Legere tempus: III minuta

Lege et audi fabulam "Sals mercatoris Asini" ab Aesopo

Esopo è stato un antico favolista greco, tradizionalmente datato tra il VI e il V secolo a.C. La sua esistenza storica è oggetto di dibattito tra gli studiosi, ma le sue favole, note come “le favole di Esopo”, sono famose in tutto il mondo e hanno lasciato un’impronta indelebile nella letteratura e nella cultura occidentale.

Le favole di Esopo sono brevi racconti moralistici che spesso presentano animali antropomorfi (cioè animali con caratteristiche umane) come protagonisti. Ogni favola narra una piccola storia con un insegnamento morale o una lezione di vita alla fine. Queste storie sono state tramandate oralmente per generazioni prima di essere raccolte e scritte da autori successivi.

Esopo è noto per aver utilizzato le favole come strumento per trasmettere saggezza, etica e valori morali. Molte delle sue favole sono ancora lette e studiate oggi, e molte di esse sono diventate parte integrante della cultura popolare. Alcune delle sue favole più famose includono “La volpe e l’uva”, “La lepre e la tartaruga” e “Il leone e il topo”.

Aesopi fabulae numerosos auctores ac scriptores saeculis induxerunt, additis Phaedrus nell’antica Roma e Ioannes de La Fontaine in 17th century France. Hae fabulae adaptationes etiam in variis instrumentis, inclusa membrana, cartoons, et fabulas inspiraverunt.

In summa, Aesop clarus fuit fabulosus Graecus, cuius fabulae per saecula latae sunt, et homines omnium temporum circa mundum excitare ac fovere perseveraverunt.

Legamus simul

Olim mercator erat qui asinum mercaturam suam in vicinas urbes vendere solebat. Quadam die mercator asinum cum duobus saccis salis oneravit, et iussit eum veteri emptori tradere, cuius quadrupes sciebat illuc venire. Asinus gravatus iumentis lente procedebat, donec in quodam loco, dum rivum transiret, in aquam decidit.

Rialzandosi si accorse con sollievo che il peso sulla schiena si era alleggerito di molto. In pratica, buona parte del sale nei sacchi si era disciolto nell’acqua. Dopo aver fatto la sua consegna, tornò dal padrone che lo caricò nuovamente con altri due sacchi di sale. Nonostante il peso, questa volta l’asino andò più spedito, poiché aveva fretta di arrivare al fiume per ripetere la stessa operazione precedente. Infatti, dopo essersi immerso nell’acqua, il peso diminuì parecchio.

Hoc etiam tempore sequenti agebat, donec non usitatis crumenis salis, sed duobus cophinis plenus bombace onustus erat. Iam asinus pondere carere intellexerat, ne animadvertit quidem hoc tempore aliud a primo onere habuisse. Pervenit ad flumen, et in eum firmiter demersus est. Sicut spongia, bombacio tantam illam aquam absorbere incepit, ut asinus non amplius valeret ad pondus sustinendum. Pauper animal ex aqua emergere non poterat.

asino del mercante di sale
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