Leggi e ascolta La Parola del 8 settembre 2022

Natività della Beata Vergine Maria, festa

Prima Lettura

Partorirà colei che deve partorire.

Dal libro del profeta Michèa
Mic 5,1-4a

E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti.

Perciò Dio li metterà in potere altrui,
fino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.

Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!

Parola di Dio.

Oppure:

Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,28-30

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale
Dal Sal 12 (13)

R. Gioisco pienamente nel Signore.

Guarda, rispondimi, Signore, mio Dio,
conserva la luce ai miei occhi. R.

Io nella tua fedeltà ho confidato;
esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
canterò al Signore, che mi ha beneficato. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Beata sei tu, o Vergine Maria,
e degna di ogni lode:
da te è nato il sole di giustizia,
Cristo nostro Dio.

Alleluia.
 

Vangelo

Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

La Parola del 8 settembre 2022
La Parola del 8 settembre 2022 2

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,1-16.18-23

Vangelo secondo Matteo 1,1-16.18-23

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

Parola del Signore.

Filosseno di Mabbug (? – ca 523)

vescovo in Siria

Omelie, n° 9; SC 44

Essere suo discepolo

Ascolta la voce di Dio che ti spinge ad uscire da te per seguire Cristo (…) e sarai un discepolo perfetto: “Chiunque non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”. Che cosa hai da dire? Che cosa puoi rispondere a questo? Tutte le tue esitazioni e le tue domande cadono davanti a questa sola parola. (…)

E Cristo dice altrove: “Chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà” (Gv 12,25s). Ed egli disse allora ai suoi: “Alzatevi, andiamo via da qui” (Gv 14,31). Con questa parola ha mostrato che né il suo posto né quello dei suoi discepoli era quaggiù. Signore, dove andremo dunque? “Dove sono io, là sarà anche il mio servo” (Gv 12,26).

Se Gesù ci grida: “Alzatevi, andiamo via da qui”, chi sarà così sciocco di consentire a restare con i morti nei sepolcri e a rimanere tra i cadaveri? Ogni volta dunque che il mondo vuole trattenerti, ricordati la parola di Cristo: “Alzatevi, andiamo via da qui”. (…)

Ogni volta che vuoi sederti, sistemarti, compiacerti a restare lì dove sei, ricordati questa voce pressante che ti dice: “Alzatevi, andiamo via da qui”. Tanto, in ogni modo, te ne dovrai andare; ma va come Gesù se ne va; va perché te l’ha detto, non perché la morte ti porta tuo malgrado. Che tu lo voglia o no, sei sulla strada di quelli che partono.

Parti dunque a causa della parola del tuo Maestro, e non per semplice costrizione. “Alzatevi, andiamo via da qui”. Questa voce sveglia gli addormentati: è la tromba che col suo suono scaccia il sonno della pigrizia.

E’ una forza non una parola: subito riveste colui che la sente di una forza nuova e lo spinge in un batter d’occhio da una cosa all’all’altra. (…) “Alzatevi, andiamo via da qui”: ecco che anche lui viene con te; Perché attardarti? Dio ti chiama ad andare con lui.

PAROLE DEL SANTO PADRE

La Parola svela Dio […] proprio attraverso le Scritture, ci svela il volto di Dio come di Colui che si prende cura della nostra povertà ed ha a cuore il nostro destino.

Non è un padrone arroccato nei cieli – quell’immagine di Dio brutta, no, non è così – ma un Padre che segue i nostri passi. Non è un freddo osservatore distaccato e impassibile, un Dio “matematico”.

È il Dio-con-noi, che si appassiona alla nostra vita e si coinvolge fino a piangere le nostre lacrime. Non è un dio neutrale e indifferente, ma lo Spirito amante dell’uomo, che ci difende, ci consiglia, prende posizione a nostro favore, si mette in gioco, si compromette con il nostro dolore.

Sempre è presente lì. Ecco «il lieto annuncio» (v. 18) che Gesù proclama davanti allo sguardo stupito di tutti: Dio è vicino e si vuole prendere cura di me, di te, di tutti. E questo è il tratto di Dio: vicinanza. (Omelia, Domenica della Parola di Dio, 23 gennaio 2022)

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