Tempo di lettura: 22 minuti

Lee y escucha la oración del "Magnificat"

Italiano

Mi alma engrandece al Señor
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

porque miró la humildad de su sierva.
Desde ahora me llamarán bienaventurada todas las generaciones.

El Todopoderoso ha hecho grandes cosas por mí
y Santo es su nombre:

de generación en generación su misericordia
se acuesta sobre los que le temen.

Explicó el poder de su brazo,
ha dispersado a los soberbios en los pensamientos de sus corazones;

derrocó a los poderosos de sus tronos,
levantó a los humildes;

Ha colmado de bienes a los hambrientos,
despidió a los ricos con las manos vacías.

Ha ayudado a su siervo Israel,
recordando su misericordia,

como prometió a nuestros padres,
a Abraham y a su descendencia para siempre.

Gloria al Padre e al Figlio
y al Espíritu Santo.

Como era en el principio, y ahora y siempre
por los siglos de los siglos.

Amén.

Latín

magníficat 
anima mea dominum,
et exsultávit spíritus meus


en Deo salvatore meo,
quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ.


Ecce enim ex hoc beatam me dicent
todas las generaciones,


quia fecit mihi magna, qui potens est,
et sanctum nomen eius,


et misericórdia eius in progénies et progénies
timentibus eum.

Fecit poténtiam en su rama,
dispérsit superbos mente cordis sui;


depósuit poténtes de sede
et exaltávit humiles;


esuriéntes implévit bonis
et dívites dimísit inánes.

Suscépit Israel puerum suum,
recordátus misericordiae,


sicut locútus est ad patres nostras,
Abraham et sémini eius in saecula.

Glória Patri, et Fílio
et Spiritui Sancto.


Sicut erat en principio, et nunc et semper,
et in sǽcula sæculórum.

Amén.

magnificat
María visita a Isabel

Comentario sobre el Magníficat

In questa meditazione saliamo con Maria “verso la montagna” ed entriamo nella casa di Elisabetta.

La Madre di Dio ci parlerà in prima persona con il suo cantico di lode che è il Magnificat.

Oggi tutta la Chiesa si stringe intorno al successore di Pietro che celebra il suo 50° di sacerdozio e il cantico della Vergine è la preghiera che più spontaneamente sale dal cuore in circostanze come questa. Una meditazione su di esso è un nostro piccolo modo di partecipare anche in questo momento a tale ricorrenza.
Per comprendere il posto e lo scopo che il cantico della Vergine ha nel vangelo di Luca, è necessario premettere qualche cenno sui cantici evangelici in genere.

Los himnos dispersos en los evangelios de la infancia -Benedictus, Magnificat, Nunc dimittis- tienen la función de explicar poéticamente el sentido espiritual de los acontecimientos narrados -Anunciación, Visitación, Navidad-, dándoles forma de confesión de fe y de alabanza.


Como tales, son una parte integral de la narrativa histórica.

No son interludios ni pasajes sueltos, porque todo acontecimiento histórico se compone de dos elementos: el hecho y el sentido del hecho.

I cantici inseriscono già la liturgia nella storia. “La liturgia cristiana – è stato scritto – ha i suoi inizi negli inni della storia dell’infanzia”.

Tenemos, en otras palabras, en estos cánticos, un embrión de la liturgia navideña.

Realizan el elemento esencial de la liturgia que es ser una celebración festiva y creyente del acontecimiento de la salvación.
Molti problemi rimangono insoluti circa questi cantici, secondo gli studiosi: gli autori reali, le fonti, la struttura interna…

Noi possiamo prescindere, fortunatamente, da tutti questi problemi critici e lasciare che essi continuino a essere studiati con frutto da quelli che si occupano di questo genere di problemi.

Non dobbiamo attendere che siano risolti tutti questi punti oscuri, per poterci già edificare con questi cantici.

