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Leggi e ascolta il Vangelo e La Parola del 6 settembre 2023

Mercoledì della XXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

La parola di verità è giunta a voi, come in tutto il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 1,1-8
 
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro. 

Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi a causa della speranza che vi attende nei cieli. 

Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo che è giunto a voi.

E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito.

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale
Dal Sal 51 (52)

R. Confido nella fedeltà di Dio, in eterno e per sempre.

Come olivo verdeggiante nella casa di Dio,
confido nella fedeltà di Dio
in eterno e per sempre. R.
 
Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli. R.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Cf. Lc 4,18)

Alleluia.

Il Vangelo di oggi

È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato.

La Parola del 6 settembre 2023
Gesù e la suocera di Simone

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,38-44
 
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. 

Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. 

Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via.

Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Parola del Signore.

Sant’Eucherio (?-ca 450)

vescovo di Lione

Elogio del deserto (trad. cb© evangelizo)

« Uscì e si recò in un luogo deserto »

Non potremmo affermare che il deserto è il tempio non limitato da mura del nostro Dio? Infatti, Colui che abita nel silenzio sicuramente ama i luoghi ritirati.

In quei luoghi egli si è spesso mostrato ai suoi santi ed è soprattutto nella solitudine che si è degnato d’incontrare gli uomini. E’ nel deserto che Mosè, con il volto inondato di luce, vede il Signore. (…) Lì è ammesso a conversare familiarmente con Dio: dialoga con Lui, si intrattiene con il Signore del cielo come un uomo è solito intrattenersi con i propri simili.

Lì riceve il bastone prodigioso; e dopo essere arrivato al deserto come pastore di pecore, lascia il deserto in qualità di pastore di popoli (Es 3; 33,11; 34). Allo stesso modo, il popolo di Dio, quando deve essere liberato dall’Egitto e dalle opere terrene, non si reca forse in luoghi ritirati, non si rifugia forse nella solitudine? Sì, è proprio nel deserto che egli si avvicina a quel Dio che l’ha strappato dalla schiavitù. (…)

E il Signore si metteva a capo del suo popolo, guidandone i passi attraverso il deserto. Sul cammino, di giorno e di notte, dispiegava una colonna di fuoco ardente o una nube luminosa, come segno venuto dal cielo. (…)

I figli d’Israele ottennero dunque di vedere il trono di Dio e di ascoltare la sua voce proprio mentre vivevano nella solitudine del deserto. (…) Dobbiamo forse aggiungere che essi non arrivano alla terra a cui aspiravano se non dopo aver soggiornato nel deserto?

Perché il popolo potesse un giorno entrare in possesso di un paese dove stillavano latte e miele, è stato prima necessario passare attraverso luoghi aridi e incolti. È sempre passando da accampamenti nel deserto che si giunge alla vera patria.

Abiti dunque in una terra inabitabile, colui che vuole «contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi» (Sal 27,13). Sia l’ospite del deserto, colui che vuole diventare cittadino dei cieli.

PAROLE DEL SANTO PADRE

(…) Predicare e guarire: questa è l’attività principale di Gesù nella sua vita pubblica. Con la predicazione Egli annuncia il Regno di Dio e con le guarigioni dimostra che esso è vicino, che il Regno di Dio è in mezzo a noi.

Entrato nella casa di Simon Pietro, Gesù vede che sua suocera è a letto con la febbre; subito le prende la mano, la guarisce e la fa alzare. Dopo il tramonto, quando, terminato il sabato, la gente può uscire e portargli i malati, risana una moltitudine di persone afflitte da malattie di ogni genere: fisiche, psichiche, spirituali.

Venuto sulla terra per annunciare e realizzare la salvezza di tutto l’uomo e di tutti gli uomini, Gesù mostra una particolare predilezione per coloro che sono feriti nel corpo e nello spirito: i poveri, i peccatori, gli indemoniati, i malati, gli emarginati.

Egli così si rivela medico sia delle anime sia dei corpi, buon Samaritano dell’uomo.

E’ il vero Salvatore: Gesù salva, Gesù cura, Gesù guarisce. L’opera salvifica di Cristo non si esaurisce con la sua persona e nell’arco della sua vita terrena; essa continua mediante la Chiesa, sacramento dell’amore e della tenerezza di Dio per gli uomini.

Curare un ammalato, accoglierlo, servirlo, è servire Cristo: il malato è la carne di Cristo. (Angelus, 8 febbraio 2015)

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