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Santi Angeli custodi: memoria

Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato, a questa data, non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Un tempo questa festa veniva celebrata il 29 settembre, insieme con quella di San Michele, custode e protettore per eccellenza. Tre giorni fa, infatti, si è  celebrata la festa dei tre Arcangeli : Michele, Gabriele e Raffaele.

L’uso di una festa particolare dedicata agli Angeli Custodi si diffuse nella Spagna nel IV sec., e nel secolo successivo in Portogallo, più tardi ancora in Austria. Nel 1670, Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676) ne fissò la data al 2 ottobre.

La devozione per gli Angeli è più antica di quella per i Santi: prese particolare importanza nel Medioevo quando i monaci solitari ricercarono la compagnia di queste invisibili creature e le sentirono presenti nella loro vita di silenzioso raccoglimento.

Dopo il concilio di Trento, la devozione per gli Angeli fu meglio definita e conobbe nuova diffusione. Nella vita attuale, però, gli uomini trascurano sempre di più la propria angelica compagnia, e non avvertono, ormai, la presenza di un puro spirito, testimone costante dei pensieri e delle azioni umane.

Di solito si parla dell’Angelo Custode soltanto ai bambini; gli adulti, invece, dimenticano facilmente il loro consigliere, il loro invisibile compagno di viaggio, il testimone della loro vita. E anche questo aumenta il senso della desolazione e addirittura dell’angoscia che caratterizza il nostro tempo, nel quale si sono lasciate cadere, come infantili fantasie, tante consolanti e sostenitrici verità di fede.

È infatti, verità di fede che ogni cristiano, dal Battesimo, riceve il proprio Angelo Custode, che lo accompagna, lo ispira e lo guida, per tutta la vita, fino alla morte. « Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi » (Sal 90, 11).

Ci sono tante esperienze di santi. Chi non ricorda S. Gemma Galgani, ad esempio, cui l’angelo custode le faceva addirittura da portalettere? E più vicino a noi Padre Pio?

Qui di seguito ci sono 3 delle innumerevoli manifestazioni di angeli custodi, in correlazione con Padre Pio, rilevate sul sito >>> Padrepio

1.    Un italo-americano residente in California, incaricava spesso il suo Angelo Custode di riferire a Padre Pio ciò che riteneva utile fargli sapere. Un giorno, dopo la confessione, chiese al Padre se sentiva veramente quello che gli diceva tramite l’angelo. “E che” – rispose Padre Pio – “mi credi sordo?” E Padre Pio gli ripeté quello che pochi giorni prima gli aveva fatto sapere tramite il suo Angelo.

2.     Padre Lino raccontava. Stavo pregando il mio Angelo Custode perché intervenisse presso Padre Pio a favore di una signora che stava molto male, ma mi sembrava che le cose non mutassero affatto. «Padre Pio, ho pregato il mio Angelo Custode perché le raccomandasse quella signora – gli dissi appena lo vidi – è possibile che non l’abbia fatto? – “E cosa credi, che sia disobbediente come me e come te?”»

3.     Padre Eusebio raccontava. Stavo andando a Londra in aereo, contro il consiglio di Padre Pio che non voleva che usassi questo mezzo di trasporto. Mentre sorvolavamo il canale della Manica una violenta tempesta mise l’aereo in pericolo. Tra il terrore generale recitai l’atto di dolore e, non sapendo cosa altro fare, mandai a Padre Pio l’Angelo Custode. Tornato a San Giovanni Rotondo andai dal Padre. “Guagliò”- mi disse – “Come stai? È andato tutto bene?” – “Padre ci stavo rimettendo la pelle” – “E allora perché non obbedisci?” – “Ma le ho mandato l’Angelo Custode…” – “E meno male che è arrivato in tempo!

Più che utile, è necessario affidarsi ogni giorno, fin dal mattino, al proprio Angelo Custode con una delle più belle preghiere dettate dalla Chiesa :

“Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste . Così sia”. 