Non perché tali problemi non siano importanti, ma perché esiste una certezza che relativizza tutte quelle incertezze: Luca ha accolto questi cantici nel suo vangelo e la Chiesa ha accolto il Vangelo di Luca nel suo canone.
Questi cantici sono “parola di Dio”, ispirata dallo Spirito Santo.

¡El Magnificat es de María porque el Espíritu Santo se lo "atribuyó" a ella y esto lo hace más "suyo" que si lo hubiera escrito de su propia mano!

Infatti a noi non interessa tanto sapere se il Magnificat l’ha composto Maria, quanto sapere se l’ha composto per ispirazione dello Spirito Santo.

Aunque tuviéramos la certeza de que fue compuesta directamente por María, no nos interesaría por eso, sino porque en ella habla el Espíritu Santo.


Il cantico di Maria contiene uno sguardo nuovo su Dio e sul mondo; nella prima parte, che abbraccia i versetti 46-50, lo sguardo di Maria si porta su Dio; nella seconda parte, che abbraccia i restanti versetti, il suo sguardo si porta sul mondo e la storia.


Una nueva mirada a Dios


Il primo movimento del Magnificat è verso Dio; Dio ha il primato assoluto su tutto.

Maria non si attarda a rispondere al saluto di Elisabetta; non entra in dialogo con gli uomini, ma con Dio. Ella raccoglie la sua anima e la inabissa nell’infinito che è Dio.

Nel Magnificat è stata “fissata” per sempre un’esperienza di Dio senza precedenti e senza paragoni nella storia. È l’esempio più sublime del linguaggio cosiddetto numinoso.

È stato osservato che l’affacciarsi della realtà divina all’orizzonte di una creatura produce, di solito, due sentimenti contrapposti: uno di timore e uno di amore. Dio si presenta come “il mistero tremendo e affascinante”, tremendo per la sua maestà, affascinante per la sua bontà.

Quando la luce di Dio, per la prima volta, brillò nell’anima di Agostino, egli confessa che “tremò di amore e di terrore” e che anche in seguito il contatto con Dio lo faceva “rabbrividire e ardere” insieme.
Algo parecido encontramos en el cántico de María, expresado de manera bíblica, a través de los títulos.

Dio è visto come “Adonai” (che dice molto di più del nostro “Signore” con cui viene tradotto), come “Dio”, come “Potente” e soprattutto come Qadosh, “Santo”: Santo è il suo nome!

Nello stesso tempo, però, questo Dio santo e potente, è visto, con infinita fiducia, come “mio Salvatore”, come realtà benevola, amabile, come “proprio” Dio, come un Dio per la creatura.

Ma è soprattutto l’insistenza di Maria sulla misericordia che mette in luce questo aspetto benevolo e “affascinante” della realtà divina.

“La sua misericordia si stende di generazione in generazione”: queste parole suggeriscono l’idea di un fiume maestoso che sgorga dal cuore di Dio e attraversa tutta la storia umana.

Ahora este río ha llegado a un "bloqueo" y se reinicia a un nivel más alto.

"Se acordó de su misericordia": se cumplió la promesa a Abraham ya los Padres.
La conoscenza di Dio provoca, per reazione e contrasto, una nuova percezione o conoscenza di sé e del proprio essere, che è quella vera.

L’io non si coglie che di fronte a Dio, “coram Deo. In presenza di Dio, la creatura, dunque, conosce finalmente se stessa nella verità.

E così vediamo che avviene anche nel Magnificat.

Maria si sente “guardata” da Dio, entra ella stessa in quello sguardo, si vede come la vede Dio.

¿Y cómo se ve a sí misma en esta luz divina? Como "pequeño" ("humildad" significa aquí verdadera pequeñez y bajeza, ¡no la virtud de la humildad!) y como "siervo".

Si percepisce come un piccolo nulla che Dio si è degnato di guardare. Maria non attribuisce l’elezione divina alla sua virtù dell’umiltà, ma al favore divino, alla grazia.

