Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 8 marzo 2026
III Domenica di Quaresima
- S. Giovanni di Dio fondatore “Fatebenefratelli” (1495-1550)
- B. Faustino Míguez sacerdote S.P. e fondatore (1831-1925)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Dacci acqua da bere.
Dal libro dell’Èsodo
Es 17,3-7
In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?».
Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!».
Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d’Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà».
Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele. E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 94 (95)
R. Ascoltate oggi la voce del Signore:
non indurite il vostro cuore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R.
Seconda Lettura
L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 5,1-2.5-8
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Signore, tu sei veramente il salvatore del mondo;
dammi dell’acqua viva, perché io non abbia più sete. (Cf. Gv 4,42.15)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo di oggi 8 marzo 2026
Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 4,5-42
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere».
I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva?
Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano.
Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?».
Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete.
In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Parola del Signore.
L’Acqua che zampilla per l’eternità: Il Pozzo di Luce di Eugenio
Il brano di oggi si apre con un Gesù stanco, seduto sul bordo di un pozzo nel calore del mezzogiorno. Chiede da bere a una donna straniera, ribaltando le convenzioni del tempo. Ma presto capiamo che è Lui a voler dissetare lei. Gesù le promette un’acqua diversa: «Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». Non parla di acqua fisica, ma della Grazia, dello Spirito, di quell’amore che riempie i vuoti dell’anima.
Mentre scrivo queste parole, il mio pensiero vola subito al mio Eugenio. Durante i lunghi mesi della sua malattia, ho visto mio figlio avvicinarsi a quel pozzo spirituale ogni singolo giorno. Nonostante la fatica del corpo e la sete che la terapia a volte gli imponeva, la sua anima attingeva a una sorgente segreta. Quell’acqua che zampilla per la vita eterna io l’ho vista scorrere nei suoi sorrisi, nella sua pazienza infinita, nella sua fede incrollabile. Eugenio non aveva bisogno di molte parole per spiegarci il Vangelo; lui lo viveva stando seduto sul bordo della sua croce, accogliendo tutti noi con la freschezza di chi ha trovato la sorgente vera.
Oggi, nelle mie preghiere, chiedo al Signore di non farmi cercare l’acqua in pozzi vuoti o inquinati dal risentimento e dal dolore senza speranza. Chiedo, per intercessione di mio figlio, di poter bere sempre alla fonte della Sua Parola. La Samaritana lasciò la sua anfora per correre a dire a tutti: «Venite a vedere!». Anche noi, attraverso il ricordo di Eugenio, vogliamo lasciare le anfore delle nostre vecchie abitudini per annunciare che la morte non ha l’ultima parola, perché l’acqua della Vita Eterna ha già vinto.
IL MAGISTERO DEI SUCCESSORI DI PIETRO
In questa domenica speciale, lasciamoci guidare dalle parole dei Papi su questo incontro straordinario:
- Papa Leone XIV: «Gesù si fa mendicante per rendere noi ricchi. Chiede acqua alla Samaritana perché ha sete della sua fede, della sua salvezza. In questa giornata dedicata alla donna, guardiamo a come il Maestro restituisce dignità a chi era scartata. Non cercate la felicità nei banchetti del mondo che lasciano l’anima più arida di prima. Cercate l’acqua viva! Ogni prova, ogni sofferenza, se vissuta con Cristo, diventa un pozzo da cui attingere forza. La vera vita non si misura dagli anni trascorsi sulla terra, ma dalla profondità con cui abbiamo attinto alla sorgente dell’amore divino.»
- Papa Francesco: «L’incontro con la Samaritana ci insegna che Dio non si spaventa dei nostri peccati, ma della nostra chiusura. Gesù legge nel cuore di quella donna con tenerezza, non con giudizio. Egli vuole donare a ciascuno di noi la capacità di adorare il Padre “in spirito e verità”, liberi da formalismi e paure.» (Angelus)
- Benedetto XVI: «L’acqua viva è il dono dello Spirito Santo. L’uomo ha sete di infinito, e solo Dio può colmare questo abisso. La samaritana riconosce in Gesù il Messia perché si sente amata nella sua verità. È questo amore che trasforma l’anfora vuota in una sorgente per gli altri.» (Cfr. Deus Caritas Est)
- San Giovanni Paolo II: «Donna, se tu conoscessi il dono di Dio! Queste parole risuonano per ogni creatura. In questa giornata, onoriamo la dignità della donna guardando a colei che divenne la prima apostola della Samaria. La fede è un incontro personale che cambia la direzione della vita.» (Cfr. Dignità)
- San Giovanni XXIII: «La bontà di Dio ci sorprende sempre. Egli ci aspetta nei luoghi comuni della nostra vita, al pozzo dei nostri doveri quotidiani. Siate portatori di questa acqua fresca tra i vostri fratelli, con semplicità e gioia, senza mai stancarvi di sperare.» (Cfr. Il Giornale dell’Anima)






