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Lecti et audientes Missam Sanctam in nocte Paschatis anno 2023

Lectio prima

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.

Lectio libri Genesis
Gen 1,1-2,2

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.

Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie».

E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle.

Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Dio disse: «Le acque brùlichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».

Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brùlicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltìplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie.

Dio vide che era cosa buona.
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
masculum et feminam creavit eos.

Dio li benedisse e Dio disse loro:
« Crescite et multiplicamini;
replete terram et subicite eam
et praeessent piscibus maris et volatilibus caeli
et super omnem animam viventem quae reptat super terram ».

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde».

E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.

Verbum Dei.

Psalmus responsorius
Lectio libri Sapientiae 103 (104).

R. Emitte Spiritum tuum, Domine.
terram renovare.

Benedic, anima mea, Dominum!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Indutus es majestate et splendore;
amictus lumine sicut pallio. R.

Fundamenta eius in terra fundavit;
numquam fallet.
Oceanum quasi stola induisti;
supra montes aquae erant. R.

mittis aquas fontanas in valles
quia inter montes confluunt.
Super volatilia caeli
et cantant inter frondes. R.

A domibus vestris montes irrigatis;
et fructu operum tuorum satiabitur terra.
Vos gramen pecori
et plantae quam colit homo
ut alimenta de terra. R.

Quam multa sunt opera tua, Domine!
Omnia sapienter feceris;
plena est terra creaturis tuis.
Benedic, anima mea, Dominum. R.

Lectio secunda
Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede.
 
Lectio libri Genesis
Gn 22,1-18;
 In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi».

Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme.
Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme.

Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».

Respiciens autem Abraham, vidit arietem unum de cornibus suis in rubo. Abiit Abraham et tulit arietem et obtulit in holocaustum pro filio suo.

Appellavitque Abraham locum illum "Dominus videt"; ideo hodie dicitur, "In monte Dominus se visum."
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.

Et benedicentur in semine tuo omnes gentes terræ, quia obedisti voci meæ.

Verbum Dei.

Psalmus responsorius
Lectio libri Sapientiae.
 
R. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
 
Dominus hereditas mea et calix meus;
in manibus tuis vita mea est.
Dóminum ante me semper posuísti;
stante meo iure, non posse labare. R.
 
Hoc enim laetatur cor meum
et exsultavit anima mea;
etiam corpus meum tuto requiescit;
quare non derelinques animam meam in inferno
nec dabis fidelibus foveam. R.
 
Ostendes mihi semitam vitae;
gaudium plenum in conspectu tuo;
sine fine dulcedinis dexterae tuae. R.
 
Oremus.
O Dio, Padre dei credenti,
quam extendit ad omnes homines donum adoptionis filialis
multiplicare filios tuos in terra,
et in paschali Baptismi sacramento
Abrahae dictum est adimplere repromissionem
di renderlo padre di tutte le nazioni,
det populo tuo digne respondere
ad gratiam vestram vocatis.
Pro Christo Domino nostro.

Tertia Lectio
Filii autem Israel perrexerunt per siccum in medio eius.
 
Lectio libri Exodi
Ex

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.

Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.

Mane autem vigilans Dominus de columna ignis et nubis intuitus est castra Aegyptiorum et fugavit eam. rotas curruum suorum confregit, ut vix eos impellere possent. Dixerunt ergo Ægyptii : Fugiamus Israëlem : Dominus enim pugnat pro eis contra nos.

Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare.

Reversaeque sunt aquae et submersae sunt currus et equites totius exercitus pharaonis, qui ingressi sunt mare post Israel; Filii autem Israel ambulaverunt per siccum in medio maris, et aquae murus erat ad dextram et ad sinistram.

In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.
Tunc cecinerunt Moyses et filii Israel carmen hoc Domino et dixerunt:
 
Psalmus responsorius
De Ex 15, 1-6.17-18 .
 
R. Cantemus Domino: stupenda victoria ejus.

„Cantare volo Domino;
quod egregie triumphavit;
equi et equitem
in mare projecit.
Fortitudo mea et laus mea Dominus,
ille mihi salus.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare! R.
 
Dominus fortis;
Dominus nomen est illi.
Currus pharaonis et exercitus eius
eos in mare projecit;
electis pugnatoribus
submersae sunt in mari rubro. R.
 
Abyssi operuerunt eos;
descenderunt sicut saxum.
Dextera tua, Domine,
gloriosus in potentia;
dextera tua, Domine,
hostes delere. R.