Pensar diferente (como lo hicieron ciertos autores famosos) es destruir la humildad de María de una vez. La humildad tiene un estatus muy especial: es para quien no cree tenerla; los que creen que lo tienen no lo tienen.
Da questo riconoscimento di Dio, di sé e della verità, si sprigiona la gioia e l’esultanza: “Il mio spirito esulta…”.

Gioia prorompente della verità, gioia per l’agire divino, gioia della lode pura e gratuita.

Maria magnifica Dio per se stesso, anche se lo magnifica per ciò che ha fatto in lei, cioè a partire dalla propria esperienza, come fanno tutti i grandi oranti della Bibbia. Il giubilo di Maria è il giubilo escatologico per l’agire definitivo di Dio ed è il giubilo creaturale di sentirsi creatura amata dal Creatore, al servizio del Santo, dell’amore, della bellezza, dell’eternità.

È la pienezza della gioia.

San Bonaventura, che aveva esperienza diretta degli effetti trasformanti della visita di Dio all’anima, parla della venuta dello Spirito Santo in Maria, al momento dell’Annunciazione, come di un fuoco che la infiamma tutta.
Sopravvenne in lei – scrive – lo Spirito Santo come fuoco divino che infiammò la sua mente e santificò la sua carne conferendole una perfettissima purità […].

Oh, se tu fossi capace di sentire, in qualche misura, quale e quanto grande fu l’incendio disceso dal cielo, quale refrigerio recato […].

¡Si pudieras oír el canto jubiloso de la Virgen!
Anche l’esegesi scientifica più esigente e rigorosa si rende conto che qui ci troviamo davanti a parole che non si possono capire con i normali mezzi di analisi filologica e confessa: “Chi legge queste righe è chiamato a condividere il giubilo; solo la comunità concelebrante dei credenti in Cristo e dei suoi fedeli è all’altezza di questi testi” .

Es un hablar "en el Espíritu" que no se puede entender sino en el Espíritu.


Una nueva mirada al mundo


El Magnificat consta de dos partes.

Quello che cambia, nel passaggio dalla prima alla seconda parte, non è né il mezzo espressivo né il tono; da questo punto di vista, il cantico è un flusso continuo che non presenta cesure; continua la serie dei verbi al passato che narrano ciò che Dio ha fatto, o meglio ha “cominciato a fare”.

Quello che cambia è solo l’ambito dell’agire di Dio: dalle cose che ha fatto “in lei”, si passa a osservare le cose che ha fatto nel mondo e nella storia.

Si considerano gli effetti del definitivo manifestarsi di Dio, i suoi riflessi sull’umanità e sulla storia.

Qui osserviamo una seconda caratteristica della sapienza evangelica che consiste nell’unire all’ebbrezza del contatto con Dio la sobrietà nel guardare il mondo, nel conciliare tra loro il più grande trasporto e abbandono nei confronti di Dio al più grande realismo critico nei confronti della storia e degli uomini.


Con una serie di potenti verbi all’aoristo, Maria descrive, a partire dal versetto 51, un rovesciamento e un radicale mutamento delle parti tra gli uomini: “Ha rovesciato – ha innalzato; ha ricolmato – ha rimandato a mani vuote”.

Una svolta improvvisa e irreversibile, perché opera di Dio che non cambia e non torna indietro, come invece fanno gli uomini nelle loro cose.

En este cambio emergen dos categorías de personas: por un lado la categoría de los orgullosos-poderosos-ricos, por el otro la categoría de los humildes-hambrientos.
È importante che noi comprendiamo in che consiste un tale rovesciamento e dove si produce, perché diversamente c’è il rischio di fraintendere tutto il cantico e con esso le beatitudini evangeliche che sono qui anticipate quasi con le stesse parole.

Guardiamo alla storia: che cosa è accaduto, di fatto, quando ha preso a realizzarsi l’avvenimento cantato da Maria? C’è forse stata una rivoluzione sociale ed esterna, per cui i ricchi sono, di colpo, impoveriti e gli affamati sono stati saziati di cibo? C’è stata forse una più giusta distribuzione dei beni tra le classi? No.

