Beato Bartolo Longo avvocato, fondatore del Santuario di Pompei

Terziario domenicano e fondatore

Commemorazione: Martyrologium Romanum il 5 ottobre (dies natalis). Ordo Fratrum Praedicatorum il 6 ottobre. 

Bartolo Longo nasce il 10 febbraio 1841 a Latiano (Brindisi). È un bambino un po’ “birichino”, come lui stesso amava definirsi, ma di acuta intelligenza. All’età di 5 anni giunge nel collegio dei Padri Scolopi di Francavilla Fontana (BR), dove trascorre alcuni anni fino a quando, nel 1858, lascia il collegio dopo aver conseguito il titolo di studio che lo abilita all’insegnamento di “rudimenti grammatica”.

Successivamente, intraprende gli studi di Giurisprudenza che lo portano, nel 1863, nella città di Napoli. Dopo aver trascorso qualche anno buio a seguito dell’abbandono della fede cattolica e dell’avvicinamento al mondo dello spiritismo, si riconverte alla religione e alla carità cristiana grazie al professor Vincenzo Pepe e al domenicano padre Alberto Radente.

Grazie alla nobildonna Caterina Volpicelli, canonizzata il 26 aprile 2009, conosce la Contessa Marianna Farnararo De Fusco, rimasta vedova in giovane età, con cinque figli piccoli. L’incontro con la contessa è per lui un segno del destino visto che, proprio per amministrare le proprietà della De Fusco, giunge, nel 1872, nella Valle di Pompei.

Ed è proprio in queste campagne che il Bartolo trova risposta al suo continuo tormento. Da tempo egli si domanda come avrebbe fatto a salvarsi, a causa delle esperienze poco edificanti della vita passata. Ma proprio in quel luogo “dove erano adorati gli idoli e i demoni”, giunge una risposta che per lui sarà il motto ispiratore della sua intera esistenza: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo!”.

Da quel momento in poi la sua vocazione diventa unicamente quella di propagare il culto alla Vergine del Rosario. E per far questo, egli inizia proprio dai “poveri ed abbandonati contadini” che dimorano quelle terre. Oltre a catechizzare i contadini, decide, su consiglio del Vescovo di Nola, di erigere una nuova chiesa, dedicata alla Madonna del Rosario.

All’interno della Chiesa pone, come immagine sacra da venerare, un prodigioso ritratto della Vergine del Rosario, che, il 13 novembre del 1875, arriva a Pompei trasportato su di un carretto di letame.

Inizia così a diffondersi inarrestabilmente la devozione di tutti i fedeli che da tutte le parti del mondo inviano offerte per la costruzione della nuova Chiesa, la cui prima pietra viene posta l’8 maggio 1876, giorno solenne che nel tempo verrà celebrato come giornata della Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei  (bellissimo omaggio, da egli composto, da recitarsi l’8 maggio e la prima domenica di ottobre a mezzogiorno) in onore della Vergine del Rosario.

Nel 1877 il Longo scrive e divulga la pia pratica dei Quindici Sabati. Ma l’opera più bella che gli dobbiamo attribuire è sicuramente la Novena alla S. Vergine del Rosario di Pompei .Si tratta di una mistica preghiera che procura una miracolosa guarigione allo stesso Bartolo Longo. L’affetto dei fedeli e il fortissimo legame con la Madonna del Rosario portano alla immediata stampa di ben novecento edizioni, in ventidue lingue, della Novena.

La devozione cresce in maniera esponenziale, basti pensare che il 14 ottobre 1883, ventimila pellegrini, riuniti a Pompei, recitano, per la prima volta, la Supplica alla Vergine del Rosario, sgorgata dal cuore di Bartolo Longo, in risposta all’Enciclica ‘Supremi apostolatus officio’ (1° settembre 1883), con la quale Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903), il ‘Papa del Rosario’”, di fronte ai mali della società, additava come rimedio la recita del Rosario.

L’incredibile opera del Bartolo Longo non si limita soltanto alla costruzione di quella che diventerà da lì a breve la splendida basilica di Pompei, ma egli si dedica alla costruzione di un altro tempio, altrettanto importante, “la città dell’amore e della carità”, costituito inizialmente dall’Orfanotrofio Femminile, la prima delle sue Opere di Carità a favore dei minori.

In risposta alle continue richieste avanzate all’avvocato Longo da parte dei condannati per esortarlo a prendersi cura dei propri figli, egli matura quella che ancora oggi è considerata la sua intuizione più originale: credere nella possibilità del recupero e del riscatto sociale dei figli dei carcerati. Mosso da tale divina intuizione, nel 1892, dà vita alla costruzione dell’Ospizio per i figli dei carcerati. In seguito, accoglie anche le figlie dei carcerati che affida alla cura delle Suore Domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, da lui fondate nel 1897.

Mentre nel mondo ormai è ben avviata la sua opera di pedagogia sociale in favore soprattutto dei meno fortunati, il 5 ottobre del 1926 il Bartolo Longo muore, a ottantacinque anni, con il crocifisso nella mano destra e il rosario nella mano sinistra, lasciando in eredità un insegnamento pieno di amore e di carità, un modo nuovo di accogliere gli orfani ed i fanciulli abbandonati, restituendo loro la piena dignità umana ed un futuro degno di essere vissuto.

Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) lo ha beatificato il 26 ottobre 1980, con queste parole: « Infine, ecco ancora Bartolo Longo, il fondatore del celebre santuario di Pompei…; egli è l’apostolo del rosario, il laico che ha vissuto totalmente il suo impegno ecclesiale.

La sua lunga vita fu ispirata da una fede semplice ed eroica, durante la quale sgorgò e si sviluppò il miracolo di Pompei. Iniziando dall’umile catechesi ai contadini della valle di Pompei, e dalla recita del rosario davanti al famoso quadro della Madonna, fino all’erezione del santuario e all’istituzione delle opere di carità per i figli e le figlie dei carcerati, Longo portò avanti un’opera grandiosa che ancora oggi ci lascia stupiti ed ammirati.

Bartolo Longo … si può definire “l’uomo della Madonna”: per amore di Maria divenne scrittore, apostolo del Vangelo, propagatore del rosario, fondatore del celebre santuario, creò istituti di carità, divenne questuante per i figli dei poveri, trasformò Pompei in una vivente cittadella di bontà umana e cristiana; per amore di Maria sopportò in silenzio tribolazioni e calunnie, passando attraverso un lungo Getsemani, sempre fiducioso nella provvidenza, sempre ubbidiente al Papa e alla Chiesa».

Per approfondimenti:
>>> Pontificio Santuario di Pompei – Biografia

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Ciao, sono Remigio Ruberto, papà di Eugenio. L'amore che mi lega a Eugenio è senza tempo e senza spazio.

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