
E regneranno nei secoli dei secoli.
 
E mi disse: «Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».

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VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,34-36
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
 
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Stare svegli e pregare. Il sonno interiore nasce dal girare sempre attorno a noi stessi e dal restare bloccati nel chiuso della propria vita coi suoi problemi, le sue gioie e i suoi dolori, ma sempre girare intorno a noi stessi. E questo stanca, questo annoia, questo chiude alla speranza. Si trova qui la radice del torpore e della pigrizia di cui parla il Vangelo. L’Avvento ci invita a un impegno di vigilanza guardando fuori da noi stessi, allargando la mente e il cuore per aprirci alle necessità della gente, dei fratelli, al desiderio di un mondo nuovo. È il desiderio di tanti popoli martoriati dalla fame, dall’ingiustizia, dalla guerra; è il desiderio dei poveri, dei deboli, degli abbandonati. Questo tempo è opportuno per aprire il nostro cuore, per farci domande concrete su come e per chi spendiamo la nostra vita. (Angelus, 2 dicembre 2018)

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“Vegliate e pregate in ogni momento” (Lc 21,36)

Mie care figlie, forse mi direte che siete poco raccolte, anche quando pregate, che non riuscite a stare un quarto d’ora senza distrarvi. Non meravigliatevi. I più grandi servitori di Dio sono a volte nelle stesse pene. Uno di questi giorni parlavo con un buon sacerdote , convertito da qualche anno, che passa tanto tempo a pregare Dio. Mi diceva che spesso non prova né piacere né soddisfazione, tranne quello di dire: “Mio Dio, sono qui alla vostra presenza per fare la vostra santissima volontà. E’ abbastanza che mi vedete qui”. Fate lo stesso. (…) Un mezzo facilissimo è prendere come soggetto della vostra preghiera la passione di nostro Signore. Non c’è una di voi che non sappia tutto ciò che è successo lì, sia per averlo sentito predicare, sia per averci meditato. Figlie mie, quale mezzo eccellente per pregare la passione di Nostro Signore! E’ una fontana della giovinezza dove troverete tutti i giorni qualcosa di nuovo. San Francesco non aveva altro per pregare che la passione di Nostro Signore e raccomanda a tutti i suoi cari figli spirituali di servirsene continuamente. E dove pensate, figlie mie, che il grande san Bonaventura prendesse tutta la sua scienza? Nel sacro libro della Croce. Farete bene ad abituarvi. Ve lo consiglio.

San Vincenzo de’ Paoli (1581-1660)
sacerdote, fondatore di comunità religiose
Colloqui con le Figlie della carità, conferenza del 22 gennaio 1645

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