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Leggi e ascolta la fiaba “il re carciofo”

Curiosando

Il carciofo è una pianta della famiglia delle Asteraceae, originaria del Mediterraneo, che viene coltivata per i suoi capolini fiorali commestibili.

Il nome deriva dall’arabo kharshuf, che significa “spinoso”. Il carciofo ha proprietà benefiche per la salute, grazie alla presenza di composti fenolici come la cinarina, che stimola la produzione di bile e favorisce la digestione.

Il carciofo si può consumare in diversi modi: lessato, fritto, al forno, in insalata, in padella o sotto forma di pesto. Il pesto di carciofi è una crema versatile che si può usare come condimento per la pasta, per farcire crostini o sandwich, o come accompagnamento per formaggi e salumi.

Per preparare il pesto di carciofi si possono usare i gambi, i fondi, i cuori di carciofo o i carciofini sott’olio, frullati con mandorle, aglio, olio extravergine d’oliva e acqua di cottura dei carciofi. Il pesto di carciofi ha un sapore delicato e aromatico, con un twist di croccantezza dato dalle mandorle.

Leggiamo insieme

Ciao a tutti, oggi vi voglio raccontare la fiaba del carciofo che voleva fare il re. Si tratta di una storia divertente e un po’ assurda, ma che nasconde una morale profonda. Siete pronti? Allora cominciamo.

C’era una volta un carciofo che viveva in un orto insieme ad altre verdure. Era un carciofo molto orgoglioso e vanitoso, che si credeva superiore a tutti gli altri. Un giorno, guardando il cielo, vide una corona di nuvole e pensò: “Come vorrei essere il re di questo orto! Sarei il più bello, il più ricco e il più potente di tutti. Tutti mi obbedirebbero e mi ammirerebbero. Sì, io sono nato per essere il re!“.

E così il carciofo cominciò a fare dei piani per realizzare il suo sogno. Prima di tutto, si procurò una corona di spine, che mise sulla sua testa spinosa. Poi si fece un mantello di foglie secche, che drappeggiò sulle sue spalle. Infine, si costruì uno scettro di legno, che impugnò con forza. Così vestito, si presentò agli altri ortaggi e disse: “Ascoltate bene, io sono il vostro nuovo re! Da oggi in poi dovrete fare tutto quello che vi dico io. Chi non mi obbedisce sarà punito severamente. Io sono il carciofo, il re dell’orto!

Gli altri ortaggi rimasero sbalorditi da tanta arroganza e presunzione. Nessuno voleva riconoscere il carciofo come re, ma avevano anche paura delle sue spine e del suo scettro. Così, per evitare guai, decisero di fingere di accettare la sua autorità. Ma in realtà lo disprezzavano e lo deridevano alle sue spalle.

Il carciofo non si accorse di nulla e continuò a imporre le sue leggi ingiuste e capricciose. Per esempio, vietò agli altri ortaggi di bere l’acqua della fontana, perché voleva averla tutta per sé. Oppure li costrinse a lavorare per lui, scavando buche, piantando semi e raccogliendo frutti. Oppure ancora li obbligò a cantare le sue lodi e a fargli dei regali.

Ma un giorno, mentre il carciofo stava seduto sul suo trono improvvisato, si sentì una voce forte e autoritaria che disse: “Chi sei tu per pretendere di essere il re dell’orto? Io sono il vero re, il padrone di questo terreno. E tu sei solo un carciofo insignificante e fastidioso. Ora ti farò vedere io chi comanda qui!

Era il contadino, che era venuto a raccogliere le verdure per portarle al mercato. Il carciofo cercò di scappare, ma era troppo tardi. Il contadino lo afferrò per il collo e lo strappò dalla terra con forza. Poi lo gettò in un cesto insieme ad altri carciofi destinati alla vendita.

Il carciofo capì di aver sbagliato tutto e si pentì amaramente del suo comportamento. Ma ormai era troppo tardi per rimediare. Mentre veniva portato via dal contadino, sentì le risate e gli scherni degli altri ortaggi, che erano felici di essersi liberati di lui.

E così finisce la fiaba del carciofo che voleva fare il re. La morale è che non bisogna essere orgogliosi e vanitosi, ma umili e rispettosi degli altri. Altrimenti si rischia di finire male come il povero carciofo.

Ascoltiamo insieme

mamma legge la fiaba
Le favole della buonanotte
Il re carciofo
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