Forse che i potenti sono stati rovesciati materialmente dai troni e gli umili innalzati? No;

Herodes siguió siendo llamado "el Grande" y María y José tuvieron que huir a Egipto por su culpa.
Se dunque quello che ci si aspettava era un cambiamento sociale e visibile, c’è stata una smentita totale da parte della storia.

Entonces, ¿dónde ocurrió esa inversión? (¡Porque sucedió!).

È accaduto nella fede! Si è manifestato il regno di Dio e questa cosa ha provocato una silenziosa, ma radicale rivoluzione.

Come se si fosse scoperto un bene che, di colpo, ha svalutato la moneta corrente.

El rico parece un hombre que ha ahorrado una gran suma de dinero, pero en la noche hubo una devaluación del cien por ciento y en la mañana se levantó como un miserable pobre.

I poveri e gli affamati, al contrario, sono avvantaggiati, perché sono più pronti ad accogliere la nuova realtà, non temono il cambiamento; hanno il cuore pronto.

Il rovesciamento cantato da Maria è dello stesso tipo – dicevo – di quello proclamato da Gesù con le beatitudini e con la parabola del ricco epulone.
Maria parla di ricchezza e povertà a partire da Dio; ancora una volta, parla “coram Deo”, prende come misura Dio, non l’uomo. Stabilisce il criterio “definitivo”, escatologico.

Dire dunque che si tratta di un rovesciamento avvenuto “nella fede”, non significa dire che esso è meno reale e radicale, meno serio, ma che lo è infinitamente di più.

Este no es un dibujo creado por la ola en la arena del mar que borra la siguiente ola.

Estamos ante una riqueza eterna y una pobreza igualmente eterna.


El Magnificat en la boca de la Iglesia


Sant’Ireneo, commentando l’Annunciazione, dice che “Maria, piena di esultanza, gridò profeticamente in nome della Chiesa: “L’anima mia magnifica il Signore” .

Maria è come la voce solista che intona per prima un’aria che deve essere poi ripetuta dal coro. È questa una pacifica convinzione della Tradizione. Anche Origene la fa sua: “È per costoro (cioè per quelli che credono) che Maria magnifica il Signore”15.

Él también habla de una "profecía de María", a propósito del Magníficat16.

Questo vuol dire l’espressione “Maria figura della Chiesa” (typus Ecclesiae), usata dai Padri e accolta dal concilio Vaticano II (cf LG 63).

Dire che Maria è “figura della Chiesa” significa dire che ne è la personificazione, la rappresentazione in forma sensibile di una realtà spirituale; significa dire che è modello della Chiesa.

Ella è figura della Chiesa anche nel senso che nella sua persona si realizza, fin dall’inizio e in maniera perfetta, l’idea di Chiesa; che ella ne costituisce, sotto il capo che è Cristo, il membro principale, e la primizia.
Ma cosa vuol dire qui “Chiesa” e al posto di quale Chiesa Ireneo dice che Maria intona il Magnificat? Non al posto della Chiesa nominale, ma della Chiesa reale, cioè non della Chiesa in astratto, ma della Chiesa concreta, delle persone e delle anime che compongono la Chiesa.

El Magnificat no es sólo para ser recitado, sino para ser vivido, para ser hecho nuestro por cada uno de nosotros; es “nuestro” cántico. Cuando decimos: "Mi alma engrandece al Señor", ese "mío" debe tomarse en el sentido directo, no informado.
Sia in ciascuno – scrive sant’Ambrogio – l’anima di Maria per magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio […].