Admitte eum et plantabis eum
in monte haereditatis tuae;
locus ille domicilii;
Domine, parasti;
sanctuarium manus tuas;
Domine, fundaverunt.
Dominus regnat
aeternus et umquam!" R.

Oremus.
O Dio, anche ai nostri giorni
antiqua tua videamus miracula;
ciò che hai fatto con la tua mano potente
unum populum ab oppressione pharaonis liberare;
nunc per aquam Baptismi
pro salute omnium populorum;
fac ut omnes homines suscipiantur inter filios Abrahae
et dignitatem electorum participent.
Pro Christo Domino nostro.

Quarta Lectio
Aeterna pietate Dominus, Redemptor tuus, tibi misertus est.
 
Lectio libri Isaiae prophetae
Is 54,5-14

Vir tuus est creator tuus;
Dóminus virtútum nomen eius;
redemptor tuus Sanctus Israel,
è chiamato Dio di tutta la terra.

Quasi perdite mulieri
et anima afflicta te Dominus revocavit.
Estne mulier quae in adolescente nupta repudiata est?
– dice il tuo Dio.

Ad punctum in modico dereliqui te,
ma ti raccoglierò con immenso amore.
In ira fit
abscondi faciem meam parumper a te;
sed perpetua affectione
Misertus sum tui;
dicit redemptor tuus, Dominus.

Nunc est mihi sicut in diebus Noe;
quando iuravit essem ultra
aquas Noe in terra;
ideo nunc iuro non ultra tibi succensere
neve te amplius minetur.

Etsi montes transferunt montesque ruunt;
nec amor meus te deseret;
nec labatur testamentum meum, dicit Dominus, qui miseretur vestri.

Anxius, perculsus, turbidus, dissolutus;
ecce pono lapides tuos super stibium
et in saphiris pono fundamentum tuum.
propugnacula propugnaculorum ponam te.
fores tuae erunt berilli,
omne cingulum tuum de lapidibus pretiosis;

Omnes filii vestri erunt discipuli domini;
magna felicitas liberorum tuorum;
sarai fondata sulla giustizia.
Declina a calumnia, quia non timeas;
territus, quia ad te non appropinquabit.
 
Verbum Dei.


Psalmus responsorius
Lectio Ps.
 
R. Exaltabo te Domine, quoniam suscepisti me.
 
Exaltabo te, Domine, quoniam suscepisti me.
Non permisisti inimicos meos super me.
Domine, vitam meam erexisti ab inferis;
vivificasti me, et non descendi in lacum. R.

Cantate Domino, fideles eius;
sanctitatis suae memoriam celebret;
quia instanti ira eius durat;
suam ad vitam bonitatem.
Ad vesperum convivae flent
et ad matutinum gaudium. R.
 
Exáudi, Dómine, miserére mei;
Domine, in adiutorium meum intende!
Mutasti planctum meum in choros;
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre. R.
 
Oremus.
Dio onnipotente ed eterno, moltiplica a gloria del tuo nome
prolem fidem patrum promissam
liberorum tuorum numerum auge ;
perché la Chiesa veda realizzato il disegno universale di salvezza,
in quibus patres nostri firmiter speraverunt.
Pro Christo Domino nostro.
 
Quinta Lectio
Venite ad me, et vivetis; Statuam vobis pactum sempiternum.
 
Lectio libri Isaiae prophetae
Is 55,1-11

Haec dicit Dominus:
"Omnes sitientes venite ad aquas;
qui pecuniam non habetis, venite;
emere et comedere;
veni, emite sine pecunia, sine pretio;
vinum et lac.

Cur appenditis argentum non in pane?
lucrum tuum quod non satiatur?
Venite, audite me et comedetis bona
et gustabis cibos sucos.

3 Inclinate aurem vestram, et venite ad me;
audi et vives.
Statuam vobis pactum sempiternum,
de beneficiis David.

Ecce testem feci eum in populis.
princeps et princeps gentium.
Ecce, vocabis homines quos nesciebas;
gentes quae te non cognoverunt ad te venient
a causa del Signore, tuo Dio,
ad Sanctum Israel, Qui glorificat te.

quaerite Dominum dum inventus est
invocate eum dum prope est.
Derelinquat impius viam suam
et iniquus cogitationes suas;
revertere ad Dominum, qui miserebitur eius
e al nostro Dio che largamente perdona.

Quia cogitationes meae non sunt cogitationes tuae,
viae tuae non viae meae.
Oraculum Domini.

Quantum coelum supra terram?
tantum viae meae superant vias tuas.
cogitationes meae dominantur cogitationes tuas.