Santi Angeli custodi

fonte © vangelodelgiorno.org


È un dogma di fede, l’esistenza degli angeli, definita più volte e a più riprese dalla Chiesa, dal Concilio di Nicea e fino al Vaticano I.

Tutto ciò che li riguarda fa parte di uno studio proprio, detto “angeologia”, di cui si sono occupati i Padri della Chiesa e i più grandi teologi che hanno riflettuto molto sulla spiritualità di questi, facendone materia centrale del Magistero, in cui si afferma che gli angeli sono esseri di tutto spirito, senza corpo, immortali e immutabili, che si rendono visibili solo per esplicare il proprio operato.

Chi sono gli Angeli e quanti sono?

Il termine “angelo” sta a indicare una creatura celeste particolarmente vicina a Dio; ricorre nel Nuovo Testamento ben 175 volte; nell’Antico addirittura 300.

Proprio qui, inoltre, se ne individua anche la funzione di milizia celeste suddivisa in nove gerarchie: Cherubini, Serafini, Troni, Dominazioni, Potestà, Virtù Celesti, Principati, Arcangeli, Angeli.

Puri spiriti, provvisti di intelligenza e di volontà, di loro si parla spesso come di messaggeri o esecutori degli ordini divini, comparendo, infatti, nei momenti cruciali della storia della salvezza.

Il Concilio Lateranense IV, inoltre, definisce come verità di fede il fatto che alcuni angeli, abusando della propria libertà, possano cadere nel peccato: è quanto accaduto a Lucifero, il più bello tra loro, che peccando di orgoglio contro Dio, è caduto nelle profondità dell’inferno.

Tornando alle gerarchie angeliche, infine, queste si distinguono per i loro compiti e per altri segni identificativi: ad esempio i Serafini, essendo i più vicini a Dio, sono colorati di rosso, a indicare un amore particolarmente ardente; i Cherubini, invece, hanno le ali cosparse di occhi come quelle del pavone.

L’Angelo Custode

Tra i compiti attribuiti agli angeli dalla Sacra Scrittura, c’è pure quello di accompagnare l’uomo sulla via del bene e di offrire al Signore le nostre preghiere e i nostri sacrifici: è questo il ruolo dell’Angelo Custode che, pur essendo una verità di fede oggi trova poco spazio, relegato al catechismo che si insegna ai bambini.

Nel Battesimo, infatti, ogni cristiano riceve in dono da Dio il proprio Angelo Custode, presenza silenziosa che lo accompagnerà e lo guiderà per tutta la vita: un compagno di viaggio, una figura esemplare, ma anche un fratello maggiore.

Nei secoli, pur essendo invisibili, gli angeli sono stati rappresentati in vari modi: per lo più in atteggiamento adorante verso Dio, ma anche addolorati nelle rappresentazioni delle deposizioni; spesso, infine, come musicisti nel presepe o guerrieri nella lotta contro il demonio.

Origini della memoria liturgica

La memoria dei Santi Angeli si celebra il 2 ottobre fin dal 1670, per volere di Clemente X, mentre la Chiesa ortodossa ha preferito la data dell’11 gennaio.

Precedentemente questa festa veniva celebrata il 29 settembre assieme a quella dei tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, dai quali si differenziò diventando espressamente la memoria degli Angeli Custodi prima nella Spagna del ’400, diffondendosi poi in Portogallo, in Austria e da qui in tutta Europa.

Di fatto, la devozione per gli angeli è più antica di quella per i Santi ed ebbe particolare importanza nel Medioevo grazie ai monaci eremiti che conducevano una vita di raccoglimento, silenzio e preghiera in compagnia solo del loro Angelo Custode.

Angelo di Dio,
che sei il mio custode,
illumina,
custodisci,
reggi e governa me,
che ti fui affidato dalla Pietà celeste.
Amen.

fonte © Vatican News – Dicasterium pro Communicatione

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