Se infatti secondo la carne una sola è la madre di Cristo, secondo la fede tutte le anime generano Cristo; ognuna infatti accoglie in sé il Verbo di Dio .
Alla luce di questi princìpi, proviamo ora ad applicare a noi – alla Chiesa e all’anima – il cantico di Maria, e vedere cosa dobbiamo fare per “somigliare” a Maria non solo nelle parole, ma anche nei fatti.

magnificat
Magnificat 4

Una escuela de conversión evangélica


Là dove Maria proclama il rovesciamento dei potenti e dei superbi, il Magnificat ricorda alla Chiesa qual è l’annuncio essenziale che deve proclamare al mondo. Le insegna a essere anch’essa “profetica”.

La Chiesa vive e attua il cantico della Vergine quando ripete con Maria: “Ha rovesciato i potenti, ha rimandato i ricchi a mani vuote!”, e lo ripete con fede, distinguendo questo annuncio da tutti gli altri pronunciamenti che pure ha diritto di fare, in materia di giustizia, di pace, di ordine sociale, in quanto interprete qualificata della legge naturale e custode del comandamento di Cristo dell’amore fraterno.
Si las dos perspectivas son distintas, sin embargo no están separadas y sin ninguna influencia recíproca.

Al contrario, l’annuncio di fede di ciò che Dio ha fatto nella storia della salvezza (che è la prospettiva in cui si colloca il Magnificat) diventa la migliore indicazione di ciò che l’uomo deve fare, a sua volta, nella propria storia umana e, anzi, di ciò che la Chiesa stessa ha il compito di fare, in forza della carità che deve avere anche per il ricco, in vista della sua salvezza.

Più che “un incitamento a rovesciare i potenti dai troni per innalzare gli umili”, il Magnificat è un salutare ammonimento rivolto ai ricchi e ai potenti circa il tremendo pericolo che corrono, esattamente come sarà, nelle intenzioni di Gesù, la parabola del ricco epulone.


Quello del Magnificat non è dunque l’unico modo di affrontare il problema, oggi così sentito, di ricchezza e povertà, fame e sazietà; ce ne sono altri anch’essi legittimi che partono dalla storia, e non dalla fede, e ai quali giustamente i cristiani danno il loro appoggio e la Chiesa il suo discernimento.

Pero este camino evangélico es el que la Iglesia debe proclamar siempre a todos como su mandato específico y con el que debe apoyar el esfuerzo común de todos los hombres de buena voluntad.

Esso è universalmente valido e sempre attuale.

Se per ipotesi (ahimè, remota!) ci fossero un tempo e un luogo in cui non ci fossero più ingiustizie e disuguaglianze sociali tra gli uomini, ma tutti fossero ricchi e sazi, non per questo la Chiesa dovrebbe cessare di proclamare lì, con Maria, che Dio rimanda i ricchi a mani vuote.

De hecho, allí debería proclamarlo con aún mayor fuerza.

El Magnificat está vigente en los países ricos, no menos que en los países del tercer mundo.
Hay planos y aspectos de la realidad que no se pueden ver a simple vista, sino sólo con la ayuda de una luz especial: ya sea con rayos infrarrojos o con rayos ultravioleta.

L’immagine ottenuta con questa luce speciale è molto diversa e sorprendente per chi è abituato a vedere quello stesso panorama alla luce naturale.

La Chiesa possiede, grazie alla parola di Dio, un’immagine diversa della realtà del mondo, l’unica definitiva, perché ottenuta con la luce di Dio e perché è quella stessa che ha Dio.

Essa non può occultare tale immagine.

Al contrario, debe difundirla, sin cansarse nunca, darla a conocer a los hombres, porque de ella depende su destino eterno.

È l’immagine che alla fine resterà quando sarà passato “lo schema di questo mondo”.

Dar a conocer, a veces, con palabras sencillas, directas y proféticas, como las de María, cómo se dicen cosas de las que se está íntima y serenamente persuadido.

Y esto aun a costa de parecer ingenuo y ajeno a la opinión imperante y al espíritu de la época.
El Apocalipsis nos da un ejemplo de este lenguaje profético, directo y valiente, en el que la verdad divina se opone a la opinión humana: “Tú dices [y este “tú” puede ser una sola persona, como puede ser toda una sociedad]:” soy rico, me hice rico; ¡No tengo necesidad de nada!", pero vosotros no sabéis que sois infelices, miserables, pobres, ciegos y desnudos" (Ap 3, 17).


