Leggi e ascolta la Parola del 25 giugno 2022

Cuore Immacolato della Beata vergine Maria, memoria 

Prima Lettura

Gioisco pienamente nel Signore.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 61,9-11

Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,
la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno
che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
1Sam 2,1.4-8

R. Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.

Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia forza s’innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io gioisco per la tua salvezza. R.

L’arco dei forti s’è spezzato,
ma i deboli si sono rivestiti di vigore.
I sazi si sono venduti per un pane,
hanno smesso di farlo gli affamati.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita. R.

Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta. R.

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farli sedere con i nobili
e assegnare loro un trono di gloria. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Beata la Vergine Maria:
custodiva la parola di Dio,
meditandola nel suo cuore. (Cf. Lc 2,19)

Alleluia.
 

Vangelo

Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

La Parola del 25 giugno 2022
La Parola del 25 giugno 2022 2

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,41-51

Vangelo secondo Luca 2,41-51

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa.

Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Parola del Signore.

San Giovanni Eudes (1601-1680)

sacerdote, predicatore, fondatore di istituti religiosi

Il cuore ammirabile, libro 11, cap 2

“Ecco la tua madre!”

Maria ci vede e ci ama in certo modo come suo figlio e come fossimo suoi figli, che hanno questa gloriosa qualità per due ragioni. Prima di tutto perché, essendo madre del Capo, della testa, ella è di conseguenza madre delle membra (cfr Col 2,19).

Poi perché il Salvatore, sulla croce, ci ha consegnati a sua madre come figli. Ce l’ha data non solo come regina e sovrana, ma nella qualità più vantaggiosa per noi che si possa immaginare, cioè in qualità di madre, dicendo ad ognuno di noi ciò che ha detto al discepolo prediletto: “Ecco la tua madre!”.

E ci dà a lei, non come servitori o schiavi, cosa che sarebbe un grande onore per noi, ma come figli. “Ecco il tuo figlio!”, le dice, parlando di ognuno di noi nella persona di san Giovanni, come se le dicesse: “Ecco le mie membra che ti do perché siano tuoi figli; li metto al mio posto, affinché li custodisci come fossi io e li ami con lo stesso amore con cui mi ami; amali come io li amo”.

Madre di Gesù, ci guardi e ami come tuoi figli e come fratelli del tuo figlio Gesù, con lo stesso cuore; e ci ami ed amerai per sempre con lo stesso amore con cui ami lui. Perciò, fratelli miei, ricorrete a quel cuore della madre più caritatevole, in tutti i vostri bisogni, necessità, perplessità ed angustie.

E’ un cuore che veglia sempre su di noi e sulle più piccole cose che ci riguardano. E’ un cuore tanto pieno di bontà, dolcezza, misericordia e generosità, che nessuno mai di coloro che l’hanno invocato con umiltà e fiducia ne è tornato senza consolazione.

PAROLE DEL SANTO PADRE

Nella famiglia di Nazareth non è mai venuto meno lo stupore, neanche in un momento drammatico come lo smarrimento di Gesù: è la capacità di stupirsi di fronte alla graduale manifestazione del Figlio di Dio.

È lo stesso stupore che colpisce anche i dottori del tempio, ammirati «per la sua intelligenza e le sue risposte» (v. 47).

Ma cos’è lo stupore, cos’è stupirsi? Stupirsi e meravigliarsi è il contrario del dare tutto per scontato, è il contrario dell’interpretare la realtà che ci circonda e gli avvenimenti della storia solo secondo i nostri criteri. (Angelus, 30 dicembre 2018)

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