Nam sicut pluvia et nix de caelo descendunt
nec illuc sine rigata terra revertitur;
quin foecundata et germinet;
quia semen dat seminantibus
et panem manducantibus;
sic erit in verbo meo, quod procedit de ore meo;
non revertetur ad me frustra;
sine quod volo
et sine effectu quod misi ad faciendum.
 
Verbum Dei.
 
Psalmus responsorius
Ab Is 12, 2-6 .

R. Laetantes trahemus de fontibus salutis.
 
Ecco, Dio è la mia salvezza;
confidam, non timebo;
Fortitudo mea et laus mea Dominus;
ille mihi salus. R.
 
Haurietis aquas in gaudio
ad fontes salutis.
Confitemini Domino et invocate nomen eius;
annuntiate inter gentes opera ejus,
admoneat nomen eius sublime. R.

Cantate Domino, quoniam magnifice fecit;
cognoscat eos omnis terra.
cantate et exultate qui habitatis in Sion
magnus enim in vobis est Sanctus Israel. R.
 
Oremus.
Dio onnipotente ed eterno, unica speranza del mondo,
quam per prophetas
mysteria quae hodie celebramus revelasti;
ad te sitim nostram vivifica;
quia nonnisi cum actione Spiritus tui
in viis boni possumus progredi.
Pro Christo Domino nostro.
 
Lectio sexta
Ambulate in splendore lucis Domini.
 
Ex libro Baruch prophetae
Bar 3, 9-15.32-4.4 Audi, Israel, mandata vitae;
inclina aurem tuam ad cognoscendam prudentiam.

quare, Israel? Quia es in terra hostili
An senuisti in terra aliena?
quia cum mortuis te polluisti
et tu es in numero descendentium ad infernum? Fons sapientiae reliquisti.
Se tu avessi camminato nella via di Dio,
in pace semper habites.

Disce ubi sit prudentia,
ubi virtus, ubi mens?
intelligere etiam ubi sit vivacitas et vita;
ubi est lumen oculorum et pax.
Sed quis id ipsum,
quis in thesauros eius penetravit?

Sed qui omnia novit, illud scit
et perscrutabatur eam ingenio suo.
qui formavit terram in aeternum
implevit quadrupedibus;
qui lucem mittit et currit;
et cum tremore obedivit illi.

stellae in stationibus suis fulgebant
et gavisi sunt.
quos vocans responderunt: «Adsumus!»;
et gavisi sunt propter eum qui fecit ea.
Egli è il nostro Dio,
et nemo alius cum eo.

invenit omnem viam sapientiae
et dedit eam Jacobo puero suo.
filiis Israel dilecto suo.
Hoc enim apparuit in terra
et cum hominibus conversatus est.

Essa è il libro dei decreti di Dio
et lex quae stat in aeternum;
omnes qui tenuerint illam vitam habebunt.
qui relinquunt eam, peribunt.

revertere Iacob et suscipe eam
ambulate in splendore lucis eius.

Noli alteri dare gloriam tuam
neque iura vestra exterae nationi.
Beati sumus, Israel!
perché ciò che piace a Dio è da noi conosciuto.

Verbum Dei.

Psalmus responsorius
Lectio Ps.

R. Verba vitae aeternae habes Domine.

lex domini perfecta est
animum reficit;
testimonium Domini firmum est.
simplices sapientes facit. R.

Praecepta Domini recta sunt;
lætificant cor;
praeceptum domini manifestum est.
illumina oculos tuos. R.

Timor Domini sanctus est,
manet in aeternum;
iudicia Domini fidelia;
recte sunt omnes. R.

Pretiosior auro;
auri optimi;
dulcius melle
et madens favus. R.

Oremus.
O Dio, che accresci sempre la tua Chiesa
vocans filios novos ab omnibus gentibus;
custodi in tutela
quos regenerasti ex aqua Baptismi.
Pro Christo Domino nostro.

Lectio septima
Aspergam super te aquam mundam et dabo tibi cor novum.

Ex libro Ezechielis prophetae
Ez 36,16-17a.18-28

Hoc verbum Domini factum est ad me;
Fili hominis, domus Israël, habitaverunt in terra sua, et polluerunt eam in viis suis et in studiis suis : Et effudi iram meam super eos pro sanguine, quem fuderunt in terra et pro idolis, quibus polluerunt eam. Dispersi eos in gentes, et in alias regiones dispersi sunt, factis eorum et factis judicavi eos.

Giunsero fra le nazioni dove erano stati spinti e profanarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: “Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese”.

me autem in nomine sancto meo habito, quod polluit domus Israel in gentibus ad quas venerunt.
Perciò annuncia alla casa d’Israele: “Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, casa d’Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni presso le quali siete giunti. Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.