In una celebre favola di Andersen, si parla di un re a cui è stato fatto credere, da lestofanti, che esiste una stoffa meravigliosa che ha la prerogativa di essere invisibile agli sciocchi e inetti e visibile solo ai savi.

Naturalmente, él es el primero en no verlo, pero tiene miedo de decirlo, por temor de pasar por uno de los tontos, y así todos sus ministros y todo el pueblo.

El rey desfila por las calles sin nada puesto, pero todos, para no delatarse, fingen admirar el hermoso vestido, hasta que se escucha la vocecita de un niño que grita entre la multitud: "¡Pero el rey está desnudo!". , rompiendo el hechizo, y finalmente todos tienen el coraje de admitir que ese famoso vestido no existe.


La Chiesa deve essere come la vocina di quel bambino, la quale, a un certo mondo tutto infatuato delle proprie ricchezze e che induce a ritenere pazzo e sciocco chi mostra di non credere in esse, ripete, con le parole dell’Apocalisse: “Tu non sai di essere nudo!”.

Qui si vede come davvero Maria, nel Magnificat, “parla profeticamente per la Chiesa”: ella, per prima, partendo da Dio, ha messo a nudo la grande povertà della ricchezza di questo mondo.

Sólo el Magníficat justifica el título de "Estrella de la evangelización" que san Pablo VI atribuyó a María en su "Evangelii Nuntiandi".


El Magnificat, llamada a la conversión


Sarebbe fraintendere completamente questa parte del Magnificat che parla dei superbi e degli umili, dei ricchi e degli affamati, se la confinassimo solo nell’ambito delle cose che la Chiesa e il credente devono predicare al mondo.

No se trata aquí de algo que sólo debe predicarse, sino de algo que ante todo debe practicarse. María puede anunciar la bienaventuranza de los humildes y de los pobres porque ella misma está entre los humildes y los pobres.

Il rovesciamento da lei prospettato deve avvenire anzitutto nell’intimo di chi ripete il Magnificat e prega con esso. Dio – dice Maria – ha rovesciato i superbi “nei pensieri del loro cuore”.
De repente, el discurso es llevado de afuera hacia adentro, desde discusiones teológicas, en las que todos tienen razón, hasta pensamientos del corazón, en los que todos estamos equivocados.

L’uomo che vive “per se stesso”, il cui Dio non è il Signore, ma il proprio “io”, è un uomo che si è costruito un trono e vi siede sopra dettando legge agli altri.

Ora Dio – dice Maria – rovescia questi tali dal loro trono; mette a nudo la loro non-verità e ingiustizia.

Hay un mundo interior, hecho de pensamientos, voluntades, deseos y pasiones, de donde -dice Santiago- proceden las guerras y las rencillas, las injusticias y los abusos que hay entre nosotros (cf St 4, 1) y hasta no se empieza por sanar esta raíz, nada cambia realmente en el mundo y si algo cambia es para reproducir, poco tiempo después, la misma situación de antes.


Come ci raggiunge da vicino il cantico di Maria, come ci scruta a fondo e come mette davvero “la scure alla radice”!

Che stoltezza e incoerenza sarebbe mai la mia, se ogni giorno, ai Vespri, ripetessi, con Maria, che Dio “ha rovesciato i potenti dai troni” e intanto continuassi a bramare il potere, un posto più alto, una promozione umana, un avanzamento di carriera e perdessi la pace se esso tarda ad arrivare; se ogni giorno proclamassi, con Maria, che Dio “ha rimandato i ricchi a mani vuote” e intanto bramassi senza posa di arricchire e di possedere sempre più cose e cose sempre più raffinate; se preferissi essere a mani vuote davanti a Dio, anziché a mani vuote davanti al mondo, vuote dei beni di Dio, piuttosto che vuote dei beni di questo mondo.

