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Me lo ricordo bene quel giorno, quel famoso giorno del 18 giugno 2020.

Giornata evento, giornata memorabile, giorno in cui affilasti le armi, ormai stagliate dalla malattia che ingiustamente e vigliaccamente ti aveva colpito.

Ma tu, con il tuo coraggio e la fame della vita che ancora ti scorreva vigorosa nelle vene, con sprezzo per i pericoli che potevano presentarsi nel tuo cammino, affrontasti a testa alta questo giorno, trasmettendo a te stesso e a chi ti circondava che la vita è una vita quando è vissuta come dono.

La mattina trascorse senza nessun intoppo, nessun tentennamento, con grinta e spavalderia nei confronti della vita, di quella vita che timidamente ti offriva ancora un poco del suo sorriso.

E tu quel dono, quel piccolo dono, l’hai trasformato in un grande miracolo.

Fede, fiducia, amore.

Come la tua età e la tua eduzione suggeriva, hai chiesto a me e alla tua mamma se potevi trascorrere la serata con gli amici, i tuoi amici del cuore, i tuoi amici di sempre.

Io e Giuseppina eravamo euforici, spaventati, commossi, impauriti: “e se non si sente bene, e se ha una crisi, e se…” mille e mille se, ma, forse, chissà…

Ma la fede in Dio, la fiducia e l’amore per Eugenio ci imposero di dargli questa, forse ultima, ventata di vita, uragano di amicizia e amore profondo, che Angelo e Gerardo Sorrentino, Kevin Di Lorenzo, Nicola Panella, Alessandro Mattei ed Eugenio porteranno sempre dentro il loro cuore.

Eugenio, Angelo e Gerardo Sorrentino, Kevin Di Lorenzo, Nicola Panella, Alessandro Mattei
Eugenio, Angelo e Gerardo Sorrentino, Kevin Di Lorenzo, Nicola Panella, Alessandro Mattei

Arrivai qualche minuto dell’orario prefissato: ero a casa in fermento, in agitazione, in pensiero.

Mi soffermai in disparte, e ti guardai, fiero, orgoglioso, come qualsiasi padre che vede il proprio figlio felice.

Sommessamente ti ammirai, stupito della tua grinta e pieno di gioia per tutta la forza che trovasti, dentro di te.

Eri vestito come lo sei ancora oggi, con la tua amata salopette di jeans, con le tue fedelissime scarpe bianche, che tanti chilometri hanno percorso con te, sempre ai tuoi piedi, e che oggi ti vedono scorrazzare fra le nubi con la stessa grinta e la stessa gioia del 18 giugno 2020.

Avrei voluto ancora allacciare le tue amate scarpe, ogni giorno, per tutti i giorni della mia vita.

Ed un giorno, lo stesso giorno che ti raggiungerò in paradiso, sarai tu ad allacciarmi le scarpe, com un figlio che aiuta il padre stanco.

Eugenio alla cassa Big Bang
Eugenio alla cassa Big Bang

Ed io pieno di gioia, ma con una lacrima che segna il mio volto combattuto, ti guardo da quaggiù, oggi.

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