Tollam quippe vos de gentibus, et congregabo vos de universis terris, et adducam vos in terram vestram. Aspergam super te aquam mundam, et mundaberis; et mundabo vos ab omnibus inquinamentis vestris et ab omnibus idolis vestris; Cor novum dabo vobis, et spiritum novum ponam in medio vestri: et auferam cor vestrum a vobis lapideum, et dabo vobis cor carneum.

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio”».

Verbum Dei.

Psalmus responsorius
Ex Psalmis 41-42

R. Sicut cervus desiderat ad fontes aquarum,
così l’anima mia anela a te, o Dio.

L’anima mia ha sete di Dio,
del Dio vivente:
Cum venerit et vide
il volto di Dio? R.

ambulabam per turbam;
la precedevo fino alla casa di Dio,
in canticis laetitiae et laudis
festivae turbae. R.

Mitte lucem tuam et veritatem tuam;
deducant me
deduc me in montem sanctum tuum;
ad domum tuam. R.

Verrò all’altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.
psallam tibi in cithara;
Deus, Deus meus. R.

Lectio secunda

Christus resurrexit a mortuis iam non moritur.Oremus.

Deus qui hanc sacratissimam noctem illustra
cum gloria resurrectionis Domini.
ravviva nella tua Chiesa lo spirito di adozione filiale,
quia renovatus corpore et anima;
fideli semper servitio tuo sumus.

Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui est Deus.
et tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti,
per omnia secula seculorum.

Epistola
Christus resurrexit a mortuis iam non moritur.

Ex Epístola sancti Pauli Apóstoli ad Rom
Rom 6, 3-11 .;
Fratres, an ignoratis quia quicumque baptizati sumus in Christo Jesu, in morte ipsius baptizati sumus?

Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione.

Scimus: senex in nobis crucifixus est cum eo, ut hoc corpus peccati evacuetur, nec amplius peccati serviamus. Qui enim mortuus est, justificatus est a peccato.

Si autem mortui sumus cum Christo, credimus quoniam et nos cum illo vivemus, scientes quoniam Christus resurgens ex mortuis iam non moritur; mors iam non habet potestatem. Mortuus est enim et mortuus est semel, et semel pro peccato; nunc autem vivit, et vivit Deo, ita et vos existimate vos mortuos quidem esse peccato, viventes autem Deo, in Christo Jesu.

Verbum Dei.

Acclamatio evangelii

Alleluja, alleluja, alleluja.

Confitemini Domino quoniam bonus;
perché il suo amore è per sempre.
Dic Israel:
«Il suo amore è per sempre». R.

Alleluja, alleluja, alleluja.
 
Dextera Domini exaltata est.
dextera Domini fecit mirabilia.
non moriar sed vivam
et annuntiabo opera Domini. R.
 
Alleluja, alleluja, alleluja.
 
Lapis reprobatus ab structoribus
hic factus est in caput angularis.
Actum est hoc a Domino;
mirabile in oculis nostris. R.

Alleluja, alleluja, alleluja.

Evangelium'

Surrexit, et praecedit te in Galilaeam.

Lectio sancti Evangelii secundum Matthaeum
Mt 28,1-10

Post sabbatum, prima luce prima sabbati, Maria Magdalene et altera Maria ierunt visitare sepulcrum.

Et ecce terræmotus factus est magnus. Angelus enim Domini descendens de coelo accessit, revolvit lapidem, et sedit super eum. Erat autem aspectus eius sicut fulgur, et vestimentum eius candidum sicut nix. Præ timore autem ejus exterriti sunt custodes et quasi mortui manserunt.

Dixit angelus mulieribus: « Nolite timere! Scio te Iesum crucifixum quaerere. Non est hic. Resurrexit quidem, sicut dixit; veni, vide locum ubi positus est. ite cito et dicite discipulis eius: “ Resurrexit a mortuis, et ecce praecedit vos in Galilaeam; ibi videbis". Ecce tibi dixi".
Festinate, relicto sepulcro cum timore et gaudio magno, mulieres cucurrerunt discipulis suis nuntiare.

Et ecce Jesus occurrit illis, et dixit : Salvete. Illæ autem accesserunt, et osculati sunt pedes ejus, et adoraverunt eum. Tunc ait illis Iesus: « Nolite timere; ite et nuntiate fratribus meis ut eant in Galilaeam ibi me videbunt

Verbum Domini.

Notte di Pasqua 2023
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