Che stoltezza sarebbe la mia se continuassi a ripetere, con Maria, che Dio “guarda verso gli umili”, che si accosta a loro, mentre tiene a distanza i superbi e i ricchi di tutto, e poi fossi di quelli che fanno esattamente il contrario.


Tutti i giorni – ha scritto Lutero commentando il Magnificat – dobbiamo constatare che ognuno si sforza di elevarsi al di sopra di sé, a una posizione d’onore, di potenza, di ricchezza, di dominio, a una vita agiata e a tutto ciò che è grande e superbo.

E ognuno vuole stare con tali persone, corre loro dietro, le serve volentieri, ognuno vuol partecipare alla loro grandezza […].

Nessuno vuole guardare in basso, dove c’è povertà, vituperio, bisogno, afflizione e angoscia, anzi tutti distolgono lo sguardo da una tale condizione.

Todos huyen de las personas tan probadas, las evitan, las dejan solas, nadie piensa en ayudarlas, en socorrerlas y en convertirlas también en algo: deben permanecer bajas y ser despreciadas.


Dio – ci ricorda Maria – fa l’opposto di questo: tiene a distanza i superbi e innalza fino a sé gli umili e i piccoli; sta più volentieri con i bisognosi e gli affamati che lo tempestano di suppliche e di richieste, che non con i ricchi e i sazi che non hanno bisogno di lui e non gli chiedono nulla.

Così facendo, Maria ci esorta, con dolcezza materna, a imitare Dio, a far nostra la sua scelta.

Ci insegna le vie di Dio. Il Magnificat è davvero una meravigliosa scuola di sapienza evangelica.

Una escuela de continua conversión.
Come tutta la Scrittura, esso è uno specchio (cf Gc 1, 23) e sappiamo che dello specchio si possono fare due usi molto diversi.

Lo si può usare rivolto verso l’esterno, verso gli altri, come specchio ustorio, proiettando la luce del sole verso un punto lontano fino a incendiarlo, come fece Archimede con le navi romane, oppure lo si può usare tenendolo rivolto verso di sé, per vedere in esso il proprio volto e correggerne i difetti e le brutture.

Santiago nos exhorta a utilizarlo sobre todo en este segundo modo, para ponernos "en el foco", ante los demás.
“La Scrittura – diceva san Gregorio Magno – cresce a forza di essere letta” . Lo stesso avviene del Magnificat, le sue parole sono arricchite, non consunte, dall’uso.

Prima di noi schiere di santi o di semplici credenti hanno pregato con queste parole, ne hanno assaporato la verità, messo in pratica il contenuto.

Por la comunión de los santos en el cuerpo místico, todo este inmenso patrimonio se adhiere ahora al Magníficat. Es bueno rezarlo así, en coro, con todo el pueblo orante de la Iglesia.

Dio lo ascolta così.
Per entrare in questo coro che attraversa i secoli, basta che noi intendiamo ripresentare a Dio i sentimenti e il trasporto di Maria che per prima lo intonò “in nome della Chiesa”, dei dottori che lo commentarono, degli artisti che lo musicarono con fede, dei pii e degli umili di cuore che lo vissero.

Gracias a este maravilloso cántico, María sigue magnificando al Señor por todas las generaciones; su voz, como la de un corifeo, sostiene y lleva la de la Iglesia.
Una persona que ora en el salterio invita a todos a unirse a él, diciendo: "Engrandeced al Señor conmigo" (Sal 34, 4).

Maria ripete ai suoi figli le stesse parole. Se posso osare interpretare il suo pensiero, il Santo Padre, nel giorno del suo Giubileo sacerdotale, rivolge a tutti noi lo stesso invito: “Magnificate il Signore con me”.

Y nosotros, Su Santidad, prometemos hacerlo.

Sermones a la Casa Papal di Padre Raniero Cantalamessa


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Eugenio Ruberto
Eugenio Ruberto
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